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Finale Ligure. Perlustrazione sentieri per tutela biker ed escursionisti

Finale Ligure. È stata effettuata oggi pomeriggio dagli agenti della Polizia Municipale e dai volontari dell’Antincendio Boschivo di Finale Ligure una perlustrazione lungo la rete sentieristica del territorio comunale, dopo alcuni ritrovamenti di bande chiodate posizionate sui percorsi frequentati dai praticanti delle attività outdoor, acquisite dalla Polizia Municipale come fonte di prova per la contestazione di possibili reati.

Nelle ultime settimane, lungo alcuni dei sentieri più frequentati dai turisti, sono state rinvenute delle tavolette di legno con conficcati dei chiodi. “Presumiamo che l’intenzione possa essere quella di bucare le gomme delle biciclette. – dice il comandante della Polizia Municipale, Eugenio Minuto – Tuttavia chi predispone e piazza questi oggetti lungo percorsi frequentati da centinaia di persone compie un’azione che potrebbe avere conseguenze gravissime, potenzialmente anche letali, per i bikers, ma anche per tutti coloro che si trovino a passare poggiando il piede o scivolando su una di queste vere e proprie trappole. I servizi come quello di oggi, per il quale ringrazio il personale A.I.B. della consueta collaborazione, continueranno con l’intento di individuare i responsabili di questi comportamenti scellerati; in ogni caso dei ritrovamenti e dell’esito delle successive verifiche sarà informata l’Autorità Giudiziaria”.

Finale Ligure ha una rete sentieristica fra le più ampie ed attrezzate d’Italia ed è meta ogni anno di migliaia di ciclisti e di appassionati di trekking a piedi e a cavallo.  Per questa ragione il Comune ha regolato, fra i primi in Italia, la circolazione sui sentieri e sui percorsi naturalistici del suo entroterra. Nei giorni scorsi il sindaco Flaminio Richeri ha firmato un’ordinanza, la numero 74 del 30 marzo 2012, che regolamenta “la circolazione di cicloamatori, escursionisti e cavalieri su strade comunali, vicinali, sentieri o altre strade ad uso pubblico altrimenti denominate con fondo naturale o comunque ubicate in aree rurali fuori dai centri abitati”.

Ha detto in merito all’ordinanza l’assessore allo sport Massimo Gualberti: “Il grande sviluppo delle attività outdoor nel territorio ha necessariamente richiesto una regolamentazione, che in ogni suo aspetto è stata condivisa con tutti i soggetti interessati, dai bikers ai proprietari dei fondi. Il metodo partecipativo che abbiamo seguito confidiamo possa ridurre al minimo i conflitti tra i vari soggetti, assicurando così la migliore convivenza possibile. Con quest’ordinanza abbiamo affermato il principio che anche i sentieri debbano considerarsi alla stregua di una qualunque strada ad uso pubblico, percorribili da chiunque con il semplice rispetto di alcune regole fondamentali, tra le quali il rispetto della proprietà privata”.
(C.S.)

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