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Festa della Beata Vergine Assunta dal 14 agosto a Castellaneta

Castellaneta. Venerdì 14 agosto 2015 inizia a Castellaneta la Festa della Beata Vergine Assunta in cielo con la santa messa nella parrocchia San Domenico alle ore 19.30 cui seguirà la fiaccolata con la sacra immagine per alcune vie della città e con l’esibizione degli Sbandieratori e Musici di Capurso (Ba) su piazza Municipio e spettacolo finale nella piazza antistante la chiesa dell’Assunta.

Sabato 15 agosto santo rosario alle ore 19.30 nella chiesa dell’Assunta e alle ore 20.00 santa messa per le vittime della strada celebrata dal parroco e rettore don Franco Alfarano.

Il sacerdote che ha avuto cura di questa chiesa è stato don Giuseppe Buttiglione.

“In qualità di rettore della chiesa Assunta sento il dovere di richiamare l’attenzione dell’amministrazione comunale e dei cittadini a salvaguardare il nostro patrimonio artistico-culturale-religioso – ha detto don Alfarano – Alla villa antistante la chiesa, dopo l’abbattimento del monolite in cemento, resta il problema che è abitata da cani accompagnati dai propri padroni che lasciano nel prato di tutto e di più e quindi pericolo di mancata igiene per eventuali bambini che vorrebbero giocare o semplice cittadino che vorrebbe sostare alle panchine della stessa, contenitori d’immondizia stracolmi e panchine, lampioni cadenti. Il buon senso e la civiltà dovrebbe caratterizzare un po’ di più ognuno di noi”.

Rettoria che rientra, giuridicamente, nel territorio della Parrocchia San Domenico.

Da ammirare in questa chiesetta, definita “gioiello e chicca medioevale d’Italia” dal FAI nel marzo 2010, le due Mensole Medioevali ritornate alla Chiesa dell’Assunta da parte della Soprintendenza della Regione Puglia, dopo il restauro negli anni ’70 della Chiesa.

La chiesetta rurale dell’Assunta, costruita a fine sec. XIII ad aula unica nelle tipiche forme di romanico pugliese con rosone centrale, è qualificata da particolari decorativi ed architettonici di notevole fattura. La facciata è caratterizzata dagli archetti rampanti della cuspide triangolare e dal portale con protiro a colonnine, definito da un arco romanico scolpito a girali, fogliame, pigne, uccelli e altri animali, alla base, mensoloni sostenuti da protomi antropomorfe. Sui lati due portali con protiro pensile; di notevole interesse quello sul lato destro con intradosso tribolato scolpito a foglie e fiori. È tradizione, che la costruzione sia dovuta al voto di un capitano di mare in pericolo di naufragio nel vicino Jonio, salvato dalla luce della lampada che la pietà dei fedeli alimentava davanti all’immagine di S. Maria del Pesco, esistente in una cripta di un complesso insediamento rupestre, sul quale fu eretta questa chiesa. Nel tempo l’edificio fu rimaneggiato con una trasformazione ottocentesca (1840) e definitivamente riportato alle forme romaniche nel 1975, è legata ad una lapide con epigrafe in greco antico rinvenuta tra il materiale di rimpiego ed attualmente murata nel varco minore che dà accesso alla cripta. L’interno, sebbene martoriato dalle trasformazioni, rivela cicli di decorazioni pittoriche realizzati in un ampio arco temporale, dalla fine del secolo XIII a tutto il secolo XVII. Da notare in fondo all’abside un affresco raffigurante una Madonna con Bambino, datata 1585, e sulla parete destra della navata un altro affresco Madonna con Bambino, rinvenuta sotto la precedente, molto più antica sec. XIV, proveniente dalla decorazione parietale di una cripta rupestre, che potrebbe essere l’immagine miracolosa comunemente conosciuta col titolo di S. Maria della Luce. Sulla parete sinistra un altro affresco di Madonna con Bimbo seduta sul trono: il dipinto si caratterizza per il “verismo gotico”, una maniera pittorica tipica della prima metà del secolo XIV.

Di qua e di là figure di santi e sante identificabili e non, scene della vita di Maria (annunciazione, assunzione) e di Gesù (crocifissione e deposizione). Interessante l’atrio interno con attigua casa-grotta. Il campanile a vela si affaccia sulla gravina.

Meritano attenzione le monofore, i capitelli, la simbologia di questo edificio legata alle sue misure, al periodo di edificazione tradizionalmente chiamato “il tempo delle Cattedrali”, periodo di grande fervore mistico di fede e spiritualità, di visione cosmologica di unione tra cielo e terra…la simbologia della leggenda ha conservato il suo valore di messaggio nel tempo sollevate il mio velo e la chiesa diventerà ‘trasparente’.
(Franco Gigante)

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