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Festa della Beata Vergine Assunta da giovedì 11 agosto a Castellaneta

Castellaneta. La Festa della Beata Maria Vergine Assunta a Castellaneta è introdotta da un triduo: giovedì 11 agosto 2016, alle ore 19,00 il Santo Rosario e alle ore 19,30 la Santa Messa presso la chiesa dell’Assunta; venerdì 12 agosto, alle ore 19,30 il Santo Rosario e alle ore 20,00 la Santa Messa presso la chiesa dell’Assunta, celebrata per le vittime dell’incidente ferroviario Andria-Corato a un mese dal tragico evento: parteciperà il gruppo “Amici delle Gravine” che ha organizzato una escursione in gravina con messa conclusiva presso la chiesetta romanica; sabato 13 agosto alle ore 19,00 il Santo Rosario e ore 19,30 la Santa Messa presso il Monumento alla Madonna in via Assunta nel X anno dalla sua costruzione (2006-2016); domenica 14 agosto, vigilia della festa, Santa Messa nella parrocchia San Domenico alle ore 19,30, e alle ore 20,15 Fiaccolata in onore della Beata Vergine Assunta in Cielo con la sacra immagine per alcune vie della città, accompagnati dall’esibizione “Sbandieratori e Musici” di Capurso (Ba), spettacolo su piazza Municipio e spettacolo pirotecnico nella piazza antistante la chiesa dell’Assunta.

Lunedi 15 agosto Solennità dell’Assunzione, alle ore 19,30 Santo Rosario nella chiesa dell’Assunta e alle ore 20,00 Santa Messa per le Vittime della Strada celebrata dal parroco e rettore don Franco Alfarano.

La chiesa Maria Ss.ma Assunta è una elegante chiesetta rurale, costruita fine sec. XIII, ad aula unica, nelle tipiche forme di romanico pugliese, con rosone centrale, qualificata da particolari decorativi ed architettonici di notevole fattura. La facciata è caratterizzata dagli archetti rampanti della cuspide triangolare e dal portale con protiro a colonnine, definito da un arco romanico scolpito a girali, fogliame, pigne, uccelli e altri animali, alla base, mensoloni sostenuti da protomi antropomorfe. Sui lati due portali con protiro pensile; di notevole interesse quello sul lato destro con intradosso tribolato scolpito a foglie e fiori. È tradizione, che la costruzione sia dovuta al voto di un capitano di mare in pericolo di naufragio nel vicino Jonio, salvato dalla luce della lampada che la pietà dei fedeli alimentava davanti all’immagine di S. Maria del Pesco, esistente in una cripta di un complesso insediamento rupestre, sul quale fu eretta questa chiesa. Nel tempo l’edificio fu rimaneggiato con una trasformazione ottocentesca (1840) e definitivamente riportato alle forme romaniche nel 1975, è legata ad una lapide con epigrafe in greco antico rinvenuta tra il materiale di rimpiego ed attualmente murata nel varco minore che da’ accesso alla cripta.

L’interno, sebbene martoriato dalle trasformazioni, rivela cicli di decorazioni pittoriche realizzati in un ampio arco temporale, dalla fine del secolo XIII a tutto il secolo XVII. Da notare in fondo all’abside un affresco raffigurante una Madonna con Bambino, datata 1585, e sulla parete destra della navata un altro affresco Madonna con Bambino, rinvenuta sotto la precedente, molto più antica sec. XIV, proveniente dalla decorazione parietale di una cripta rupestre, che potrebbe essere l’immagine miracolosa comunemente conosciuta col titolo di S. Maria della Luce. Sulla parete sinistra un altro affresco di Madonna con Bimbo seduta sul trono: il dipinto si caratterizza per il “verismo gotico”, una maniera pittorica tipica della prima metà del secolo XIV.

Di qua e di là figure di santi e sante identificabili e non, scene della vita di Maria (annunciazione, assunzione) e di Gesù (crocifissione e deposizione). Interessante l’atrio interno con attigua casa-grotta. Il campanile a vela si affaccia sulla gravina.

Meritano attenzione le monofore, i capitelli, la simbologia di questo edificio legata alle sue misure, al periodo di edificazione tradizionalmente chiamato “il tempo delle Cattedrali”, periodo di grande fervore mistico di fede e spiritualità, di visione cosmologica di unione tra cielo e terra, la simbologia della leggenda ha conservato il suo valore di messaggio nel tempo, sollevate il mio velo e la chiesa diventerà ”trasparente”.

Il sacerdote che ha avuto cura di questa chiesa è don Giuseppe Buttiglione, rettoria e rientra, giuridicamente, nel territorio della Parrocchia San Domenico.

Da ammirare in questa chiesetta, definita “gioiello e chicca medioevale d’Italia” dal FAI nel marzo 2010, le due Mensole Medioevali ritornate alla Chiesa dell’Assunta da parte della Soprintendenza della Regione Puglia, dopo il restauro negli anni ’70 della Chiesa. Da qualche giorno la chiesa è stata dotata di nuovi fari interni per l’illuminazione a spese della parrocchia.

“In qualità di rettore della chiesa Assunta sento il dovere di richiamare l’attenzione dell’Amministrazione e dei cittadini a salvaguardare il nostro patrimonio artistico-culturale-religioso – ha sottolineato don Franco Alfarano – La villa antistante la chiesa (abbattuto il monolite in cemento) versa in stato di incuria, le palme attaccate dal ‘punteruolo’ cadenti su se stessi e su strada, immondizia disseminata,  lampioni cadenti e quindi scarsa illuminazione. Il buon senso e la civiltà dovrebbe caratterizzare un po’ di più  ognuno di noi”.
(Franco Gigante)

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