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Falco indiano a Borgio Verezzi

Savona. Quando lo hanno soccorso in una via di Borgio Verezzi (SV) i volontari della Protezione Animali hanno pensato si trattasse di un raro esemplare di giovane falco pellegrino; ma era un ancor più raro adulto di falco jugger, o falco indiano, difficilmente distinguibile dal primo volatile.

Si tratta di una specie in via di estinzione che vive nei paesi tra l’Iran e la Birmania ed è quindi protetta dalla normativa CITES; l’esemplare trovato, che non presenta microchip o anellini, apparteneva sicuramente a qualche appassionato di falconeria, forse fuggito o forse abbandonato perché detenuto senza autorizzazione. L’Enpa chiede da anni inutilmente di proibire l’importazione ed il possesso di animali esotici, un mercato secondo soltanto al traffico d’armi, in cui moltissimi animali muoiono per la cattura e le condizioni terribili di trasporto e di allevamento.

Malgrado sia un animale molto adattabile, era debilitato ed affamato ma si è velocemente ripreso con le cure fornitegli (si nutre di uccelli, piccoli mammiferi, lucertole ed insetti ma non ha rifiutato la carne tritata offertagli). E’ stato subito segnalato al Corpo Forestale dello Stato, cui compete deciderne la destinazione finale; nel frattempo è stato trasferito nelle accoglienti voliere del centro di recupero della fauna selvatica di Bernezzo (CN).

Da 10 a 15 soggetti in difficoltà vengono soccorsi dal volontari dell’Enpa in questa stagione; l’associazione vive un momento particolarmente difficile, a causa del ritardo, e della consistenza economica, nel rinnovo della convenzione per il recupero e la cura della fauna selvatica in difficoltà; è un compito espressamente affidato dalla Regione Liguria alla Provincia di Savona che, negli ultimi due anni, si è avvalsa dell’attività dell’Enpa, elargendogli contributi che hanno coperto solo la metà delle spese vive sostenute per curare gli animali; da gennaio l’Enpa continua ad operare, in attesa di un nuovo accordo che si preannuncia, per i problemi economici della Provincia, ancora più deficitario. Il servizio è tuttavia importantissimo non solo per la difesa della biodiversità, con un alto numero di selvatici recuperati (1118 nel 2010 e 1600 nel 2011) ma anche per l’immagine positiva della riviera che lascia ai numerosi turisti che segnalano gli animali in difficoltà durante le loro vacanze.
(C.S.)

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