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Etnik in mostra alla D’Ars di Milano

Calice Ligure. Dopo il successo ottenuto a Calice Ligure alla galleria PuntoDue Etnik presenta i propri lavori nel prestigioso Studio D’Ars di Milano. Martedì 16 aprile (alle ore 16) si inaugurerà infatti la mostra presso la sala esposizioni della Fondazione Dars in via Sant’Agnese, 3.

“Etnik è nato a Stoccolma, vive attualmente in Toscana e lavora tra Pisa e Firenze – dice Daniele Decia, uno dei curatori della mostra – Etnik è lo pseudonimo dietro al quale si cela la figura poliedrica di Alessandro Battisti, dagli anni Novanta uno degli artisti più attivi e completi del writing in Italia”. Si tratta di uno dei personaggi più interessanti del movimento artistico a cavallo fra lettering e writing a livello italiano.

“Etnik – dice la nota artista, storica dell’arte e curatrice di eventi Alessandra Ioalè – ha apportato al movimento italiano del writing insoliti e personali contributi, scaturiti dalle proprie esperienze, nel campo dell’illustrazione e della scenotecnica. La sua passione per questa disciplina lo porta oggi a realizzare tag bi e tridimensionali con uno stile proprio e riconoscibile”. Questi lavori gli hanno dato l’opportunità di partecipare a grandi eventi pubblici e di collaborare coi migliori writersdella scena internazionale.

“Lo studio del lettering – prosegue Alessandra Ioalè – non si limita alla pura ricerca estetica delle lettere ma, dopo vent’anni passati a dipingere spazi urbani di periferia e a cercarne di nuovi, l’artista lo coinvolge nella riflessione sul concetto di “città”, che ne scorge un nuovo punto di vista, fino a farne soggetto principale della sua ricerca pittorica. Il lettering è divenuta la base sulla quale Etnik imposta l’intero impianto concettuale e compositivo della sua nuova e personale ricerca artistica, che nel 2003 vede la luce sotto il nome di “Città prospettiche”.

La trasformazione delle lettere, che compongono il suo nome in masse geometriche, apparentemente irriconoscibili, sono lo spunto su cui costruire moduli architettonici riconducibili a stereotipi di insediamento urbano, che s’intersecano violentemente su piani opposti e punti di vista spiazzanti per rappresentare un cemento sempre più costrittivo e un equilibrio sempre più precario nella vita quotidiana di ognuno di noi.

“ La serie – conclude la Ioalè – diviene soggetto e oggetto di studio, che trova nella trasposizione scultorea e su muro maggior spettacolarità e arditezza, mentre su tela e tavola riesce a toccare livelli di sintesi geometrica estrema, in cui l’identificazione delle costruzioni è quasi impossibile se non grazie a un uso descrittivo del colore e di una gamma cromatica brillante e di contrasto”. Etnik nel 2009 ha creato con Duke1, il collettivo Bunker108 che collabora con enti sia pubblici che privati, per il restyling di edifici o aree urbane, e l’organizzazione di workshop e eventi espositivi di vario genere.

Il suo lavoro è stato premiato alla II Biennal International of Graffiti Fine Art al MuBE di San Paolo (Brasile) ed ha avuto grande successo a “Frontier – La linea dello stile” a Bologna. La mostra resterà aperta fino al 30 aprile con il seguente orario: da lunedì a venerdì dalle ore 16 alle 19 e 30 e su appuntamento contattando il numero telefonico 346 6292285. Per avere ulteriori informazioni è possibile contattare l’indirizzo di posta elettronica danieledecia75@gmail.com
(Claudio Almanzi)

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