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Esce a giorni il nuovo libro di Roberto Caprara “I cavalli dei Re di Napoli a Massafra e in Puglia nel quattrocento “(Editore Schena)

Massafra. È in stampa presso l’editore Schena di Fasano e uscirà nei prossimi giorni il libro di Roberto Caprara “I cavalli dei re di Napoli a Massafra e in Puglia nel Quattrocento”. Questo volume ha una genesi assai complessa e lontana nel tempo che si riallaccia alla nascita e alla vita dell’Archeogruppo.

Come è noto, l’Archeogruppo “Espedito Jacovelli”, Centro di ricerche e studi storici, artistici, archeologici e ambientali, è sorto spontaneamente nell’agosto 1972 con la prima delle campagne archeologiche condotte da Espedito Jacovelli nella Gravina Madonna della Scala ove si rinvenne, tra l’altro, un gruzzolo di “minimi” di emissione vandala e bizantina datato agli inizi del VI secolo, noto nella letteratura numismatica come Thesaurus Massafrensis.  Fu costituito formalmente con atto pubblico per notar Giovanni Scarano il 13.11.1975 (rep. N.162265), e dal 1985 è intitolato al suo fondatore Espedito Jacovelli. Dunque il 13 novembre 2015 saranno 40 anni di vita del nostro Centro di ricerche e di studi: la più antica istituzione culturale associativa di Massafra ancora vivente. Per questi motivi l’Archeogruppo ha patrocinato l’edizione di questo libro contribuendo alla sua stampa.

Orbene, il libro in parola trae origine dalla trascrizione e dallo studio di un codice del 1464 contenente il “Quaterno” fatto dal notar Antonio Caricello di Massafra, un registro di conti relativo alla gestione di quell’anno dell’allevamento dei cavalli regi che aveva sede a Massafra. Lo studio fu iniziato da Espedito Jacovelli, cui va ascritto il merito di averlo scoperto nell’Archivio di Stato di Napoli, ma poi nel 1982, sopraffatto dalla malattia, egli passò la mano a Roberto Caprara che solo alcuni decenni più tardi ha portato a termine l’immane fatica. Sì perché di fatica si tratta anche per un esperto paleografo come Roberto. Nel testo ci sono innumerevoli mani di diversi notai, ognuna con il suo stile, con la sua grafia e le sue abbreviature e svolazzi da interpretare. È una fonte preziosa di notizie sulla Massafra quattrocentesca e, in particolare, sui seguenti argomenti: territorio, popolazione e urbanistica, clero e Chiesa, viabilità esterna, Universitas civium, regime fiscale, arrivo dei feudatari, macchina amministrativa, entrate e uscite della Cavallerizza, menestalla e suo personale, razze equine allevate, cura dei cavalli, itinerario seguito per il trasferimento dei cavalli da Massafra a Napoli.

È un libro prezioso che non può mancare nella biblioteca di tutti coloro che amano veramente Massafra; in esso troveranno descritte tante sue antiche vicende storiche, accadute quando la nostra era una Città libera non soggetta né ad alcun feudatario né ad alcun padrone.
(Giulio Mastrangelo)

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