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Enzo Gagliardino da oggi al Castello di Rivara, le sue opere resteranno in mostra fino al 31 luglio

Torino. Questa mattina alle ore 11 al Castello di Rivara verrà inaugurata la personale di Enzo Gagliardino, uno degli artisti contemporanei di maggiore impatto creativo e di straordinaria sensibilità riguardo al concetto dello spazio urbano e dell’ ambiente architettonico metropolitano.

“Tre città, tre spazi e tre mostre” è il titolo emblematico di questo importante evento artistico caldamente voluto e sostenuto dal grande gallerista ed esperto d’arte Franz Paludetto.

“La storia pittorica di Enzo Gagliardino – dice il noto curatore e critico Valerio Dehò – è letteralmente racchiusa in luoghi che rendono duplice il significato di protezione dall’esterno e di difesa da possibili intrusioni. Spazi di gruppi e di comunità che agli inizi dell’attività artistica erano sale d’attesa, mense, palestre, ospedali e dopo il 1976 sono diventati i luoghi di detenzione o i letti di contenzione manicomiale, spazi legati alla cultura dell’esclusione e della protezione della società nei confronti dei devianti, di tutti i tipi. Così nella sua evoluzione pittorica le successive architetture degli anni Ottanta sono apparse una sorta di liberazione, di apertura verso l’esterno, il paesaggio seppur urbano, periferico, connotato da lunghe sequenze di mattoni condensate in fabbriche e altri non luoghi della produzione e del lavoro”.

L’ insistenza di Gagliardino nel rappresentare abitazioni ed edifici apparentemente anonimi è diventato così il suo segno distintivo: un sigillo che se da una parte può generare angoscia ed ansia, dall’altra ce lo rende familiare, tanto da spingerci ad instaurare con le sue opere un certo feeling.

Una riflessione che è condivisa anche dal noto esperto d’arte, scrittore e collezionista Armando D’Amaro: “Questo ambiente metropolitano, a prima vista un po’ anonimo e banale, dove è assente la figura umana, ha invece una forza ed una liricità quasi metafisica ed ermetica che rendono l’artista molto concreto e lo proiettano fra le più raffinate proposte contemporanee degli ultimi decenni”.

Ad elogiare Gagliardino sono infatti molti critici e collezionisti: “Enzo Gagliardino – prosegue Dehò – porta all’estrema conseguenza una pittura che è precisa e perfetta senza essere iperrealistica né tantomeno pop. Non vi è un elogio della realtà come siamo distanti dall’esigenza di un realismo che sia descrittivo. I mattoni prendono le intere superfici pittoriche, le finestre sono delle finte aperture sia per la loro tetragona opposizione all’esterno, sia perché diventano solo dei corollari della parte muraria che rimane assoluta, degli elementi di decoro la cui funzione sembra dimenticata. Non vi sono neppure degli elementi di riferimento, marciapiedi, arredo urbano come si dice volgarmente, qualcosa che ci faccia ritornare all’umanità che si muove attorno. Gli edifici scanditi dal ritmo infinito e indefinito dei piccoli mattoni marroni sono tutto quello che c’è. Le ampie finestre dei ricordi consolatori di un rapporto tra dentro e fuori che può essere solo immaginato e supposto”.

Le opere di Gagliardino sono in mostra presso il Centro d’Arte Contemporanea, Castello di Rivara (TO), fino al 31 luglio, con il seguente orario: sabato e domenica (dalle 10 e 30 alle 12 e 30 e dalle 14 e 30 alle 18.00).

Per chi volesse maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.castellodirivara.it contattare l’indirizzo di posta elettronica info@castellodirivara.it o il numero di cellulare 39 0124 31122.
(Claudio Almanzi)

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