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Elezioni Europee. Brando Benifei (Pd) domani, giovedì 22 maggio, a Genova

Genova. È ormai agli sgoccioli la campagna elettorale in vista delle Elezioni Europee: il candidato del Partito Democratico Brando Benifei, prenderà parte domani, giovedì 22 maggio, ad un’altra serie di incontri fra Liguria e Lombardia, dove si terranno le prime chiusure della campagna:

- Alle 11, sarà a Genova per una visita ispettiva al carcere di Marassi, insieme al senatore Enrico Buemi (PSI), membro della Commissione Giustizia, e Marina Lombardi, candidata alle Elezioni Europee nella Lista Unica del PD;

- Alle 15, parteciperà ad un dibattito con Alleanza delle cooperative a Genova;

- Alle 17.30, sarà a Genova in largo Pertini, per la chiusura della campagna elettorale organizzata dal PD Liguria: oltre a Benifei, vi prenderanno parte Alessia Mosca, capolista PD nella Circoscrizione Nord Ovest e gli altri Candidati liguri alle Elezioni Europee, il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e Roberto Speranza, presidente del Gruppo PD alla Camera dei Deputati;

- Alle 21, si sposterà a Cremona, dove parteciperà ad un dibattito sull’Europa promosso dal PD provinciale per la chiusura della campagna elettorale; insieme a Benifei, saranno presenti i candidati sindaco e consiglieri in ogni Paese.

Brando Benifei, 28 anni, spezzino, è il più giovane candidato del Partito Democratico alle elezioni europee del 25 maggio. E’ stato vicepresidente della  giovanile del Partito Socialista Europeo (Ecosy-Yes), è stato anche consigliere provinciale e responsabile Europa del PD ligure. Attualmente presiede EuLab, associazione nazionale per la promozione delle politiche. A pochi giorni dal voto, ripercorre le motivazioni della sua candidatura e ribadisce i temi portanti del suo programma.

Brando Benifei, come è nata la sua candidatura?

Oltre 500 ragazzi e ragazze di tutto il collegio Nord Ovest, giovani amministratori, militanti del PD ma anche persone esterne al mondo della politica hanno sottoscritto un appello in favore della mia candidatura. E’ una modalità di cui sono felice perché segnala un sostegno dal basso intorno al mio nome, che premia una lunga esperienza iniziata con la gavetta, sul mio territorio ma anche in campo internazionale. Ho preso molto sul serio quest’investitura e il mio obiettivo è di essere eletto.

Quali sono i punti principali del suo programma?

In questo momento, le emergenze principali in Europa riguardano chiaramente la situazione economica e la disoccupazione. E’ necessario innescare meccanismi che rimettano in moto la crescita: è la condizione preliminare per ottenere un’inversione della drammatica situazione sociale che si è venuta a determinare. Riguardo la disoccupazione giovanile, chiedo in particolare un rafforzamento del progetto europeo della Youth Guarantee, al quale tra l’altro ho lavorato come delegato del PD al tavolo con il commissario europeo Laszlo Andor. Mi impegnerò a favore dei diritti civili e condurrò una battaglia su temi ambientali che ritengo fondamentali, tra i quali certamente non dimentico l’emergenza del dissesto idrogeologico. Infine, da federalista convinto quale sono, credo che sia assolutamente necessario un rafforzamento delle istituzioni comunitarie e un loro sviluppo in senso democratico, accompagnato però da un cambiamento radicale dell’orientamento dell’Unione e da una sua politicizzazione, recuperando così a livello comunitario la sovranità e la capacità decisionale perduta dagli stati nazionali per via della globalizzazione.

Quali sono le sfide principali che attendono il PSE, nel quale il PD è entrato di recente?

Il vero significato forte dell’ingresso del PD nel PSE va ricercato nella scommessa e nella fiducia che il PD pone nella costruzione di un autentico partito europeo, mettendosi finalmente nelle condizioni di partecipare alla creazione di organismi non più di solo coordinamento ma di vera battaglia politica su scala comunitaria. La sfida immediata che il PSE si trova ad affrontare è quella per la Presidenza della Commissione lanciata da Martin Schulz come candidato unitario dei progressisti. Se effettivamente Schulz sarà eletto alla Commissione Europea potrà effettivamente aprirsi una stagione di riforma delle istituzioni europee molto significativa. L’altro tema fondamentale è la trasformazione del PSE in un vero partito europeo e la capacità di portare i temi propri del dibattito europeo all’interno dei diversi partiti nazionali, non facendoli rimanere confinati entro una dimensione da addetti ai lavori.

Cosa pensa che possa essere e offrire l’Europa per i giovani?

Penso che l’Europa possa ancora essere percepita come uno spazio di sicurezza, crescita e unione. Ho avuto modo di incontrare molti ragazzi delle scuole e ho trovato intorno a questo tema molto meno euroscetticismo di quanto pensassi. C’è stata un po’ di polemica sul peso eccessivo di alcuni stati, sulla mancanza di una democrazia europea compiuta e comprensibile, alcune riflessioni critiche in larga parte condivisibili. La nostra generazione ha bisogno di essere risvegliata da una rassegnazione che non può più continuare.

D’altra parte l’Europa offre già da ora molte opportunità per i giovani, a partire dal fondamentale programma Erasmus+ e, come ho detto la Garanzia Giovani, che rappresenta un primo importante segnale di attenzione nei confronti del drammatico problema della disoccupazione giovanile.
Nella foto: Brando Benifei e Martin Schulz a Varese Ligure.
(C.S.)

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