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È morto a 88 anni il glottologo, archeologo, epigrafista, paleografo e storico dell’architettura rupestre

Massafra. È morto questa mattina a Firenze, all’età di 88 anni,  il glottologo, archeologo, epigrafista, paleografo e storico dell’architettura rupestre prof. Roberto Caprara (già docente di Archeologia Medioevale nell’Università di Sassari). I funerali avranno luogo domani, 1 febbraio, alle ore 16,30 presso la Chiesa Collegiata dei Santi Gervasio e Potrasio e a dargli l’ultimo saluto ci saranno anche tantissimi massafresi.

Il prof. Caprara si trovava nella sua abitazione di Firenze e sperava di settimana in settimana di tornare, come faceva sempre, a Massafra, sua città, tanto amata, ove era da tutti atteso. Doveva essere presente a Massafra già lo scorso mese per ritirare il “Premio Giovanni Cataccchio”, assegnatogli dal Circolo Filatelico “Antonio Rospo”, ma proprio per motivi di salute gli fu possibile partecipare di persona alla cerimonia di consegna del premio (ritirato per lui dalla cognata Carmela Sforza, moglie del fratello Attilio).

Premio accettato perché associato ad altri premiati che rappresentano la crema della cultura massafrese e poi perché gli era assegnato un’associazione intitolata ad Antonio Rospo, che è stato indimenticabile amico della sua giovinezza e collaboratore prezioso nell’organizzazione dei primi leggendari Palii della Mezzaluna degli anni Cinquanta.

Nato a Massafra il 20 agosto 1930, è stato glottologo, archeologo, epigrafista, paleografo e storico di alta levatura. Ha condotto ricerche e studi in Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna, Toscana, Umbria, Provenza, Grecia, Balcani e Cappadocia. La sua attività professionale e scientifica così: insegnante di Latino e Greco in vari Licei classici, docente di Archeologia medievale nella Facoltà di Magistero dell’Università degli Studi di Sassari. Diverse le sue ricerche e attività di scavi archeologici, su incarico di varie Soprintendenze, in diverse regioni italiane, nonché consulenza e progettazione scientifica in circa 50 progetti di censimento, di studio di beni culturali, di riqualificazione ambientale.

Dagli anni settanta in poi è stato uno dei riconosciuti innovatori degli studi sui villaggi e le chiese rupestri, la cui cronologia era sin allora appiattita su un indistinto medioevo bizantino.

La sua è una vasta bibliografia. Diciamo solo che è l’autore fra l’altro del “Dizionario etimologico e grammatica del dialetto parlato a Massafra e dei dialetti dell’arco jonico delle Gravine” e d che il suo volume “La Storia di Massafra. Preistoria, Protostoria, Età Classica. l millennio 970-1970” è in corso di stampa da una casa editrice inglese. Aveva in preparazione il volume su la “Toponomastica storica di Massafra”, in collaborazione con Giulio Mastrangelo, che proprio nei giorni scorsi, in occasione di una manifestazione, ebbe a ricordare alcuni dei grandi personaggi culturali di Massafra che purtroppo hanno lasciato il mondo terreno. E a questi si aggiunge adesso “il grande” Roberto Caprara.

Nella foto il prof. Roberto Caprara
(Nino Bellinvia)

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