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… e l’Enpa paga

Savona. «Cani e gatti sono diventati, nella nostra società, componenti a pieno titolo del nucleo familiare, per i benefici che producono alle persone con cui convivono; ma gli assessorati comunali ai servizi sociali continuano ad ignorarne l’esistenza, malgrado leggi ormai trentennali affidino proprio a loro in prima persona, e non all’Enpa, la tutela degli animali domestici; e quando la famiglia va in crisi ed anche gli animali hanno bisogno d’aiuto, le istituzioni se ne disinteressano completamente e gli unici ad intervenire sono i volontari della Protezione Animali, associazione privata che mai ha ricevuto aiuti dallo Stato. Caso tipico quello dell’anziano solo, che ha condiviso con un cane o un gatto la solitudine della vecchiaia, che viene ricoverato definitivamente in una casa di cura dove viene sempre rifiutato il ricovero della bestiola; e chi è divenuto improvvisamente senza dimora, come la signora T., non può accedere ai ricoveri notturni perché il cane non può entrarvi».

Questo l’appello lanciato dalla Protezione animali di Savona alle istituzioni locali.

«Da anni l’Enpa savonese – dicono i responsabili –  formula proposte ed offre la propria collaborazione a Comuni ed ASL per risolvere tali problemi basta infatti spesso solo un po‘ di buona volontà, ad esempio attrezzare piccoli ricoveri il giardino (dove ovviamente c’è) delle case di riposo o dei dormitori notturni, per dare un riparo ad anziano e cane, come potrebbe avvenire per la signora T.
Ma mentre il cane viene accolto nel canile comunale a spese del Comune, ancora peggiore la situazione dell’anziano solo e con uno o più gatti e che deve andare in casa di riposo; anche in questi casi l’unica soluzione continua ad essere richiesta alla Protezione Animali, che senza alcun aiuto da nessuno deve organizzarsi per curare la bestiola, cercare di farla adottare da qualche famiglia o, in alternativa, ospitarla nel rifugio “Amico gatto” che l’associazione gestisce ad Albissola Mare. Qui sono ricoverati, a spese dell’Enpa perché il Comune di Savona non ha ancora elargito un centesimo, cinque dei quindici gatti che la signora T. aveva in casa al momento dello sfratto; degli altri dieci, anch’essi curati e sterilizzati spese dell’Enpa, due sono morti per le precarie condizioni di salute in cui erano stati tenuti, mentre altri otto sono stati felicemente collocati presso famiglie adottive».

E tra alcuni giorni a Savona avverrà l’ennesimo sfratto esecutivo di un anziano solo e con un gatto; l’uomo andrà in casa di riposo e della bestiola indovinate chi, nell’indifferenza ed incapacità delle istituzioni, dovrà farsene per l’ennesima volta carico, con le proprie risorse ridotte al lumicino da una crisi economica che colpisce anche e soprattutto il volontariato?
(C.S.)


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