Home » CULTURA » È iraniana la prima donna al mondo ad essere stata insignita del massimo riconoscimento in matematica, la medaglia Fields

È iraniana la prima donna al mondo ad essere stata insignita del massimo riconoscimento in matematica, la medaglia Fields

La prof.ssa Maryam Mirzakhani ha ottenuto il prestigiosissimo riconoscimento lo scorso anno, la medaglia Fields è considerato il ‘Nobel’ di questa affascinante disciplina scientifica, ed è la prima donna nel mondo a conseguire un simile ambito traguardo. La medaglia Fields è stata assegnata a partire dal 1936, ogni quattro anni, dopo severe analisi dei lavori di ricerca svolti dai candidati. Dal 2008 la Mirzakhani insegna Matematica alla Stanford University,  negli Stati Uniti, aveva solo trent’anni allora. I suoi orizzonti di studio sono vastissimi, e riguardano diversi ambiti di questa materia che rientra tra le Scienze esatte, ossia Teoria ergodica, Geometria simplettica e Geometria iperbolica. Il Premio Fields è assegnato a studiosi e matematici che non abbiano ancora compiuto il quarantesimo anno di età, perché dagli studi portati avanti sulle capacità intellettive nelle varie fasi della vita, è risultato che il miglior rendimento, per quel che concerne l’abilità nella logica, è riscontrabile proprio nel periodo di crescita che va dall’infanzia ai quarant’anni.

La Mirzakhani è nata nel 1977, e ha vissuto la gioventù in Iran in un periodo critico per il paese,  era tuttavia una ragazza bene inserita nel suo mondo, amata e incoraggiata negli studi all’interno della famiglia. Nella prima giovinezza non immaginava l’importante iter di vita che l’attendeva, pare addirittura che sognasse di scrivere in età adulta, amava la letteratura, era un’accanita lettrice di romanzi. Poi, il fratello l’aveva praticamente ‘iniziata’ all’arte dei numeri, era riuscito a coinvolgerla in quella meravigliosa costellazione di misteri che si svelano proprio attraverso i numeri, e si prestano alle applicazioni più incredibili,  dei quali la Scienza in generale, e la fisica in particolare, ha sempre avuto un grande bisogno.

Neppure diciottenne Maryam aveva già vinto una Olimpiade internazionale della Matematica, nel 1994, successo ripetutosi anche l’anno successivo. All’epoca la Mirzakhani frequentava il liceo a Teheran, alla fine degli anni novanta poi  si era laureata alla Sharif University of Technology della città col massimo dei voti. Il talento verso le scienze matematiche si era rivelato precocissimo, ed era diventato col tempo sempre più evidente attraverso i risultati raggiunti, che l’inclinazione e la passione verso la materia era totale. Il suo intuito arrivava dove altri invece si bloccavano.  Furono anche gli anni del confronto, non solo a livello nazionale ma anche internazionale, e i frutti di quell’impegno e passione travolgente arrivarono in modo quasi naturale. In Iran è stata la prima a conseguire il massimo dei riconoscimenti, precedendo anche i ‘concorrenti’ dell’altro sesso, il che ha una doppia valenza anche sul piano dell’orgoglio, poiché come sappiamo, nel mondo dell’Islam, la donna avrebbe un ‘valore che è metà rispetto all’uomo..’

A prescindere dai dogmi di una religione che non ha mai valorizzato la donna come meriterebbe, mettendo in risalto, quando ricorre il caso, l’eccellenza dei suoi talenti e abilità professionali, Maryam, per ragioni di studio ha dovuto confrontarsi con le conoscenze di altri paesi e continenti, in un clima interculturale e interconfessionale. La Scienza è una realtà dinamica e soprattutto laica ed eterodossa, che non può e non deve sottostare a restrizioni di carattere religioso, politico e ideologico, ma andare oltre questi limiti perché in definitiva la conoscenza è al servizio dell’uomo e del progresso, senza condizionamenti di alcun genere. Solo così, studiosi e ricercatori, potranno svolgere la loro attività in un clima asettico, privo d’ingerenze, la Scienza non ha mai ‘eletto’ una patria, essendo patrimonio di sapere universale, appartenente ad ogni essere umano. Non si può dire che l’assetto politico attuale favorisca propriamente la condizione femminile, l’Islam è sempre stato un argine per i diritti umani di genere, gli steccati sono presenti, e il fatto che l’Iran sia il paese musulmano a maggioranza Sciita, non cambia certo le cose. Il paese è  lontano dalla politica di persecuzione verso il diritto all’emancipazione della donna, quello per intenderci del jihadismo e radicalismo Sunnita dei Taliban, e la loro violenta ortodossia. In Iran Non si può cancellare quello che di buono aveva portato la cosiddetta ‘Rivoluzione bianca’ di Reza Pahlavi e della sua politica di occidentalizzazione del paese, che prevedeva l’estensione del diritto di voto alle donne, il diritto allo studio, l’eliminazione dell’interdizione nei rapporti familiari, fino ad allora soggetti alla shari’ah islamica. Non si può nemmeno dimenticare che questo paese ha portato avanti una grande Civiltà, quella persiana. Visto in questa prospettiva il governo dello Scià è stato certamente illuminato e progressista, anche se dopo qualche decennio il paese è ripiombato nel buio del fondamentalismo, lo stato ha perso la sua laicità, ancora una volta è stato l’Islam a decidere la condizione di vita della donna in famiglia e nella società. E tuttavia le donne dell’Iran da tempo hanno accesso ad alcuni diritti fondamentali, godono di una certa tutela in ambito sociale, sia pure con i limiti che la confessione religiosa impone ad ognuna di loro.. Per esempio non possono lasciare il paese prima dei 40 anni, senza il parere favorevole degli ‘uomini di famiglia..’  Ma nelle Università iraniane oltre il 60% degli studenti sono donne, e questo dato esprime già il rispetto dei diritti fondamentali dei quali ogni donna dovrebbe godere, realtà che è ben lontana da quella dell’Afghanistan e Pakistan per quel che concerne i diritti umani.

In questo clima di rispetto nei confronti dell’istruzione e accesso alle varie professioni, si è formata il ‘Premio Nobel’ per la Matematica, Maryam Mirzakhani. La scienziata ha avuto diritto a frequentare – oltre il normale iter di studio- anche i percorsi formativi istituiti per studenti eccezionalmente dotati in tutto il paese, misure che il governo iraniano ha adottato per favorire l’emergere dei grandi talenti, e tra questi c’era appunto la giovane Maryam. In seguito all’emigrazione negli States, alla fine del suo percorso di studi all’Università di Tehran, ha potuto approfondire le sue già eccellenti conoscenze scientifiche e confrontarsi con altri studiosi, conseguendo il dottorato in una Università americana. Questa fase di ricerca e approfondimento l’ha portata ad acquisire ed ampliare le sue competenze, insieme ai riconoscimenti e onorificenze ottenuti a livello internazionale, il passo verso la docenza nelle Università americane, nonostante la sua giovane età, è stato una semplice naturale conseguenza. Molto apprezzata per le sue originali ricerche e l’esito dei suoi studi, è diventata praticamente un simbolo di orgoglio certamente per le donne del suo paese, ma anche per coloro che si occupano con passione degli studi della Matematica in tutto il mondo.

La Medaglia o Premio Fields, che porta il nome del fondatore, John Charlie Fields, non rientra dunque tra le discipline premiate con il Nobel dall’Accademia di Svezia, ma negli intenti di chi l’ha istituita c’è la stessa valenza, dato che premia i talenti più eccezionali e brillanti nella Scienza dei numeri.

La ‘Medaglia Fields’ non è un trofeo qualunque, come abbiamo visto, nella sua effigie c’è il volto di Archimede, tanto per tenere presente che cosa rappresenta il Premio, e viene conferito ai matematici che hanno dimostrato di avere conoscenze che arricchiscano i progressi di questa scienza. Il Premio è nato quasi come una sfida all’Accademia di Stoccolma, che ha escluso dalle discipline suscettibili del diritto al più prestigioso riconoscimento, le scienze matematiche, appunto. John Charlie Fields, canadese d’origine,  non accettò mai di buon grado questa esclusione, e forse nutrì anche del risentimento nei confronti di Alfred Nobel. In effetti è una scelta che non si comprende, né l’avrebbero compresa Newton, Keplero, Galileo, Descartes, Eulero, Einstein.. e, insomma la lista dei geni nel campo di questa scienza sarebbe ancora piuttosto lunga.   Certo questi grandi personaggi si sarebbero chiesti la ragione per la quale una disciplina così importante, che supporta e coadiuva altre importante branche della Scienza, fosse stata esclusa, penso l’avrebbero ritenuto un atto quasi sacrilego, certo dissacrante.

Il primo congresso dell’ ICM (International Congress of Mathematicians), ebbe luogo a Zurigo, ma non stabilì vincitori, era assente peraltro Charlie Fields, il fondatore, scomparso appena un anno prima. In occasione del secondo Congresso internazionale furono premiati due grandi matematici del tempo, la Cerimonia e l’incontro tra le eccellenze mondiali delle Scienze dei numeri avvenne questa volta ad Oslo. Il Congresso si tiene ogni quattro anni, e solo in questa circostanza si assegna l’ambito trofeo ai matematici che abbiano dimostrato di avere portato avanti studi con risultati eccezionali. I primi due premiati, nel 36’, furono due scienziati, uno finlandese ed uno americano- i cui nomi sono rispettivamente Lars Ahlfors e Jesse Douglas. Solo un italiano finora ha conseguito l’ambito riconoscimento internazionale per le scienze esatte, si tratta di Enrico Bombieri, al quale è stata assegnata la Medaglia Fields nel 1974. Ma gli sono stati attribuiti anche altri numerose onorificenze, non ultimo, nel 2002, la Gran Croce al merito della Repubblica Italiana. L’Italia può contare su autentici geni in questo settore della scienza, matematici che hanno ricevuto a loro volta prestigiosi premi internazionali per il loro contributo al progresso di questa disciplina. Finora, comunque, i più grandi cervelli dotati di eccellenti potenzialità in questo ambito, appartengono a tre paesi, e si tratta di russi, americani e francesi.

Nessuno avrebbe previsto che, dopo quasi un secolo dall’istituzione del prestigioso Premio, la sola donna finora ad esserne stata insignita, sarebbe stata un’iraniana. Non è strano invece che sia la prima donna a riceverlo, dato che purtroppo viviamo ancora, nel 21° secolo, in una società maschilista, dove anche nel campo delle eccellenze dello scibile umano, dominano gli uomini, e questo non è affatto incoraggiante.

La ragione ancora una volta sta nel fatto che alla donna non vengono riconosciuti a tutt’oggi  quei diritti che le permetterebbero di esprimere i suoi talenti, non dispone di sostegni sufficienti in famiglia, che le consentano di dedicare il tempo necessario alla professione. In definitiva sono ancora tantissime le donne che devono fare i conti con questo stato di cose. Mentre l’uomo gode sempre dei suoi privilegi, le incombenze relative alla gestione della famiglia, ricadono in gran parte sulla donna, quando in una società moderna, le responsabilità dovrebbero essere suddivise in modo più equo tra i due. Purtroppo si tratta di una condizione femminile indegna del terzo millennio, e la donna in fin dei conti è sempre in trincea,  lotta ancora per i propri diritti.
(Virginia Murru)

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • del.icio.us
Invia articolo ad un amico Invia articolo ad un amico Stampa questo articolo Stampa questo articolo

IMMAGINI DELLA LIGURIA



Meteo Liguria

Meteo Liguria

CAMBIO VALUTE

Il Widget Convertitore di Valuta è offerto da DailyForex.com - Forex Opinioni - Brokers, Notizie & Analisi

TUTTO CINEMA

© 2007 - 2018 LIGURIA 2000 NEWS - Anno XII - Collegati -

Se trovate qualcosa coperto da copyright comunicatelo al webmaster, provvederemo alla sua rimozione, grazie!