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Dure le parole di Papa Francesco contro i corrotti: “Renderanno conto del male compiuto”

“Tutto finisce e nessuno può portarsi nell’al di là la minima parte del frutto della sua corruzione”. Così Papa Francesco si è rivolto con parole dure ai 35mila fedeli giunti in Piazza San Pietro a Roma per l’udienza generale del mercoledì.

Parole pesanti attraverso le quali Francesco ha illustrato l’inferno che attende chi lucra a spese dell’onestà altrui e chi lucra sulle guerre.

“Voi pensate che i corrotti siano davvero felici? Non lo sono”. Così Bergoglio che ha aggiunto che “nell’aldilà dovranno rendere conto a Dio” del male che hanno compiuto. Nessuno porterà con sé “né soldi, né potere, né orgoglio”.

Papa Francesco ha spiegato il settimo dono dello Spirito, chiamato “timore di Dio”. Il timore di Dio “apre il cuore degli uomini alla bontà, alla misericordia”; “il timore di Dio è anche un allarme di fronte alla pertinacia nel peccato. Quando una persona vive nel male, quando bestemmia contro Dio, quando sfrutta gli altri, quando vive soltanto per i soldi, il potere, l’orgoglio, allora il santo timore di Dio ci mette in allerta. Attenzione! Con tutto questo potere, con tutti questi soldi e con tutto il tuo orgoglio, non sarai felice”.

Il Papa ha parlato di coloro che fabbricano armi per fomentare le guerre: “Sono sicuro che se faccio la domanda ‘quanti di voi siete fabbricanti di armi?’ Nessuno! Questi non vengono a sentire la parola di Dio, questi fabbricano armi e sono mercanti di morte. Che il timore di Dio faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio”. Dopo l’incontro con i malati e il tradizionale giro in jeep in piazza San Pietro, Bergoglio ha scambiato un rapido saluto con il suo medico personale, il professor Patrizio Polisca.

Dopo averlo visto scherzare con alcuni di loro, il medico ha scambiato poche parole e un tranquillizzante sorriso col Papa che, dopo la leggera indisposizione dei giorni scorsi, è apparso in buona forma. Prima della catechesi alla udienza generale, una delegazione di lavoratori di Pomigliano d’Arco ha consegnato a Papa Francesco una Panda blu prodotta nello stabilimento Giambattista Vico della Fiat. Un dono che i lavoratori di Pomigliano avevano deciso di portare al Papa all’indomani della visita di Bergoglio ad Assisi lo scorso ottobre. In quella occasione i lavoratori avevano espresso in una lettera il desiderio di portare a Papa Francesco un’auto come quella che lui stesso aveva usato per spostarsi nella città umbra.
(Francesco Mulè)


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