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Due libri sempre attuali della scrittrice e giornalista messinese Tiziana Santoro

Roma. Abbiamo letto in questi giorni due libri della scrittrice e giornalista messinese Tiziana Santoro. Si tratta di “Une nouvelle étape dans la voie de l’intégration européenne. La Conferenza di Messina del 1955” (pag. 112) e “Memorie sulla deportazione femminile – Un contributo per ricostruire la storia della collettività” (pag. 106) che ci ha consigliato, e che ringraziamo, Matteo Santoro di Balestrate.

Libri editi rispettivamente nel 2012 e nel 2010 dalla Di Nicolò Editrice di Messina, ma sempre attuali e che si leggono volentieri. Hanno avuto lusinghiere critiche e sono stati presentati in più occasioni culturali.

Di recente, ad esempio, il volume “Une nouvelle étape dans la voie de l’intégration européenne. La Conferenza di Messina del 1955” ha ricevuto il “Premio Colapesce 2013″ per la sezione saggistica.

Il volume affronta il tema di gande rilevanza storica, politica e sociale sulla Conferenza del 1 e il 2 giugno del 1955 che si tenne a Messina e poi a Taormina. Conferenza dei Ministri degli Esteri della Comunità europea del carbone e acciaio (Ceca), convocata dal Ministro degli Esteri italiano Gaetano Martino, con cui cominciò la procedura che portò alla firma, che si tenne a Roma il 25 marzo 1957, dei Trattati istitutivi della Comunità economica europea (Cee) e della Comunità europea per l’energia atomica (Euratom). È proprio partendo dalle vicende inerenti alla conferenza dei paesi membri della Ceca (che costituì la prima delle tre tappe del percorso d’integrazione economica dell’Europa) che si snoda, in cinque capitoli, il contenuto di questo libro.

Nel primo capitolo dal titolo “Dall’Europa ideale all’Europa possibile” la Santoro parla delle ideologie europeiste e delle prime iniziative per la collaborazione europea; dei due modelli di sviluppo per l’unificazione europea (C.E.C.A. e C.E.D.); del fallimento dell’integrazione politica europea e verso la conferenza di Messina; delle promesse per il rilancio del progetto dell’integrazione europea che hanno portato alla conferenza di Messina. Nel secondo capitolo, intitolato “Gaetano Martino: ideale europeo e politica del rilancio”, la scrittrice evidenzia  il profilo di Gaetano Martino, il suo europeismo e le iniziative e la politica di “rilancio” del progetto d’integrazione europea.

Nel terzo capitolo, “Lavori preparatori in vista della Conferenza di Messina”, si parla della diplomazia e delle proposte per una nuova tappa del percorso d’integrazione europea; delle tensioni franco-tedesche (evidenziato il caso Monnet”; dell’organizzazione materiale della conferenza: allestimento e accoglienza messinese”). Nel quarto capitolo, “La conferenza di Messina”, è evidenziato quanto successo nel corso delle quattro sedute (elezione di Renè Mayer alla presidenza dell’alta autorità; riserve francesi sull’integrazione economica; tensioni tra Pinay e Spaak; gli accordi di Messina e infine la risoluzione della conferenza e bilanci).  “Il lavoro del Comitato intergovernativo per la concretizzazione degli obiettivi di Messina” è il titolo del quinto capitolo con le commissioni di studio e le promesse per l’attuazione dell’integrazione economica europea; il MEC; L’EURATOM; l’università europea.

“Purtroppo (come ha scritto nella premessa il prof. Alfio Seminara), ciò che la Conferenza di Messina aveva rappresentato e indicato, e cioè una nuova tappa sulla via dell’integrazione europea, non si è  avverata per il permeare di solidi egoismi e d’idee di superiorità da parte degli Stai più ricchi: ma quella Conferenza rimane comunque uno dei momenti più importanti e fondamentali di quel progetto d’integrazione che l’Europa sta cercando faticosamente di portare avanti. La nostra speranza (conclude il prof. Seminara) è che lo “spirito di Messina” torni a illuminare le menti e i cuori di chi è preposto alla guida dei popoli, in modo che in un futuro non molto lontano, ognuno di noi possa sentirsi ed essere veramente “cittadino europeo”.


Anche del secondo volume dell’autrice messinese, “Memorie sulla deportazione femminile, un contributo per ricostruire la storia della collettività” (stampato nel 201o) se ne parla spesso. E ultimamente proprio nei giorni scorsi nella ricorrenza internazionale del “Giorno della Memoria, giornata in commemorazione delle vittime dell’Olocausto. Si celebra, infatti, la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa.L’autrice ha voluto scrivere questo libro dai contenuti così forti per la sensibilità nata dalla sua formazione (si è laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”) e dall’incontro con la prof. Anna Rossi Doria, docente di Storia delle donne in età contemporanea. Un volume, contributo della scrittrice per ricostruire la storia della collettività, che la prima volta fu presentato nella nuova sede dell’Archivio di Stato di Messina dal prof. Giuseppe Restifo, ordinario di Storia moderna nell’ateneo messinese; dal prof. Alfio Seminara, direttore dell’Archivio di Stato e dall’editore Costantino Di Nicolò. L’autrice ha voluto scrivere questo libro (la prima volta fu presentato nella nuova sede dell’Archivio di Stato di Messina dal prof. Giuseppe Restifo, ordinario di Storia moderna nell’ateneo messinese; dal prof. Alfio Seminara, direttore dell’Archivio di Stato e dall’editore Costantino Di Nicolò) per ricostruire la storia della collettività e l’ha potuto fare grazie alla sua sensibilità, alla sua formazione (si è laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”) e all’incontro con la prof. Anna Rossi Doria, docente di Storia delle donne in età contemporanea.

Volume (dedicato alla sua famiglia che non le ha mai fatto mancare il suo sostegno e alla sua cara maestra di vita Rosetta Jeni), con il quale ha voluto stabilire una continuità tra le generazioni di ieri e di oggi, fatte di donne che hanno aperto la strada verso l’emancipazione, tendendo alla speranza che rinasce anche attraverso la tragedia, raccontando come si vive la deportazione al femminile e la maternità all’interno di un lager nelle quattro parti del volume che sono “Memoria e storia: rivendicazione di un’identità comunitaria”; “Prime esperienze di lavoro e studio dei lager: così ha inizio l’emancipazione femminile”; “I rapporti umani nei lager: tra solidarietà e ostilità”; “Il ritorno a casa: l’identità negata”.Nella prefazione di questo volume, il prof. Alfio Seminara, scrive fra l’altro: “La storia di questo universo femminile è sicuramente storia di umiliazioni e di sofferenze immani e incidibili, a tal punto da non poterle raccontare, perché si rischiava di non essere credute: ma è una storia vera ed è storia del Bene che ha sconfitto il male”.

Il volume è corredato da diverse foto che illustrano l’arrivo di convogli ferroviari al campo di concentramento; l’ingresso di donne e bambini nel lager di Auschwitz; radunata delle prigioniere nel cortile del lager durante l’appello; arrivo di convogli ferroviari di ebree ungheresi; blocchi operaie nel lager; le prigioniere si recano sul posto di lavoro; dormitorio femminile; donne e bambini nei lager; cancello d’ingresso al lager di Auschwitz con la scritta “Arbeit nach frei” (il lavoro rende liberi); operaie al lavoro; deportate al tavolo di lavoro nei capannoni industriali; divise indossate dalle prigioniere nei lager; donna soggetta ad esperimenti nei lager; testimonianza di una cavia al processo; pannello che ricorda le donne riportate nel lager;…

Per  contatti: dott.ssa Tiziana Santoro – e-mail: t.santoro4@virgilio.it; m.santoro19@virgilio.it per richiesta dei volumi: Di Nicolò Edizioni. Tel./Fax 090730919 – Cell. 3932250696; e-mail: dinicoloedizioni@libero.it

Nelle foto le copertine dei due volumi.
(Nino Bellinvia)



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