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Droga: accadde a Sanremo…

Sanremo. Dopo alcuni giorni di indagini, il castello probatorio è stato definitivamente chiuso ed ora è possibile svelare completamente quello che accadde a Sanremo, in piazza Colombo, lo scorso 18 maggio.

Sono circa le otto e mezza della sera ed un gruppo di quattro tunisini sta parlottando davanti all’incrocio con via S. Francesco; ben presto i toni della discussione tra il più grosso del gruppo e quello che poi verrà identificato per B. H., sedicente tunisino classe 1988, prendono una brutta piega ed i due cominciano ad urlarsi contro a vicenda. Di colpo, quasi contemporaneamente, B. H. estrae un coltello dalla tasca mentre il suo contendente gli piazza un destro micidiale alla mascella, colpo che probabilmente gli salva la vita andando a fiaccare il coltello che il tunisino sta portando dritto verso il suo ventre. Giusto una smorfia e i due si allontanano e mentre il gruppo si sta dividendo l’accoltellato si mette a torso nudo e si tampona la ferita con i propri indumenti. A questo punto qualcuno chiama il 112 e nel giro di pochi minuti arriva sul posto una gazzella dei CC che comincia i primi accertamenti.

La concitazione è molta ma nel giro di meno di mezzora in caserma vengono portati sia B. H. che J. A., sedicente sedicenne tunisino. Il tutto avviene non senza la “dovuta” colluttazione con le forze dell’ordine ma alla fine delle prime perquisizioni ci si accorge che entrambi hanno tracce di sangue e B. H. ha il viso segnato da un pugno. Le attività proseguono ancora e permettono di ritrovare addosso al minorenne una decina di dosi di eroina e tanto ci basta per cominciare a chiudere i due dietro alle sbarre delle nostre camere di sicurezza; le prime testimonianze ci danno manforte nel credere che sia proprio B. H. ad aver sferrato quella coltellata che ancora non si sa quale esito avrà ma ciò che ci manca per poter chiudere immediatamente il cerchio è la testimonianza della vittima del reato che imperterrita dichiara di non conoscere il proprio aggressore e di essere sicuro che non fosse un nordafricano.

Nonostante tutto sono state le varie prove documentali e le testimonianze raccolte nei giorni a seguire che ci hanno permesso di ricostruire in modo certo l’andamento dei fatti e concludere la vicenda con l’arresto dei due soggetti per detenzione ai fini di spaccio, resistenza e lesioni aggravate, e denunciare il B. H. per aver sferrato quella coltellata nei confronti del suo contendente. Ora, come sempre, la parola passa alla magistratura.


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