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Dopo il Sanremo Tricolore, porte aperte ai cantautori, parolieri e musicisti

Un “61° Festival di Sanremo 2011”, quale ottimo quadro infiorato da incorniciare e mettere in bella mostra sulla parete storica musicale italiana, ci ha stupito, divertito ed emozionato più di ogni altra edizione. Il difficile compito di supervisionare e condurre una simile ardua impresa, quest’anno poteva compierlo solo un simpatico e sensibile “fuoriclasse” musicale, da 50 anni sulla cresta dell’onda delle note musicali internazionali: Gianni Morandi (coadiuvato da Gianmarco Mazzi e loro staff.)
     Ci hanno politicamente scosso e divertito, con pungenti ed azzeccate parodie e dialoghi ironici, le “iene” genovesi Luca e Paolo, assolvendo il difficile compito di sciogliere la tensione della competizione musicale, con sorprendente “un colpo alla botte ed uno al cerchio”.
L’intervento sapiente, storico e sornione sul bistrattato e ignorato, ma glorioso “Inno di Mameli”, ce l’ha saputo confezionare il bischero oratore Roberto Benigni, portando in auge una storia italiana da ripassare, per darci lo spunto per riflettere sul nostro avvenire italiano, sempre più proteso verso la mancanza di amor di Patria ed Unione.
     Aldilà dei risultati che quest’anno hanno fortunatamente e meritatamente premiato i cantautori, parolieri e musicisti, che ci hanno saputo infondere stima per la “Musica italiana”, siamo contenti che la protagonista in scena al Teatro Ariston e’ stata la vera “Musica d’autore”.
I “Cavalli di Razza Musicali” primi vincitori Roberto Vecchioni e Raphael Gualazzi hanno donato alla storia del Festival preziosi esempi di alta qualità espressiva e musicale di cui noi italiani possiamo esserne fieri: due generazioni di compositori, distanti anagraficamente, ma entrambi attive e ricche di sentimenti positivi e creatività indiscutibile ed internazionale.
Dalla pagina web Facebook Ufficiale del cantautore Franco Simone e’ da evidenziare una sua frase acuta e proverbiale circa i risultati dei primi vincitori di categoria big e giovani (20-02-2011 h 3:08):
“Gianni Morandi, forte del suo talento e della sua grande sensibilità, ha confezionato probabilmente il primo Festival in cui hanno vinto il migliore tra i big e il migliore tra i giovani.
Il testo di Vecchioni lo farei studiare in tutte le scuole e in tutte le famiglie.”
     Hanno accontentato tutti con il verdetto: Il popolo, la società e la famiglia in “Chiamami ancora amore” (Roberto Vecchioni), i giovani, l’amore e la passione in “Arriverà” (Emma / Moda’), le donne, la poesia e la voce in “Amanda e’ libera” (Al Bano), la professionalità dei musicisti, la creatività e la musica in “Follia d’amore” (Raphael Gualazzi).
Anche come regioni il premio e’ stato ben suddiviso per par condicio: Vecchioni e’ di Carate Brianza ma con genitori di Napoli, I Moda’ sono della Lombardia ed Emilia Romagna, Emma e Al Bano sono della Puglia, Raphael Gualazzi e’ delle Marche. Sono stati elargiti voti al nord, al centro e al sud per un egregio Festival Patriottico Tricolore.
Siamo anche fieri noi italiani, che sia stata ripristinata la partecipazione italiana all’Eurofestival, dopo 15 anni di assenza, oggi dal nome “Eurovision Song Contest”: il meritato onore di rappresentarci all’estero è stato affidato al talentuoso Raphael Gualazzi, dall’impressionante Anima Jazz d’esportazione, ricca di innovazioni e preziosi arrangiamenti.
     Nella rosea di graduatoria finale, appena posteriore al podio illustre dei big, sono risultate presenti premiate dai voti anche l’originalità del testo di “L’alieno” (Madonia / Franco Battiato), l’appassionante musicalità di “Io confesso” (La Crus) e l’impetuoso dialetto comasco sulle contrapposizioni di mondi e generazioni di “Yanez De Gomera” (Davide Van Der Sfross).
L’unico rammarico e’ stata l’immeritata esclusione all’ultima serata del Festival di “Tre colori” (Mesolella / Tricarico), quale invece eccelsa poesia incompresa che ci fa meditare: oltre ad ogni ideologia, deve sempre essere viva in noi l’unione in un solo popolo italiano.
     Eloquente e ricca di patos, tra le altre interpretazioni patriottiche festivaliere, ci ha toccato il cuore soprattutto “Rinascimento” cantata, in esclusiva per l’occasione, da Gianni Morandi: l’egregia coppia professionale, Gianni Bella-Mogol, ci ha donato un altro gradito esempio di quanto e’ ammirabile e degno di stima il talento dei nostri musicisti e parolieri italiani.
     Il più gradito fra gli ospiti d’onore, che ci ha saputo omaggiare del suo talento partenopeo, impadronendosi a maestria della scena musicale sanremese, è stato indubbiamente l’istrionico ed eclettico attore e cantante Massimo Ranieri: appassionanti melodie ed inconfondibile simpatia e versatilità.
     Altri commenti e considerazioni sulle presenze femminili, ospiti esteri e risultati, sia da parte dei giornalisti sia da parte del pubblico, sono di marginale contorno, perché deve essere sempre Padrona della Scena la Musica Italiana al Festival di Sanremo: per ogni decisione presa c’e’ sempre una possibile alternativa di “utilità pubblicitaria mediatica” ed è sempre difficile da gestire al massimo una “valutazione composta equa” per accontentare ogni preferenza musicale.
     Dopo il Sanremo Tricolore, porte aperte ai cantautori, parolieri e musicisti, dunque, perché l’Italia ha bisogno di essere unita almeno da un’ Unica Bandiera Artistica.

“La musica dei Grandi”

 E’ nell’aria invisibile
un’impercettibile armonia di sensi,
qui umile pentagramma di infinito
nello spazio di un istante melodioso,
a rincorrere pensieri di “Musica”
di prelibate fantasie del passato.
Ciò che i “Grandi” hanno creato
sarà sempre abile briciola di memoria
nell’eternità grata di tale Omaggio.
Simona Bellone 2001
(Briciola e’ paragonata alla grandezza dell’Universo: noi umani siamo solo piccole particelle sulla terra, le nostre opere, molteplici briciole vaganti nel tempo e nello spazio)

“Amanti della Musica”

   Apprezzo chi colleziona musica con il cuore,
sull’onda dei ricordi, sulla trama dei versi,
sull’emozione dell’estro del cantautore,
che ogni volta si rinnova ad ogni ascolto.
   Stimo chi sussulta estasiato dal fruscio
degli immensi giri di un vecchio vinile,
come sottofondo lieve e melodioso,
delle canzoni intramontabili del cuore.
Simona Bellone 2011

Per gli appassionati della “Musica d’Autore” di ogni generazione, perché dobbiamo ricordare ed essere fieri che la nostra Italia e’ sempre stata e deve continuare ad essere la “Terra del bel Canto”.(Simona Bellone)

Eurovision Song Contest – Pagina Ufficiale
http://www.eurovision.tv/page/dusseldorf-2011
Festival della canzone italiana di Sanremo – Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Festival_della_Canzone_Italiana_di_Sanremo


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