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Dopo 14 anni, il Concerto della Passione ritorna nella chiesa del Carmine

Mottola (Ta). Tra le iniziative programmate, per questa Pasqua, dalla Confraternita del Carmine, figura anche il “Concerto della Passione”, che, dopo quattordici anni, domenica sera, ha fatto ritorno nella chiesa, in cui era nato, la parrocchia del Carmine, dopo che, in questi ultimi anni, aveva trovato ospitalità presso la parrocchia di San Giuseppe Lavoratore.

Un grande ritorno, dunque, domenica sera, della banda dell’associazione “Umberto Montanaro”, presieduta da Mimmo Carriero, nella chiesa di via Mazzini. All’evento, non sono voluti mancare il sindaco Luigi Pinto, l’assessore Franco Gentile, il consigliere Cosimo De Pace, l’arciprete don Sario Chiarelli ed, ovviamente, il Consiglio di Amministrazione della Confraternita, al completo.

Sotto la direzione della Maestra Barbara Gigante, dai circa trenta strumentisti della banda, tutti mottolesi, sono state eseguite le Marce della Passione più note: “Tomba che chiudi in seno” del compianto compositore mottolese Franco Leuzzi; “Mestizia” di Vittorio Manente; “Inno a Cristo morto” di Giuseppe Cacace. Prima che il concerto continuasse, il priore Vito Greco ha voluto non solo omaggiare con dei fiori la Maestra Barbara Gigante, ma ricordare anche quello che è “il cammino della Confraternita del Carmine, dal 1701; un cammino votato alla solidarietà e alla carità”.

Consegnati anche alcuni premi: una targa a Lorenzo Chiulli e a Piero Rella, per aver contribuito all’allestimento della processione dei Misteri in miniatura. A consegnarle, rispettivamente don Sario Chiarelli e Mimmo Matarrese. Una targa, poi, per mano del sindaco Luigi Pinto, è andata all’artista Stefano D’Onghia, dell’associazione “Krabà”, presieduta da Roberta Pepe, per aver realizzato un quadro “Ai piedi della Croce”, diventato il poster ufficiale della Confraternita del Carmine per la Pasqua 2014.

A concludere la serata, le marce: “A Vittorio Emanuele II” di Vincenzo Consenti; “Tristezze” di Giacomo Lacerenza, con la partecipazione del priore Vito Greco nei panni del troccolante; “Mamma” di Luigi Rizzola, nota per i quattordici tocchi di campana, che potrebbero alludere alle altrettante stazioni della Via Crucis.

L’occasione è servita anche per menzionare tutti gli strumentisti, che, passati per questa realtà bandistica, sorta nel maggio del 1986, hanno, poi, raggiunto la fama nazionale ed internazionale: Oronzo Mario Scarano, grande compositore di opere liriche, cantate, oratorie, romanze e canzoni napoletane; Umberto Montanaro, direttore della Filarmonica di Lugano, compositore ed illustre trascrittore, dal quale prende il nome l’attuale Associazione Musicale; Lorenzo Semeraro, compositore e docente presso il Conservatorio di Musica di Firenze.

Nelle foto, la banda “U. Montanaro” e la M° Barbara Gigante, omaggiata dalla Confraternita
(Maria Florenzio)

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