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Domenica 21, la prima del Presepe Vivente nelle grotte rupestri. Taglio del nastro, alle 18.30

Mottola (Ta). 15^ edizione, impeccabile l’organizzazione, affidata al gruppo folk Motl la Fnodd, unico e, sicuramente, d’altri tempi, lo scenario, le grotte rupestri della Madonna delle Sette Lampade. E’ questo il Presepe Vivente di Mottola, che, nella serata di domenica, 21 dicembre, dalle ore 18,30, prenderà forma, grazie alla mano laboriosa di un centinaio di volontari, quasi tutti figuranti, che, con volontà, sfidando anche le ristrettezze economiche e molte difficoltà logistiche, riusciranno, anche questa volta, a riproporre uno squarcio dell’antica Betlemme.

A tagliare il nastro, accanto al direttore artistico Pietro Palagiano, ci saranno il sindaco: Luigi Pinto, l’assessore alla Cultura Annamaria Notaristefano, il consigliere regionale Francesco Laddomada e il dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Manzoni”, Nicola Latorrata. Una presenza quest’ultima, che dimostra come il Presepe Vivente, ogni anno, si apra al territorio, coinvolgendo, in quest’edizione, anche i bambini della scuola dell’Infanzia “Dante Alighieri”. Saranno, infatti quattro canti dei piccoli di tre, quattro e cinque anni, ad aprire il Presepe Vivente. I più grandicelli, poi, affiancheranno i figuranti, nelle varie grotte.

Grande rientro, tra questi, dopo dieci anni di assenza, di Tommaso Lamanna, 85enne, nei panni di calzolaio, che riproporrà quello che è sempre stato il suo mestiere.

Nel cuore della rappresentazione, c’è la grotta della Natività, che, per la prima volta, potrà essere ammirata da tre diverse angolazioni. I fasci di luce illuminano l’intero scenario, dal quale, oltre ai suoni, si levano il fumo dei fuochi accesi per riscaldare gli ambienti naturali, ma anche gli odori delle pettole appena fritte o delle bruschette arrostite, da innaffiare con un buon bicchiere di vino nostrano.

E, poi, nell’alternasi del dì e della notte, scandito dai giochi di luce e dal rintocco delle campane, la vita continua a pullulare con semplicità: nelle grotte tufacee o nelle capanne in paglia e legno, tra le staccionate o attorno al laghetto artificiale, ogni personaggio è intento a portare a termine il proprio lavoro. Così, il viandante, percorrendo un tragitto appositamente creato dagli organizzatori, si ritrova egli stesso ad essere protagonista di ogni scena, al fianco del vasaio, del vignaiolo, dell’arrotino, del falegname, della brava massaia, affaccendata a cucire, a ricamare o a foggiare latticini freschi. C’è chi, poi, porta a spasso le greggi o chi, alle note natalizie della fisarmonica, lavora il legno, il ferro o i cestini in vimini, utilizzando gli attrezzi di una volta.

E’ questo il suggestivo Presepe Vivente di Mottola, per vivere il Natale con spirito autentico di cristianità. Si replica il 5 gennaio, con la scesa dei Re Magi a cavallo e la collaborazione dell’associazione “Show Boys” di Palagiano, presieduta da Leonardo Iacobino.
Nella foto, una scena della rappresentazione

(Maria Florenzio

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