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Dolceacqua. Franco Giglio espone alla Pinacoteca Polivalente “Luigina Garoscio”

Dolceacqua. Sabato prossimo, 3 maggio, alle ore 17, presso la Pinacoteca Polivalente “Luigina Garoscio” di Dolceacqua, verrà inaugurata la mostra del grande pittore muralista dolceacquino Franco Giglio. Le sue opere possono essere visitate fino al 31 maggio. Ingresso libero. La cittadinanza è invitata.

Hanno scritto di lui diversi critici di tutto il mondo, come Leila Alberti, Luis Molossi e tantissimi altri e, tra questi, anche il nostro amico poeta, giornalista e critico letterario bordigotto, Lucio Martelli (1940-2006). Le opere di Giglio sono state esposte a Curitiba PR (Brasile), Dolceacqua, Vicenza, Roma, Trento, Torino, Desenzano del Garda, Verona, Brescia.

Nelle sue figure abili e mature si rivela la sua perspicace personalità. Fu un autodidatta ed indipendente ed il suo nome è accanto a quello di Poty, uno dei più importanti muralisti del Paraná. Iniziò con mosaici in Brasile e molti murali in ceramica e piccoli quadratini usando narrative che ricordano il lavoro umano con una certa fantasia, comunque legata al quotidiano; “una dose reale per la fantasia ed una dose fantastica per il reale”.

Dopo un lungo periodo, facendo murali, Giglio sviluppa un lavoro libero dalle restrizioni formali che gli erano imposte. E in questa fase nascono disegni-quadri pieni di grafismo e macchie di colori che annacquano le strutture valorizzando i disegni.

“La vita di Franco Giglio è stata breve. e non ho avuto l’opportunità di conoscerlo. Però ho avuto l’opportunità di essere nuovamente davanti ad un suo lavoro nella casa dell’amico Fernando Bini e in quel momento mi sono ancora una volta sentito con la voglia di avvicinarmi a questo ammirevole artista le cui opere mi sono così care. Ciò che posso fare ora è parafrasare Adalice Araújo “Rendiamo omaggio ad un artista che per alcuni anni ha scritto sui muri un voto di fedeltà all’umanità ed in particolare alla gente del Paraná”. Sono parole del critico Luis Molossi.


Franco Giglio nasce il 17 giugno 1937 a Dolceacqua. A 21 anni si trasferisce in Brasile, senza nessuna formazione accademica, fissando la sua residenza a Rio de Janeiro e lavorando come giornalaio, padrone di un’edicola e poi nella redazione della Rivista “Il Mondo Italiano”. In seguito inizia a lavorare con Antonio

Mucci, in Minas Gerais, che gli insegna l’arte del mosaico in innumerevoli opere, fatte con quadratini di pietra rivestiti di vetro, sparse in molte città di Minas, tecnica con cui lavora per tutta la vita. Disegnatore e pittore, sempre autodidatta. Nel 1959 si trasferisce a Curitiba, stabilendosi come mosaicista, inizialmente, per Jayme Cannet, governatore del Paraná. Per questo motivo si stabilsce nella città per 15 anni e le sue opere, con il passare del tempo, lo pongono, insieme all’amico Poty, come uno dei più importanti artisti del paese. Esegue molti murali in mosaico, alcuni di grandi proporzioni come per il Cimitero di Curitiba, il Collegio Opet, la FAE ed il Collegio Bom Jesus, il Parlamento del Paraná, il Palazzo di Giustizia, la Cattedrale di Porto União-SC, il Comune di Itajaí-SC, ma anche molti lavori per residenze private.

A Lapa-PR, esegue il Monumento ai Mandriani, su progetto dell’amico Poty. Dal 1974 inizia a lavorare con pittura e disegni. Nel 1975 sposa Roseli de Almeida e torna nella sua città natale, divenendo membro del mondo artistico locale, promuovendo mostre e partecipando a saloni europei. Si trasferisce a Mantova e Verona ma nel 1979 vede il suo atelier distrutto da un incendio che gli fa perdere centinaia di opere, di sui la maggior parte prodotta in Brasile.

Dopo un breve rientro in Brasile, si stabilisce definitivamente in Italia, dove, negli anni 1980/1981, fa parte del Gruppo “Ponte Bianco alla Venesiana” di Desenzano del Garda. Giglio muore il 4 aprile 1982 a soli 44 anni di età, ma lascia una grande collezione di lavori.

Nel 2004 è stata realizzata una mostra con una parte dei suoi lavori presso il Museo Oscar Niemeyer, a Curitiba. Molti suoi lavori possono essere trovati in collezioni private, piazze e palazzi pubblici e sono tra i meglio conservati tra quelli degli artisti italiani che si sono stabiliti in Brasile.

Sul sito <www.francogiglio.com.br> si trova un’interessante sintesi del lavoro dell’artista, vi è mostrata tutta la traiettoria artistica, dichiarazioni di critici ed amici di questo grande artista italiano che molto visse in Brasile ed al Brasile ha lasciato molto della sua opera.
(Francesco Mulè)








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