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Diventare imprenditori, una scelta da fare con giudizio

Genova. Diventare imprenditori: un sogno di non poche persone, specialmente in Italia, dove esiste un fittissimo tessuto di piccole e piccolissime imprese, spesso individuali o familiari, ma dove la figura dell’imprenditore è incarnata anche da modelli archetipici di grandi capitani d’industria che hanno creato o ereditato con successo imperi industriali, uno su tutti quello di Gianni Agnelli.

La tentazione di ‘mettersi in proprio’, alimentata dal sogno di successo personale ed economico, è accresciuta dalla crisi economica, dove alle già numerose persone che hanno innata in sé l’insofferenza al lavoro fisso e a farsi bastare un modesto salario, si aggiungono le schiere di coloro che un salario fisso lo avrebbero voluto ma non riescono in alcun modo a ottenerlo, spesso anche perché privi di una solida e specifica formazione professionale. E’ ovvio che questa accresciuta massa di aspiranti imprenditori pone un rischio sociale non esiguo, perché l’alta probabilità di fallimento di un progetto imprenditoriale velleitario o male impostato può far aumentare in modo notevole la quantità di persone che scivolano dalla semplice disoccupazione alla vera rovina economica, con la perdita della casa e di tutti i risparmi, a cui si aggiungono magari anche i debiti con parenti e amici che hanno finanziato la sfortunata impresa.

Di tutto ciò è ben consapevole la Provincia di Genova, che, nella sua funzione di ente deputato alle politiche formative e del lavoro (centri per l’impiego) ha avviato già da anni programmi come il ‘Circuito CreaImpresa’, che hanno l’obiettivo di sostenere la vocazione imprenditoriale di persone prive di mezzi, guidandole passo passo, attraverso colloqui e seminari di gruppo, lungo il percorso che dall’idea imprenditoriale porta alla creazione di un’impresa vera e propria: il primo passo è ovviamente l’individuazione dell’attività più adatta alle caratteristiche dell’aspirante imprenditore, cosa che non di rado fa scoprire ben presto che non esiste una vera attitudine caratteriale al fare impresa (e in tal caso l’aspirante imprenditore viene indirizzato a più tradizionali servizi dei centri per l’impiego per la ricerca di un lavoro dipendente), poi si passa all’analisi del mercato in cui la persona vuole entrare e infine si stende un business plan, per poter pianificare gli investimenti di avvio e i tempi per andare a break even e iniziare ad avere un segno più nel conto economico. Tutto questo viene fatto con la consulenza di esperti come commercialisti, fiscalisti e consulenti del lavoro.

Al Circuito CreaImpresa della Provincia di Genova si rivolgono circa 500 persone all’anno.

Adesso la Provincia fa un salto di livello, formalizzando e rendendo permanente l’attività di networking già da tempo praticata su questo tema in primis con la Camera di Commercio, altro ente istituzionale deputato fra le altre cose alla promozione e sostegno dell’imprenditorialità, e poi con tanti altri soggetti che si occupano in varie forme dello stesso tema e che sono molto vicine soprattutto alla piccola e piccolissima impresa, ma anche a quella media e grande: associazioni di categoria (Confindustria, Ascom-Confesercenti, Associazione Artigiani, Cna, Cia, Coldiretti, Confapi) e confederazioni di cooperative (Confcooperative e Lega Coop).

La firma del protocollo fra tutti questi enti è avvenuta questa mattina presso la sede della Provincia di via Cesarea, dove si trova la direzione Politiche formative e del lavoro (nella foto il direttore Michele Scarrone e il presidente di Ascom Paolo Odone): la consapevolezza di tutti i firmatari è che sia indispensabile fare rete, mettendo a fattor comune tutte le energie, in particolare condividendo le informazioni sulle rispettive iniziative. Si vuole infatti evitare che uno dei soggetti non sappia ciò che fa l’altro soggetto, e non sia quindi in grado di dare informazioni esaustive a un utente che si rivolge al proprio sportello ma che, per la sua specifica richiesta, poterebbe essere più utilmente indirizzato allo sportello di un altro soggetto del network.

Il protocollo, che non dimentica il sostegno alle imprese già esistenti, promuove “iniziative congiunte finalizzate allo sviluppo dell’imprenditorialità, del lavoro autonomo, anche in forma cooperativa”. La Provincia mantiene un ruolo centrale, attraverso i suoi centri per l’impiego, che garantiscono imparziale accesso a tutti alle opportunità di formazione e di impiego, compresi i percorsi di sostegno all’imprenditorialità.

Il protocollo istituisce un comitato di coordinamento fra i rappresentanti di tutti gli enti e soggetti coinvolti, che si riunirà periodicamente. La proposta iniziale era di un incontro ogni tre mesi, ma la volontà emersa all’atto della firma del protocollo è stata di aumentare la frequenza per essere più al passo con le evoluzioni della situazione economica.
(C.S.)



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