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Discorso di Marcello Barletta, vice presidente ANPI Taranto alla celebrazione del 25 Aprile a Massafra

Massafra. La Città di Massafra ha celebrato il 25 aprile, 71° anniversario della Liberazione d’Italia, con la deposizione in piazza Vittorio Emanuele, davanti al Monumento dei Caduti, di una corona di alloro.

Sono stati presenti autorità civili e militari, l’Associazione Carabinieri, la Sezione Combattenti e Reduci, la Sezione Invalidi e Mutilati di Guerra, la Società Operaia, l’ANMIL, l’Istituto Nazionale per la Guardia D’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, la Sezione della locale Protezione Civile, la sezione dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia;  rappresentanze: Croce Rossa Italiana, Istituto d’Istruzione Superiore Statale “D. De Ruggieri”, Consulta delle Associazioni, organizzazioni sindacali, Circolo Filatelico “Rospo”.

All’apprezzato discorso del sindaco Martino Tamburranno (“Con la nostra presenza in piazza testimoniamo che il passato non è solo un tomo di pagine ingiallite dagli anni trascorsi (ha fra l’altro fatto presente), ma un monito e allo stesso tempo un punto di riferimento per il nostro presente e per il futuro”), ha fatto seguito il discorso dell’avv. Marcello Barletta vicepresidente provinciale di Taranto dell’ANPI, Nazionale Partigiani d’Italia. ANPI la cui sezione cittadina è stata costituita nel 2013, divenendo in brevissimo tempo, con i suoi oltre 100 iscritti, la più significativa realtà nell’ambito dell’ANPI provinciale dopo quella della città capoluogo. Associazione in prima linea nella custodia e nell’attuazione dei valori della Costituzione, quindi della democrazia, e nella promozione della memoria di quella grande stagione di conquista della libertà che fu la Resistenza. Come ha ben evidenziato nel suo applaudito discorso il nostro concittadino Avv. Marcello Barletta, eletto Vicepresidente provinciale dell’ANPI di Taranto in occasione del recente Congresso dello scorso 19 febbraio.

Dopo aver salutato il Sindaco, autorità civili, militari e religiose e tutti i cittadini presenti, ha subito evidenziato che questo è stato il terzo anno dell’intervento dell’Associazione Nazionale dei Partigiani d’Italia (legittima erede della Resistenza e custode della Memoria) alla celebrazione del “25 Aprile” che non dev’essere un rituale, ma un qualcosa da comprendere e tramandare per mantenere sempre vivi quei valori basilari della “Liberazione”. L’avv. Barletta, oltre a ricordare quanto fu importante l’attività dei partigiani, ha invitato e sollecitato tutti a una maggiore partecipazione alla vita pubblica, politica e sociale. Ma andiamo con ordine. Soprattutto alle giovani generazioni, quelle più distanti anagraficamente dagli anni drammatici della Guerra, che rischiano di vivere il ricordo di quegli anni come un qualcosa che appartiene solo ai libri di Storia, ha fra l’altro detto che “Oggi noi celebriamo la Libertà, quella libertà che ci consente di esprimere la nostra opinione, di circolare liberamente per strada, senza timore per questo di essere incarcerati o uccisi. Oggi noi celebriamo la Democrazia, che ci consente di eleggere i nostri governanti tramite l’esercizio del diritto di voto, quel diritto di voto che 70 anni fa, in occasione del referendum del 2 giugno del 1946, fu esercitato finalmente anche dalle donne. Oggi noi celebriamo la Resistenza, quel movimento di popolo col quale migliaia di italiani ed italiane, negli anni bui e violenti che andarono dal 1943 al 1945, ed in particolare nel lungo inverno del 1944, presero le armi e si ribellarono ad un esercito straniero invasore e ai suoi collaborazionisti, spesso senza avere gli abiti adatti, le scarpe, il necessario per sopravvivere. Si ribellarono contro i nazifascisti, portatori di una ideologia che predicava lo sterminio dell’uomo ad opera di altri uomini, in nome di quegli ideali di libertà e democrazia che la loro lotta ha fatto trionfare”. E, continuando, ha detto che è importante tramandare la Memoria alle nuove generazioni e insegnare loro cosa è stata la Resistenza e quali sono stati i suoi valori, perché non possiamo permetterci di dare per scontate le conquiste democratiche in particolare oggi, che l’Europa è pervasa da un’ondata d’intolleranza senza precedenti, causata dall’imponenza e dalla difficile gestione dei fenomeni migratori. Ha precisato anche che il perdurare nel nostro paese della crisi economica, si accompagna a un’evidente perdita di fiducia nelle istituzioni e alla disaffezione verso la politica. Con precisione ha anche segnalato il progressivo disinteresse, verso la Resistenza da parte dei mass media e nel dibattito politico, che parte da quell’operazione culturale di equiparazione tra la scelta di militare nella Resistenza e quella di militare nella RSI condotta in modo strumentale a partire dagli anni Novanta. Ha anche evidenziato che la disaffezione verso la Politica e le istituzioni porta con sé il disinteresse verso il dibattito sugli Ideali e che è necessario restare vigili, affinché la consapevolezza dell’importanza dei valori della Resistenza non venga mai meno, in particolare insegnando ai giovani ad essere cittadini consapevoli, attivi, a non restare indifferenti e partecipare alla vita politica e culturale della propria comunità. Ed ha ancora ricordato che quello che forse è più importante dei diritti affermati dalla guerra di liberazione è il diritto di voto, che oggi appare indebolito dall’avanzare della disaffezione verso la politica e dal conseguente fenomeno dell’astensionismo. Parlando ancora della celebrazione dei valori della Resistenza, ha sottolineato che non può essere confinata alla commemorazione odierna del 25 aprile, ma che deve essere costante e tradursi nel nostro agire quotidiano, nella partecipazione attiva alla vita politica e sociale. Ha quindi fatto presente a tutti, che “I partigiani furono quegli italiani che nel 1943 scelsero di non restare indifferenti, di non astenersi”. Ed ha fatto comprendere che il primo passo per dimostrare di essere quei cittadini consapevoli e attivi voluti dai partigiani può essere quello di esercitare il nostro diritto al voto in occasione delle prossime consultazioni amministrative. Ha invitato tutti, quindi, ad andare a votare per cominciare a riscoprire l’importanza della partecipazione e della scelta democratica, dimostrando così di essere consapevoli dell’importanza del diritto al voto, un diritto che è costato la vita a chi ha combattuto per la libertà. “Sarà il miglior modo per ricordare quanto è costato, in termini di sacrifici e vite umane, il gesto dell’inserire il proprio voto in un’urna. Un gesto apparentemente semplice (ha concluso), ma che possiamo esercitare solo grazie agli immani sacrifici del passato”. Nella foto Marcello Barletta (dx) con Pasquale Lasigna, presidente della sezione locale ANPI, in una foto di Salvatore Acquaro.
(Nino Bellinvia)


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