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Diocesi di Castellaneta. Messaggio per l’Avvento del Vescovo Mons. Pietro Maria Fragnelli

Castellaneta. All’inizio del nuovo anno liturgico che si apre con la prima domenica di Avvento il prossimo 2 dicembre, il Vescovo di Castellaneta, Mons. Pietro Maria Fragnelli, ha inviato ai fedeli della Diocesi un messaggio per richiamare il senso di questo tempo liturgico dedicato all’attesa di Gesù Cristo, l’Atteso per eccellenza.

Nel testo del messaggio il presule ha evidenziato alcune parole – attesa, speranza, liturgia, discernimento, catechesi, cultura, condivisione – quasi a suggerire un rinnovato lessico per una autentica spiritualità dell’attesa e del riconoscimento del volto del Signore in quello dei fratelli anche attraverso l’impegno concreto della solidarietà.

Ma ecco qui di seguito il messaggio che sarà reso noto il 2 dicembre e che pubblichiamo in anteprima.

AVVENTO 2012

Carissimi! “Al suo ritorno, Gesù fu accolto dalla folla, perché tutti erano in attesa di lui” (Luca 8,40). Questa scena mi ha colpito nei giorni scorsi: tutti gli abitanti di Gerasa erano in attesa di Gesù! È il Gesù dei miracoli! In Israele era alta l’aspettativa per la venuta del Messia. Giovanni in carcere mandò a dire a Gesù: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?” (Matteo 11,3). Gesù è l’Atteso e noi coloro che l’attendono. Tutti. Per i motivi più diversi. E forse anche senza saperlo.

L’Avvento ci parla di speranza e di attesa. Nel nostro tempo diminuisce la speranza: questo uccide anche l’attesa. Le fragili speranze storiche naufragano ancora più facilmente nel nostro tempo globalizzato. Non ci sono più grandi speranze – né ideologiche né messianiche – capaci di alimentare l’attesa. Proprio in questo contesto, la Chiesa torna a dirci: Coraggio! Alzati, ascolta il tuo cuore! Ogni mattina esso si trova ad attendere qualcosa, a desiderare qualcuno.


La Chiesa educa l’attesa, accogliendo e proponendo integralmente la parola dell’uomo e la Parola di Dio, che Cristo le affida.

La Chiesa educa l’attesa anzitutto con la liturgia, facendo riconoscere in Gesù colui che è venuto e che viene, il già e il non ancora, il compimento della promessa antica e il giudizio della storia. Il prefazio di Avvento canta: “Al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana, Gesù portò a compimento la promessa antica, e ci aprì la via dell’eterna salvezza. Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa”.

La Chiesa educa l’attesa con il discernimento tra vera e falsa gioia. In un discorso parrocchiale del 1835 Antonio Rosmini si rivolgeva ai fedeli con queste parole: “Non crediate che la Chiesa sia inimica del gaudio e della buona festevolezza. Ella vuole che la letizia non sia pazza, ma ragionevole: né l’uomo veramente gode, se non quando trae la sua giocondità da motivi giusti e reali; e quando essi gli mancano, il suo tripudio è stolto e non gustevole. Al suo confronto è migliore il dolore nella verità”.


La Chiesa, inoltre, educa l’attesa con la condivisione: tanti testimoni rendono presenti e urgenti giustizia e uguaglianza. Un biografo del VI secolo racconta l’aiuto che san Martino dà a un povero in una giornata di grande freddo: “Ad un povero incontrato sulla porta di Amiens, che si era rivolto a lui, divide in parti uguali il riparo del suo mantello e con fede fervente lo mette sulle membra intirizzite. L’uno prende una parte del freddo, l’altro prende una parte del tepore: fra ambedue i poveri è diviso il calore e il freddo. Certamente lo stesso Creatore si diede una copertura con questa veste e il mantello di Martino protesse Cristo con un riparo. Nessuna veste degli Augusti meritò questo onore; il bianco mantello del soldato vale più della porpora del re”.

La Chiesa, infine, educa l’attesa con la catechesi e la cultura, che la fede viva trasforma in esperienza di bellezza: “Se la fede è viva – ci ricorda Benedetto XVI – la cultura cristiana non diventa passato, ma rimane viva e presente. E se la fede è viva, anche oggi possiamo rispondere all’imperativo che si ripete sempre di nuovo nei Salmi: Cantate al Signore un canto nuovo. Creatività, innovazione, canto nuovo, cultura nuova e presenza di tutta l’eredità culturale nella vitalità della fede non si escludono, ma sono un’unica realtà; sono presenza della bellezza di Dio e della gioia di essere figli suoi”.

Gesù, nostra Attesa e nostra Speranza, ci chiama a vivere in pienezza l’anno della fede. Con le offerte della domenica di fraternità condividiamo il nostro “mantello” con una famiglia in difficoltà e aiutiamo la Caritas ad … aiutare! A tutti auguro un buon Avvento e un santo Natale!

Castellaneta, 2 dicembre 2012

+ Pietro M. Fragnelli

Vescovo di Castellaneta


Per far conoscere meglio ai nostri lettori  Mons. Pietro Maria Fragnelli, riportiamo alcune notizie che lo riguardano. E’ nato a Crispiano (Ta) il 9 Marzo 1952.

Dopo aver compiuto gli studi nei seminari di Taranto e di Molfetta (Ba), ha completato la sua formazione presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, conseguendo il baccelleriato in Filosofia e in Teologia presso il Pontificio Istituto Biblico, e si è laureato in Filosofia all’Università “La Sapienza” di Roma.

Ordinato sacerdote il 26 Giugno 1977, nel 1979 viene nominato vicario parrocchiale nella parrocchia “S. Antonio” a Taranto, quindi nel 1983 gli viene affidata la parrocchia “S. Croce” alla periferia della stessa città. Assistente diocesano della FUCI ed insegnante di Religione al liceo classico “Q. Ennio” di Taranto, negli stessi anni è collaboratore del settimanale diocesano “Nuovo Dialogo”, di cui diviene direttore nel 1982.

Nel 1987 viene chiamato a Roma, dove per nove anni presta la sua opera in Vaticano come “Officiale della sezione per gli Affari generali della Segreteria di Stato”, continuando nell’esercizio della guida delle anime, segnalandosi nel delicato compito di Padre Spirituale al Pontificio Seminario Romano maggiore, del quale viene nominato Rettore nel 1996.

Eletto alla sede vescovile di Castellaneta il 14 Febbraio 2003 da Giovanni Paolo II, viene ordinato vescovo il 29 Marzo 2003, per le mani dell’allora presidente della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Camillo Ruini.

Autore di un commento al Libro del Siracide e del volume “Il deserto fiorirà”, ha pubblicato anche diversi articoli su argomenti biblici e di attualità.

Attualmente in seno alla Conferenza Episcopale Italiana è membro della commissione episcopale per la famiglia e la vita, mentre nella Conferenza Episcopale Pugliese è delegato per la pastorale giovanile.


Per informazioni e contatti: don Oronzo Marraffa, Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Castellaneta, Link: www.diocesicastellaneta.net


Nella foto il Vescovo Mons. Pietro Maria Fragnelli.
(N.B.)


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