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Dichiarazione del segretario generale della Fim-Cisl di Taranto. “Le assicurazioni fornite al tavolo dell’azienda, ora vanno trasformate in fatti”

Riceviamo da Taranto da Antonello Piccolo dell’Ufficio Stampa Fim-Cisl e pubblichiamo.

«L’esito dell’incontro odierno  contribuirà senz’altro a diffondere maggiore serenità tra i dipendenti dell’Ilva». Lo dice il segretario generale della Fim-Cisl di Taranto, Mimmo Panarelli, al termine della lunga riunione tenutasi questa mattina, nella direzione Ilva, tra le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom e Uilm, il responsabile delle relazioni industriali Gruppo Ilva Enrico Martino, il direttore dello stabilimento Adolfo Buffo  e il responsabile delle relazioni industriali del sito di Taranto Cosimo Liurgo.

«Dall’azienda sono emersi segnali importanti sia dal punto di vista della garanzia degli stipendi sia per quanto concerne gli impegni in materia di adeguamento impiantistico all’Aia. Pur in presenza delle più volte manifestate gravi condizioni di liquidità – dice Panarelli – abbiamo appreso che il presidente Bruno Ferrante sta compiendo sforzi immani per salvare lo stabilimento».

Come anticipato da Ferrante giovedì sera, al termine dell’incontro col Governo, l’Ilva si sta muovendo, con un’azione ad ampio raggio, nel tentativo di reperire nuovi investitori, cosa davvero complessa, considerato il momento. Sugli impegni assunti dalla proprietà in termini di attuazione dell’Aia, Panarelli dice: «La notizia riguardante la presentazione al Governo da parte dell’Ilva di un Piano finanziario, seppur subordinato all’affiancamento di un partner per un aiuto economico, significa che la proprietà sta lavorando alacremente per ristabilirsi in fretta, ripresentandosi come azienda viva, sana e, aggiungo, che guarda alla riqualificazione ambientale».

Intanto, nel corso delle quattro ore di incontro, si è parlato dell’avvio della Cig in deroga per lo stabilimento di Taranto, le cui cause sono riconducibili sia ad un effetto indiretto del provvedimento del Gip di Taranto di sequestro preventivo del prodotto stoccato in stabilimento, sia all’avvio delle disposizioni previste dall’Aia che hanno comportato la fermata di Afo 1 (8 dic. 2012), lo spegnimento  delle Batterie 5 e 6 delle cokerie (6 dic. 2012) e batterie 3 e 4 (29 gen. 2013). La richiesta al Ministero del Lavoro della Cig in deroga riguarderà 1393 unità lavorative per il periodo che va dal 1 gennaio 2013 al 2 marzo 2013.

«Finalmente abbiamo sfatato anche il tabù della Cig: il paventato rischio di una Cig al buio – evidenzia Panarelli – non ci sarà. Apparentemente – anche grazie all’intervento del Governo -  le premesse, per applicare l’Aia senza gravare in maniera pesante sui lavoratori, sembrano esserci tutte. Speriamo che l’azienda dopo gli annunci,  passi ai fatti. Il tutto per il bene del territorio. Già dai prossimi giorni – conclude Panarelli – verificheremo, attraverso costanti confronti con l’azienda,  l’evolversi della situazione».

Taranto, 1 febbraio 2013. Ufficio stampa Fim-Cisl



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