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“La vetrina dei poeti”: Demo Martelli

Note biografiche di Demo Martelli

Demo Martelli è nato a Tatti – Massa Marittima – (GR), poi si trasferisce a Torino, dove studia musica, si diploma geometra, ed entra a pieno titolo nel campo industriale.
Negli anni ottanta, dopo una riflessione esistenziale, va a fare l’albergatore ad Alassio e vive gli anni più belli della sua vita, sfruttando anche l’ispirazione del mare.
Adesso abita a San Lorenzo al Mare, un angolo di paradiso della Liguria, per dedicarsi ancor più alla poesia.
Quattro sono le opere pubblicate. Molte le antologie che riportano le sue poesie.
Diversi i riconoscimenti artistici nei vari concorsi. Trittico di poesie, primo classificato, al Concorso “Ossi di seppia” 2008 a Taggia (Im).

RASCHIO DEL VENTO

Aveva il raschio del vento
l’energia senza forma né volume
quando il vortice asciugava
con la logica il codice all’idea.
S’infilava nelle crepe
a pizzicar le corde del pensiero
e dare i giusti limiti
al ritorno del canto e controcanto.

Dicono che sia mancato
al bulbo verde del versante buono
quel solfeggio giocoliero
che piena di dolcezza a chi l’ascolta.
Il rimpiangere non serve
perché quello che conta non è il sogno
né la gloria di un minuto
ma è il crescere, anche di un centimetro.

CONTINUA

E continua a bruciare
il magico respiro delle lucciole
quasi fosse separata la testa
dal dolore del corpo.

Questa luce che sgocciola
nella pozza della realtà
si fregia di trionfo
giustiziando le ombre.

E continua a cantare il mondo
quando nasce un uomo
anche se non ha un senso
o ha un senso far niente.

Per conservare l’eterno
di vicinanza immortale
non ha che un groviglio di vita
nel carniere la morte.

SENTIRTI VERA

In quella sua camicia d’alta moda
più che al corpo aderiva all’ambizione
per mostrarsi importante ed appagata
nei salotti e le strade di città.

Al tempo della spiaggia o della neve
confusa tra i mortali ben viventi,
nuda, come quel tronco scortecciato
che il mare sbatte fra la schiuma e scogli,
mordi con forza, altrimenti incompiuto,
il gesto definito dal respiro.

E per sentirti vera ti rileghi
i frammenti, di quelle notti lunghe,
per ridare un’immagine alla storia.

“Una nota di critica”
a cura del Prof. Francesco Mulè, poeta e operatore culturale

Demo Martelli, grande osservatore della realtà e, sicuramente, della vita, che riesce ad assorbire attraverso la quotidianità del suo operato, dà forza a quanto viene ad assimilare, elaborando il tutto con la parola scritta, con i versi, con la poesia.
Poesia che, traendo origine da una grande forza creativa, viene a sprigionarsi dalle profondità dell’animo dell’autore, il quale, come l’archeologo, scava nei più reconditi meandri della sua psiche e riesce ad estrarre, con magistrale forza poetica, sensazioni ed emozioni.
Con le sue liriche, ricche di profonda maturità di pensiero e di tanta sensibilità, l’autore si rivela un vero tessitore e cultore della poesia, attraverso la quale si schiude a più larghi orizzonti con una costruzione poetica dal tono più aperto e distensivo.
La parola, il verso, che vengono a caratterizzare il concetto nella sua immaginifica estrinsecazione, sono, per il nostro poeta, un mezzo per la conquista della verità intimamente lirica.
Martelli poetizza la vita, non solo la sua, naturalmente, narrandola in modo semplice, lineare e scorrevole, con uno stile sobrio sulla tela di un racconto / storia, capace di coinvolgere il lettore, immergendolo nel tempo e nello spazio.
I suoi versi descrivono, con sicure e ferme pennellate di parole, l’essenzialità del concetto, rifiutando, con la massima consapevolezza, il linguaggio della “vecchia” poesia ed esprimendo sentimenti che appartengono esclusivamente al suo mondo interiore che, come un fiume in piena, si apre alle vita affidandosi a ricordi e sogni giovanili, eventi più o meno lontani nel tempo.
La poesia martelliana si porge al lettore in una forma assolutamente aperta, priva di quelle norme ritmiche necessitanti. Essa ha le caratteristiche della forza evocativa e della ricchezza del pensiero. La sua è la lingua parlata, quella di tutti gli uomini e di tutti i giorni.
Demo Martelli, il narratore della parola / concetto, il poeta della parola / immagine.

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