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Decreto Salva-Ilva. Dichiarazione del Segretario generale della FIOM-CGIL Taranto, Donato Stefanelli

Taranto. Il Decreto Legge varato dal Governo sull’emergenza Ilva produce alcuni fatti e definisce un percorso di intenzioni. Il fatto principale è quello di riaffidare a Ilva la gestione dello stabilimento e di assicurare la continuità della produzione. Se nell’immediato questo fornisce una risposta al problema occupazionale, allo stesso tempo affida il risanamento ambientale all’applicazione dell’AIA. Quest’ultima per essere credibile nella sua concreta attuazione, richiede ingenti risorse finanziarie nell’ordine di 4 miliardi rispetto ai quali l’unico impegno dell’Ilva è quello dei 400milioni annunciato nei mesi scorsi.

L’Ilva deve, quindi, dire se ci mette i soldi richiesti, se ha l’autonomia finanziaria per farlo e, in caso contrario, dove intende reperire le risorse. In assenza di queste certezze in tempi ravvicinati da parte aziendale, si porrebbe già l’esigenza di attuare quel che il decreto preannuncia in termini di Amministrazione Straordinaria.

Per questo chiederemo da subito, con specifico incontro sindacale, che l’Ilva presenti il Piano industriale e il Piano Finanziario degli Investimenti, senza dei quali saremmo punto e a capo. Non si deve permettere che tutto continui disinvoltamente come prima, che si continui a inquinare e ad alimentare il disastro ambientale e sanitario in atto da tempo, che i lavoratori dell’Ilva debbano lavoratore senza garanzie per la loro salute.

Il Governo nomini  immediatamente l’Autorità Garante, attingendo alle migliori competenze scientifiche, gestionali e giuridiche. Consideriamo fondamentale che questa Autorità si confronti permanentemente con le organizzazioni sindacali e con le rappresentanze dei lavoratori poiché, più che mai in questa fase, occorre un controllo dal basso.

Il Governo dialoghi con la Magistratura, ne rispetti le prerogative, trovi le forme attraverso le quali l’autorità giudiziaria possa continuare, in questa fase, nel fondamentale compito a tutela della legalità, della salute per la città e del lavoro salubre e in sicurezza nello stabilimento.

Solo così si potrà evitare che si torni alla contrapposizione fra città e fabbrica, fra lavoro e salute.
(Maristella Bagiolini)

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