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Decretata la chiusura del pronto soccorso del “Cutroni Zodda” di Barcellona Pozzo di Gotto

Riceviamo e pubblichiamo quanto ci è pervenuto dall’Amministrazione Comunale di Barcellona Pozzo di Gotto.

Tuttavia, prima di riportare quanto scrive nella nota a noi inviata in data odierna, 31 marzo, dal sindaco dott. Roberto Materia, forse è bene sapere (come riporta Wikipedia, l’enciclopedia libera)  che  Barcellona Pozzo di Gotto (Baccialona Pizzaottu in siciliano, Baccialona o Baccellona in dialetto messinese) è un comune italiano di 4.544 abitanti[ della città metropolitana di Messina in Sicilia

È il comune più popoloso della città metropolitana dopo Messina.

Detto questo passiamo alla nota.

Auspicando in un correttivo all’infausta decisione dell’Assessore Gucciardi e della Commissione sanità con cui è stata decretata la chiusura del pronto soccorso del “Cutroni Zodda” e, di fatto, dell’intero ospedale è inconcepibile apprendere dalla stampa dichiarazioni attraverso le quali non si fa altro che strumentalizzare una delle più grandi mortificazioni di cui i cittadini barcellonesi sono oggi le prime vittime, tentando di rimbalzare le responsabilità proprie in capo ad istituzioni che non hanno il potere decisionale e le competenze per modificare lo stato di fatto.

Le vicissitudini della sanità affondano le loro radici in un passato assai remoto, che ha visto susseguirsi numerose classi politiche che nulla di buono sono riuscite a fare, se questo è il risultato a cui purtroppo si è giunti!

Ricordo a chi oggi accusa un’Amministrazione insediatasi un anno e mezzo fa – quando la partita era evidentemente già chiusa – che chi all’uopo deputato non si è mai preoccupato di avviare un contradditorio con la Conferenza dei Sindaci, unico organo che avrebbe potuto esprimere un parere e che a nulla sono valse le tante rassicurazioni, non solo verbali ma anche scritte, dell’Assessore Gucciardi, sempre tutte puntualmente disattese.

Ribadiamo con forza che un comprensorio di 150.000 abitanti, così come prevede il decreto Lorenzin, deve ricevere un’assistenza sanitaria primaria di cui i provvedimenti regionali non hanno assolutamente tenuto conto.

Continueremo a mettere in campo tutte le azioni giuridiche e di protesta utili a cambiare lo stato di fatto e chiediamo una fattiva collaborazione da parte delle associazioni e delle rappresentanze politiche e sindacali preposte, auspicando che i vertici del Governo regionale sappiano – realmente – tutelare gli interessi della sanità locale.

L’Amministrazione Comunale

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