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Dalla mostra della processione dei Misteri in miniatura alla Domenica in Albis. La Pasqua mottolese, con la Confraternita del Carmine

Mottola (Ta). 1701 – 2016. Quest’anno la confraternita del Carmine compie 315 anni. “Una confraternita … in cammino”. Più di tre secoli di vita, che hanno visto intere generazioni vestire i panni del confratello e non soltanto nel periodo pasquale.

Anche per questa Pasqua, in concomitanza con la mostra della processione dei Misteri in miniatura, nei locali parrocchiali di via Mazzini, è stata organizzata una raccolta di viveri per i più bisognosi.

Dalla mostra all’allestimento del Sepolcro: il giovedì santo, don Sario Chiarelli ha celebrato la santa messa in “Coena Domini”. Qui, in abito da rito, i confratelli hanno preso parte alla lavanda dei piedi, all’offerta dei Pani, alla rinnovazione della “Cena Eucaristica” ed, infine, alla Reposizione, detto “Sepolcro”.

Durante la celebrazione, è stato anche benedetto il nuovo velo, che ha coperto Gesù Morto, durante la processione dei Misteri del sabato santo. E’ stato donato da una consorella, che ha preferito rimanere nell’anonimato. Ha preso, così, inizio, il pellegrinare, per le chiese del paese, delle “paranze” (così vengono chiamati in gergo popolare i confratelli scalzi), accompagnate da un troccolante.

Le stesse, che, in novecento, hanno preso parte alla processione del sabato santo. Dodici, i complessi statuari: Gesù nell’Orto degli Ulivi, Gesù alla Colonna, Gesù incoronato di spine, la Caduta, la Veronica con il volto di Gesù e la Veronica con la tunica, Gesù in croce, Gesù deposto alla croce, la Pietà, il Calvario, la bara di Gesù Morto e l’Addolorata.

Uomini, donne e bambini, tutti confratelli e consorelle del Carmine in abito da rito, in perfetta e silenziosa compostezza, a passo lento ed andante, hanno ripercorso le principali vie del paese, alle note delle marce funebri della Passione.

Hanno oltrepassato la soglia della parrocchia del Carmine di via Mazzini, all’alba, per fare rientro attorno alle 14, quando, in molti si sono lasciati andare ad un pianto commovente, quasi liberatorio, come se avessero rivissuto, durante quel lungo e sofferto peregrinare, il dolore del martirio di Cristo. Le statue pesavano; le lunghe ore di cammino, a piedi scalzi, anche. Insomma, un crescendo di religiosità e di commozione.

Quest’anno, poi, ricorre un altro evento: 1956 – 2016. Sono trascorsi sessant’anni, da quando la processione dei Misteri della confraternita del Carmine si tiene la mattina del sabato santo.

E’ una processione nata alla fine del ‘700 – inizio ‘800, come rappresentazione vivente dei confratelli, che mimavano le stazioni della Via Crucis, per poi, essere istituzionalizzata quando, nel febbraio del 1860, l’allora priore Francesco Cardinale commissionò i gruppi statuari al maestro cartapestaio leccese Antonio Maccagnani: furono spesi 372 ducati e 20 carlini, circa 24milioni 580mila delle vecchie lire.

Inizialmente, la processione si teneva la mattina del venerdì santo. Con la riforma della settimana santa, conclusasi nel 1955, la processione slittò alla mattina del sabato santo. Era il 31 marzo del 1956.

Nella foto, processione dei Misteri del Sabato Santo
(Maria Florenzio)

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