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Dal 6 maggio Vinicio Capossela torna con “Canzoni della Cupa”

Milano. Esce venerdì 6 maggio “Canzoni della Cupa”, il nuovo doppio cd di Vinicio Capossela, composto dai due lati Polvere e Ombra, un’opera originale, su cui l’artista ha lavorato per tredici anni.

“Avvicinarsi alla musica che viene dalla terra è una esperienza particolare – ha osservato – La tradizione folclorica è in grado di riaccendere in noi delle inquietudini. Oggi ho deciso di mollare gli ormeggi a un disco iniziato tredici anni fa a Cabras, che richiama un villaggio western, terra da cui vengono queste canzoni, ma anche dall’alta Irpinia, attratto dalla musica folk che conosciamo di più come Dylan, per raccontare delle storie in forma di ballata”.

Ad ispirare Vinicio Capossela è stato l’indimenticato Matteo Salvatore.

“La prima chiave di accesso a questo progetto è stato Matteo Salvatore che sono andato a trovare a Foggia quando era ancora in vita – ha rivelato – Sono stato a lezione da un maestro che si esprimeva nel dialetto di Apricena, un lingua vera e propria, non facile da comprendere, per entrare in questo mondo di latifondo meridionale”.

Nel 2003 l’inizio di questo progetto, portato solo ora a compimento.

“A Calitri sono stato con storie stratificate fatte di sonetti e organetto – ha puntualizzato – Lì si rielabora tutta la storia con serenate di ingiurie e d’amore, di militari della prima guerra mondiale, provando ad estrarre i versi in italiano per una forma di canzone, materia che a che fare con la terra, in cui mi sono rifugiato e che poi hanno dato origine ad altre canzoni, più autorali, nella seconda parte”.

Il brano “La padrona mia” esce corredato da immagini che raccontano, filmati con dialoghi estratti da diversi archivi.

“Ho preso la prima strofa dalla forma popolare che poi mi sono avventurato a elaborare – ha spiegato – Nelle pieghe delle terre dell’osso dell’Italia interna ho voluto dare suono a questa storia radicata nella nostra terra del Mediterraneo, sulla signora della masseria, padrona del mio cuore, che troneggia sempre nella sua femminilità inaccessibile”.

La ricerca è stata certosina e il lavoro lungo ma fruttuoso.

“Alcune di queste canzoni siamo andati a registrarle nella frontiera – ha accennato – Da quella del lupo nelle vallate irpino lucane a quella del coyote, fino a quella texano mexicana e quella dei Los Lobos dove i lupi stracciano la notte tra Messico e California”.

La presentazione di questo lavoro Vinicio Capossela l’ha voluta fare nell’Albergo Diurno Venezia, ormai in disuso, che il FAI sta cercando di recuperare.

“È un posto di polvere e di ombra, sottratto all’uso della quotidianità, in cui le lancette dell’orologio si sono fermate – ha precisato – Scelta non casuale perché ha delle affinità con queste storie che ho raccontato di un’Italia arcaica che sta scomparendo, rafforzata dalla copertina in cui figura un albero storto che esprime l’ostinazione delle creature vegetali”.

A “Canzoni della Cupa” hanno preso parte artisti che hanno raccontato la grande frontiera, da Flaco Jimenez a Calexico, Howe Gelb, Los Lobos, o Victor Herrero, Los Mariachi Mezcal, Labis Xilouris, Albert Mihai, a voci della migliore musica popolare italiana, come Giovanna Marini, Enza Pagliara, Antonio Infantino, la Banda della Posta, Francesco Loccisano, Giovannangelo De Gennaro.

Ponto a partire il tour “Polvere”, a cui seguirà il tour autunnale “Ombra” nei principali teatri italiani; le prime date sono il 28 giugno alla Cavea Auditorium Parco della Musica (Roma), 29 Market Sound (Milano), 11 luglio Piazza degli Scacchi a Marostica (VI), 13 Piazza Napoleone al Summer Festival (Lucca), 15 Castello Scaligero di Villafranca (VR), 16 Piazza della Cattedrale (Asti), 19 Piazza della Loggia (Brescia), 20 Flowers Festival a Collegno (TO), 24 Piazza Matteotti a Sogliano al Rubicone (FC), 5 agosto Arena Bolgheri di Bolgheri (LI), 6 Arena del Mare di Civitanova Marche (MC), 9 Teatro D’Annunzio (Pescara), 13 Forum Eventi a San Pancrazio (BR), 18 Summer Arena a Soverato (CZ), 20 Teatro Verdura (Palermo), 21 Teatro Antico di Taormina, 29 Beat Festival (Empoli) e 4 settembre Home Festival (Treviso).

“Suonerò in spazi aperti e saremo in undici su un campo di spighe rasate, con trombe, cupa cupa, chitarre, voci, violini – ha concluso – In autunno porterò strumenti del diavolo come il violino. Lo spettacolo sarà complesso e diverso con situazioni teatrali da realizzare in spazi più ridotti rispetto agli stadi, occasione per rappresentazione dal vivo queste nuove storie”.

Dal 6 maggio, Capossela presenterà l’album nell’instore tour a La Feltrinelli, cominciando da Bari (ore 18:30 in via Melo 119), 8 Milano (ore 17:00 in Piazza Piemonte), 9 Livorno (ore 21:00 in via di Franco 12), 10 Genova (ore 18:30 in via Ceccardi 16), 11 Torino (ore 18:30 in Stazione Porta Nuova), 12 Firenze (ore 18:30 in Piazza della Repubblica), 13 Roma (ore 18:30 in via Appia Nuova 427), 14 Napoli (ore 18:00 in Piazza dei Martiri) e 20 Bologna (ore 18:30 in Piazza Ravegnana).
(Franco Gigante)

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