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Da una lettrice di Parma “Appello di carità cristiana”

Riceviamo e pubblichiamo  “Appello di carità cristiana” da parte di una lettrice di Parma.

Raduniamo i nostri cuori ardenti con lo scopo comune di purificare la nostra Fede… e attraverso il perdono, liberiamo per sempre l’Agnello di Dio dalle mani sporche di sangue innocente. Proclamiamo e santifichiamo la Pasqua 2012 con la nostra avvenuta Nuova Umanità. che tiene conto di TUTTE le Creature.

La Passione di Gesù non si è mai conclusa, il Suo sacrificio si perpetua muto ogni giorno: muto negli occhi terrorizzati, muto nei corpi martoriati, muto nella persecuzione verso le creature più deboli che popolano la nostra stanca Terra.

Stanca e stanco, come il pianto neonato dell’agnello, dell’agnello che proprio in questi giorni, in questi sacri giorni, muore nel nome di un’insperata Resurrezione.

Ma che cosa è realmente questo pianto? Che cosa è se non la voce del Padre che ci rammenta l’innocenza perduta?

L’innocenza di un Cuore Puro, l’innocenza di un cuore devoto e colmo d’amore, quell”amore che va esteso per tutte le Sue creature così come Lui ha divinamente creato.

Ogni anno la Pasqua ritorna con le sue promesse di Redenzione…

eppure malgrado fiumi di sangue e lacrime innocenti l’agnello di Dio non è risorto e non ha ancora lavato i peccati del mondo.

Che forse sono troppi? Che forse alla pari del nostro Gesù, umile esempio di anima innocente, muore inutilmente e crudelmente nel suo esempio santificato?

Ogni anno con il consenso e senza un briciolo di pentimento, molti cristiani deturpano e tradiscono la parola del Cristo uccidendo migliaia di animali innocenti; Parola, Verbo, così pieno di pace, di fratellanza libero da ogni forma di cruda violenza, Parola Veritiera non certo colma di sacrifici impuri e atti cruenti, ma certo blasfema nell’uccidere gli unici innocenti rimasti per giustificare e lavare l’onta di una decaduta terra.

Ma che cosa ci chiedeva invece Gesù con il Suo passivo abbandono?

E che cosa allora continua a chiederci attraverso il lamento delle anime sofferenti?

Forse ci spingeva a sacrificare la paura, e ci invitava a scendere nella profondità della nostra Anima per ritrovare la consapevolezza e dare acqua al nostro addolorato ed inaridito cuore.

“… Beati… Beati i puri di cuore perché vedranno Iddio…

E lo vedranno meravigliati quando lo scorgeranno  negli occhi di “ogni” essere vivente!

Perchè che cosa è Iddio se non la Compassione Risorta! Se non lo stupore della Viva e pulsante Creazione di un unico battito.

Dunque accendiamo i nostri Cuori allora!

Andiamo all’unisono: trasformiamo il sangue in un nettare divino, e proclamando la nostra Passione, il pianto dell’Agnello e di Cristo finalmente cesserà… Cesserà per un’esplosione di autentica Fede, dove ogni nostro Puro Cuore, irradiando solo vita, finalmente santificherà il supremo Comandamento…  NON UCCIDERE “.

Fedeli, fedeli dell’amore di ogni tempio, DIO ci impòora! Diventiamo un faro di sacralità nelle tenebre, e complici della luce risorgeremo come Nuova Umanità, insieme a tutte le Creature viventi di questo pianeta Redento. Grazie.

Mariuccia F. –  Parma

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