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Da Arnasco all’Andalusia per i muretti a secco per un progetto europeo di salvaguardia del territorio

Arnasco. I rappresentanti della famosa “Scuola dei Muretti a secco” di Arnasco hanno preso parte ad una visita di formazione in Andalusia: “Si è trattato – dice Luciano Gallizia della Cooperativa di Arnasco – della quarta visita formativa del progetto europeo “Scambio sulle tecniche formative, dei sistemi di qualificazione e di promozione della professionalità relative alla costruzione in pietra a secco”. Il progetto, sostenuto dal programma formativo europeo Leonardo da Vinci, è stato strutturato in interessanti e proficue visite formative presso le sedi dei partner che vi hanno aderito”.

Durante le visite i maestri artigiani, gli apprendisti e i formatori provenienti da quattro realtà europee: Gran Bretagna, Francia, Spagna e Italia, possono conoscersi e concretamente collaborare tra di loro nella costruzione di manufatti in pietra a secco, confrontandosi così sul campo sulle tecniche costruttive locali, sugli attrezzi e sul lessico tecnico.

“La quarta visita – prosegue Gallizia – tenutasi in Andalusia, ha permesso di far conoscere la Scuola dei muretti a secco di Arnasco ai partecipanti del convegno di sensibilizzazione organizzato presso ‘L’Istituto Andaluso del Patrimonio Storico’ di Siviglia”.

Nei giorni successivi il gruppo dei partecipanti europei ha visitato le località del Parco Naturale della Sierra Norte di Siviglia e il Parco Naturale dello Stretto di Gibilterra dove ha potuto comprendere l’evoluzione del paesaggio culturale ed ambientale, la sua importanza per il mantenimento della ricchezza della biodiversità e della diversità delle espressioni culturali. Il gruppo di lavoro ha poi collettivamente costruito un piccolo edificio che diventerà la sede del Centro d’Interpretazione della Pietra a Secco ed un tipico ‘corral’, cioè un particolare recinto in pietra a secco utilizzato per riunire il bestiame.

“La Cooperativa di Arnasco – conclude Gallizia – aveva ospitato i partecipanti del progetto a giugno, in occasione della terza visita. La prima visita si era tenuta in Francia, mentre la seconda si era svolta in Inghilterra. Grazie all’impegno di tutti i partecipanti era stato ricostruito un muretto in pietra a secco proprio all’ingresso del paese, che in seguito è stato denominato il “muretto europeo” perché sono chiaramente riconoscibili i quattro stili utilizzati dalle quattro delegazioni che lo hanno costruito”.

Un unico materiale, la pietra, che viene utilizzata attraverso tante tipologie costruttive, tutte ugualmente importanti per mantenere viva la diversità locale e per evitare che nel medio e lungo periodo, si perda di vista l’importante funzione che ha la presenza contadina a presidio del territorio. Compito delle comunità montane, collinari e costiere non solo liguri, ma europee è infatti quello di salvaguardare il patrimonio naturale, il paesaggio, il territorio dall’incuria e dall’ abbandono che condurrebbero ad un impoverimento dei luoghi e delle conoscenze locali.
(Claudio Almanzi)

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