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Cuneo. A Viola accuse, boicottaggi e class action. Il Comune risponde.

Cuneo. È bagarre sulla mancata o inidonea manutenzione delle piste da sci di Viola St. Gréé. Una querelle che interessa l’operato del Comune di Viola, dai tempi attuali a quelli di Carlo Cotica.

Risucchiate dal ciclone ci sono, dunque, l’Amministrazione Comunale ma anche la Cooperativa Le Radici, gestore degli impianti. Il dito è puntato contro entrambi, come in solido e ad opera d’ignoti contestatori.

Ne parliamo con l’attuale vicesindaco di Viola, Pier Mario Begliatti, membro della lista Viola Vive, in carica dal giugno 2009.

Le lamentele proferite sulla preparazione delle piste da sci sono attinenti con l’effettiva realtà dei fatti e dei luoghi? «La cooperativa gestore degli impianti – spiega Begliatti – ha preparato con cura tutte le piste, spietrato e asportato i ceppi degli alberi tagliati lo scorso anno. Ha inoltre sistemato alcuni punti critici lungo gli attraversamenti della pista che dalla strada portano all’arrivo della seggiovia. Nonchè l’area adiacente alla baita in vetta».

In merito al mancato avvio degli impianti sci, che normalmente aprono l’8 di dicembre, il vicesindaco precisa: «Gli impianti erano pronti a partire per l’Immacolata ed effettivamente si sperava proprio fosse possibile. Purtroppo la neve non è arrivata a sufficienza. Anche l’ultima nevicata non è stata come si sperava. Alla partenza della seggiovia la neve ha un’altezza di 30 cm e di 50 cm in alto, farinosa, bella. Se sotto questo strato ce ne fosse stata altrettanta sarebbe stato fantastico. Purtroppo questo tipo di manto non permette di essere “lavorato” con i gatti se non dopo essersi compattato, sicuramente in cima si sarebbe sciato, ma non sarebbe stato possibile permettere il rientro con gli sci».

Il clima nel pianeta è cambiato, occorre prenderne atto. Per questo, per dare un futuro turistico alla località e lavorativo all’intera Val Mongia, si arriva a battere sempre sullo stesso punto: occorre costruire impianto che consenta di sciare al Vallone. Un’opportunità che, di fatto, aveva già fatto capolino nel gennaio 2011 con l’annuncio da parte della Regione Piemonte di uno stanziamento ad hoc. Oggi di tutto ciò, intiepidite le speranze dei villeggianti più moderati, resta solo uno scomodo nodo al fazzoletto per l’Ente.

«Lo sappiamo tutti, - conferma Begliatti - se ci fosse il “Vallone” scieremmo come a Frabosa, a San Giacomo ed altrove… ma finora non c’è. E che ci crediate o no ci stiamo lavorando perché siamo convinti che senza la ripresa non sia completa. Un cannone per fare un po’ di neve?… Sicuro potrebbe aiutare nel campo scuola, ma non risolverebbe il problema. Oggi per sciare si tratterebbe di innevare oltre la metà della pista, sarebbe necessario un impianto d’innevamento che purtroppo le finanze non permettono».

Frattanto c’è chi perora lo sciopero degli acquisti ed il boicottaggio delle attività commerciali di Viola. In passato qualcosa del genere si era già verificato, seppur in forma del tutto spontanea. Cosa risponde Pier Mario Begliatti, vicesindaco e membro di una famiglia titolare proprio di un esercizio commerciale a Viola?

«Sciopero della spesa!!! Per fare rivedere il nostro atteggiamento nei confronti di St. Gréé? Sinceramente non lo capisco, perché noi abbiamo soprattutto lavorato per St. Gréé, quasi solo per St. Gréé perché crediamo e siamo convinti che sia il volano di tutta la nostra economia. Facciamo un’analisi degli investimenti fatti: pista di pattinaggio, seggiovia, tapis roulant, parco giochi per bimbi, realizzazione pista nera, sistemazione pista rossa. Paragoniamolo a quanto investito in Viola paese: 10 a 1 forse…, questo non vuol dire interessamento? Abbiamo riaperto gli impianti dopo quindici anni, è nata una scuola sci locale, uno sporting club, si sono svolte iniziative in collaborazione con le associazioni che operano a Viola, cose che in passato non erano mai state fatte e che ora si cerca di far crescere e migliorare. Dobbiamo sfatare, una volta per tutte, la divisione di Viola da St. Gréé. Si cresce se si è uniti e si lavora per gli stessi obiettivi, non può esserci Viola senza St. Gréé e St. Gréé senza Viola».

«Per chi gestisce un’attività commerciale, - liquida la questione Begliatti - sicuramente sono proteste che dispiacciono. Nei nostri paesi sono “servizi” che si danno alla popolazione, non ti arricchiscono. Fiscalmente sono paragonate a quelle di città, ma gli incassi non sono gli stessi. Ci si barcamena nove mesi all’anno per lavorarne tre: luglio, agosto e periodo Natalizio. Logico, venissero a mancare i clienti “villeggianti” sarebbe un ulteriore danno a chi già deve cercare di far quadrare i conti della propria attività. Oltretutto è gente che non ha colpe se non quella del proprio lavoro e di aver scelto di vivere a Viola. Vorrei ricordare che negli anni buoni fra Viola e St. Gréé erano presenti quattro commestibili, dodici fra ristoranti ed alberghi e bar, si lavorava tutti… Perché si dovrebbe avere paura della concorrenza? Oggi la gente giustamente pretende di avere servizi, comodità e quant’altro… E più cose il paese riesce ad offrire, più aumenta la clientela ed il turismo. Quindi ben vengano nuove iniziative che ci fanno crescere turisticamente».

In merito alle polemiche che hanno investito i gestori degli impianti, ma anche più particolarmente le politiche sposate dal Comune, il vicesindaco Begliatti replica: «La critica è libera, ma per fortuna ci sono parecchie persone, la maggioranza dei turisti, che riconoscono e valutano positivamente quanto siamo riusciti a realizzare, crede in quanto ci proponiamo ancora di fare. È un percorso difficile, perché a scendere si fa in fretta ma a risalire la china e riconquistare fiducia e credibilità è molto dura, specie in momenti di crisi come quelli che stiamo vivendo. Dispiace sentire commenti di turisti che si professano “esperti” e danno suggerimenti irrealizzabili, o che fanno supposizioni infondate. Perché queste osservazioni non vengano fatte di persona ma nascondendosi sotto pseudonimi? Perché queste persone non chiedono un confronto diretto con l’Amministrazione? Non abbiamo mai chiuso la porta a nessuno. Spero che con il Natale torni un po’ di serenità negli animi della gente ».
(Daniela Cassinelli)



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