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Cultura. Oneirikos di Danila Oppio (Largo libro editore): recensione a cura della prof. Renata Rusca Zargar

Da tempo, sulla Terra, scarseggiava l’acqua: i ghiacciai si scioglievano e la loro riserva dolce si perdeva negli Oceani, mentre i fiumi e i laghi si erano prosciugati. Infine, una terribile guerra, nella quale erano state usate armi nucleari e chimiche, aveva trasformato il Pianeta in un globo di cenere.

Nello spazio temporale eterno, però, persistevano Adam ed Eve, due entità non corporee, rimaste, forse, a guardia del povero Pianeta martoriato dagli uomini.

Eve, nella quale si manifesta l’autrice, e Adam dialogano tra di loro in forma telepatica, in una straordinaria empatia e comprensione reciproca che rivela un’amicizia mai conclusa, neppure con la fine del percorso terreno.

Essi ricordano la vita sulla Terra quando discorrevano per mail, dacché vivevano in due città diverse, quando già la società umana era in decadenza e l’apparire era considerato più importante dell’essere. Svelano il bilancio della propria esistenza ma anche dell’umanità in generale. Ripercorrono il Pensiero di autori importanti, si soffermano su soggetti di varia natura, tra cui anche la Poesia e la scrittura in generale.

Il testo raccoglie, così, riflessioni sulla Libertà, l’Amore, il Bene, il Male, la Storia, la Morte, ma anche aneddoti piacevoli e profondi come quello dei tre setacci di Socrate.

Forse, poi, le entità si incontreranno, e, probabilmente, tra qualche milione di anni, da una pozzanghera e dei fili d’erba, lentamente, tornerà la vita sulla Terra.

O, ancora, la protagonista si risveglierà da un sogno molto particolare.

Un volumetto, dunque, ricco di spunti di meditazione, magari per migliorare noi stessi e la società fino a che siamo ancora in tempo; una raccolta da tenere sempre sul comodino e da centellinare un poco ogni sera, così che il sonno faccia seguitare nella nostra mente un percorso di crescita morale e di pace, affinché il giorno seguente sia più limpido.

Nella quarta di copertina, infine, l’autrice dichiara: “Frutto di pura fantasia, perciò ogni riferimento a fatti e persone è del tutto casuale, tranne ciò che non lo è.”

Eve – Danila non ci poteva lanciare una sfida più intrigante: comprendere dove si trovi davvero la soglia tra realtà e fantasia.

Renata Rusca Zargar

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