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Cristina Porro: “I cittadini di Albenga finanziano il Governo Letta”

Albenga. “I cittadini di Albenga finanziano il Governo Letta. Si può riassumere così l’attuale situazione per imposte e tasse, che vede l’ente comunale sempre più succube di scelte – sbagliate – effettuate a Roma”. Così Cristina Porro, assessore a Bilancio e Finanze del Comune di Albenga, dichiara in merito alla situazione finanziaria comunale, e dei provvedimenti che saranno discussi in sede di Consiglio Comunale, giovedì 10 Ottobre. “L’anno scorso, lo Stato si è preso il 50% dell’Imu”, nota. “Quest’anno ce l’ha lasciata, ad eccezione della categoria D, ma al tempo stesso ha tagliato i contributi, per un importo superiore al milione di euro. Così facendo, il Governo Letta ha prelevato quanto preso l’anno scorso, più un milione di euro, costringendo il territorio a manovre lacrime e sangue. I contributi dello stato nei nostri confronti hanno valore negativo e, oltre al danno la beffa, il Comune di Albenga dovrà versare nel ‘fondo di solidarietà’ oltre 3 milioni di euro: come vuole il proverbio, è l’ospedale che fa elemosina alla chiesa”.

“Per la Tares”, prosegue, “siamo tra i pochi comuni a non aver effettuato aumenti. Ci siamo impegnati a mantenere le tariffe quanto più possibile simili a quelle della vecchia Tarsu. Tuttavia, l’applicazione dei coefficienti imposti dalla legge ci costringono ad applicare tariffe Tares molto diverse tra loro, in funzione della potenziale capacità di produrre rifiuti da parte delle differenti attività. Così, le famiglie poco numerose e le attività produttive con minore impatto nella produzione rifiuti verranno a pagare meno, mentre alcune categorie che, in base al decreto, hanno coefficienti molto alti – bar, ristoranti, negozi alimentari e simili – saranno costrette a pagare qualcosa in più. Non è una scelta nostra, ma dello Stato: gli sforzi del Comune per effettuare questa operazione, ampliati dal vantaggio economico ottenuto dall’appalto alla nuova ditta di ritiro rifiuti, andranno purtroppo in buona parte vanificati dalla maggiorazione statale di € 0.30 al metro quadro, tassa che il Governo impone ai cittadini, e che il Comune non incassa. Come se tutto ciò non bastasse, bisogna aggiungere l’assurdo che, tutto l’impegno per effettuare questa operazione avrà valore solo per l’anno corrente, il 2013, poiché nel 2014, con l’introduzione della Service Tax, cambierà nuovamente tutto”.

“Per quanto concerne l’Imu, abbiamo cercato di accogliere le istanze di riduzione per i comodati e i residenti all’estero, riducendo l’aliquota di un punto, da 1.06% a 0.96%; abbiamo agevolato le piccole attività produttive e il piccolo artigianato, passando dallo 0.98% allo 0.96%, ritoccando infine l’aliquota per le categorie produttive di tipo industriale”, aggiunge ancora.

“Sull’Irpef, invece, la necessità di coprire i tagli effettuati del Governo ci ha costretto, come accade altrove, ad aumentare l’addizionale Irpef, ma si è deciso di farlo con maggiore incidenza sui redditi medio-alti, suddividendo l’addizionale a seconda delle fasce di reddito: 0,65 per le fasce più basse (per fascia 0-15 mila euro), 0,70 (fascia 15-55 mila euro); 0,80 (sopra i 55 mila euro)”, conclude l’assessore al Bilancio Cristina Porro.
(C.S.)

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