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Considerazioni minime a margine delle elezioni presidenziali francesi

Savona. L’informazione più interessante, ascoltando gli esperti sui candidati alla poltrona di Presidente, è che molti punti dei programmi degli aspiranti, presumibilmente diversi per orientamento (definizioni sinistra-destra), sono praticamente simili.
Se, infatti, almeno fino alla caduta del muro di Berlino, ci si riconosceva nei valori di una parte politica e, probabilmente, le si rimaneva fedeli per tutta la vita, ora non  é più così.

I voti –e le idee- sono liquidi come le onde del mare che battono un po’ qui e un po’ là sugli scogli.

Si può avere un grande successo elettorale e, poco tempo dopo, complice la globalizzazione, gli anni di crisi economica e le migrazioni di massa, perdere sonoramente perché gli elettori guardano altrove.
Pare, però, che le preferenze francesi siano state orientate abbastanza secondo il titolo di studio.

Chi ha conseguito il diploma delle superiori o laurea aveva un’ottica, chi ha studiato poco si è collocato all’opposto.

Considerando la fascia di popolazione compresa tra i 30 ed i 34 anni (dati 2014), la Francia ha il 44,1% di laureati.

Qui bisogna astenersi dal fare il paragone con l’Italia perché è un po’ come sparare sulla Croce Rossa!

L’Italia, infatti, secondo il rapporto Eurostat del 2015, è all’ultimo posto in Europa per numero di laureati: solo il 23,9% della fascia 30-34 anni, contro il 37,9% della media europea.

Infine, fare previsioni su chi sarà il Presidente francese è quanto mai pericoloso.

Abbiamo capito, ormai, che la palla di vetro dei sondaggisti è assai nebbiosa.

Anche perché, ai ballottaggi, la presunta sinistra vota per la destra e la presunta destra per la sinistra, a seconda dei casi, al solo scopo di far perdere chi, in prima battuta, avrebbe avuto più voti.
In questa confusione estrema, possiamo, però, tirare un sospiro di sollievo.

Abbiamo ancora una ferrea certezza: la televisione rimane il mezzo di comunicazione di massa a cui si rivolge il maggior numero di persone per formarsi le idee.
La rete pare serva solo a fortificare chi le idee ce l’ha già.

Allora, forza, quindici giorni di discussioni e talk prima di scartare la sorpresa: sarà maschio o femmina? Azzurro o rosa?

Renata Rusca Zargar

http://senzafine.zacem-online.org/#home

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