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Conferenza stampa “Adotta una bolla di sapone”. Cascina Macondo partner torinese del Progetto Europeo PAROL, scrittura e arti nelle carceri

Riva Presso Chieri/Torino. Venerdì 25 ottobre 2013
 (alle ore 17.00), presso Cascina Macondo – Borgata Madonna della Rovere, si terrà la conferenza stampa, aperta al pubblico, “Adotta una bolla di sapone” – Progetto Europeo PAROL, scritture e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura.

Quanti desiderano partecipare alla conferenza, possono darne conferma per e-mail: info@cascinamacondo.com

Questa la scaletta della conferenza stampa: ore  17.00: arrivo-registrazione-accoglienza
ore. Ore 17.15:  presentazione del progetto europeo
 ”Parol-Scrittura e arti nelle carceri, oltre i confini, oltre le mura“
. Ore 17.35: presentazione dell’iniziativa “Adotta una bolla di sapone“
. Ore  18.45: relazione sull’esperienza di Cascina Macondo nel carcere di Tilburg (Olanda)
. Ore 18.55: relazione sull’esperienza di Cascina Macondo nel carcere di Dendermonde (Belgio)
. Ore  18.05: domande del pubblico
. Ore  18.15: aperitivo. Ore 18.30 circa: fine.

Ma ecco qui di seguito tutte le notizie riguardanti il progetto al centro della conferenza stampa.

“Non tutti possono essere artisti, 
ma un artista può venire da ogni luogo” (Citazione dal film di Ratatouille)




Il progetto “Parol – Scrittura e Arti nelle Carceri – oltre i confini, oltre le mura”, approvato dalla Commissione Europea il 28 febbraio 2013 con un punteggio di 94/100, rubricato con il numero 536495, è finalmente stato attivato agli inizi del mese di ottobre anche nelle carceri di Torino e Saluzzo. Si tratta di un innovativo progetto di cooperazione internazionale della durata di tre anni che aspira a costruire connessioni creative tra il sistema penitenziario e la società, promuovendo i valori dell’inclusione e della cittadinanza e il reinserimento dei detenuti a livello europeo. Una duplice direzione della responsabilità sociale: dai detenuti alla società, dalla società ai detenuti. 
Sono coinvolti quattordici penitenziari di cinque paesi (Italia, Belgio, Polonia, Grecia, Serbia) con circa duecento detenuti impegnati in percorsi di formazione di alta qualità condotti da artisti, poeti, attori, fotografi, scrittori, con lo scopo di attivare, attraverso la produzione di opere e la frequentazione dei laboratori, un processo di trans-nazionalità e di cittadinanza europea. 
Una molteplicità di interventi e iniziative messe in campo mirano a tessere relazioni, riflessioni, partecipazione, scambi e confronti tra i detenuti, tra gli artisti, tra gli artisti e i detenuti, tra il personale del carcere, le famiglie dei detenuti e quelle delle vittime, le istituzioni cittadine, tra il mondo prigioniero e il mondo libero, per conoscere e far conoscere. 
I laboratori di arti plastiche e visive prevedono la produzione di manufatti che resteranno come testimonianza al detenuto, ma anche al carcere e alla municipalità con l’invito a collocarli permanentemente in un luogo aperto al pubblico. Un manufatto sarà prodotto appositamente per essere inviato, come scambio e dono, a una delle altre prigioni europee che provvederà a collocarlo in uno spazio dedicato. Sono previste mostre nazionali in ognuno dei cinque paesi (Cascina Macondo probabilmente esporrà presso il Circolo dei Lettori e la Bottega degli Antichi Mestieri della Città di Torino). È prevista una grande mostra collettiva in Belgio delle opere più significative. Saranno pubblicati libri e antologie con la traduzione dei testi in diverse lingue. Gli haiku saranno stampati su migliaia di segnalibri, bustine di zucchero e tovagliette di carta che verranno distribuiti nei bar, nelle mense, nei ristoranti, nei teatri, nelle biblioteche e in altri luoghi pubblici. Nelle carceri verranno presentati spettacoli teatrali aperti al pubblico, letture ad alta voce, scambi, momenti di aggregazione e partecipazione anche della disabilità, e molte, molte altre iniziative oltre i confini, oltre le mura. 
La compagnia integrata (disabilità & normalità) di danzateatro “Viaggi Fuori dai Paraggi” di Cascina Macondo, condotta da Nagi Tartamella e Florian Lasne, è coinvolta nel progetto. Presenterà un suo spettacolo nel carcere di Saluzzo e Torino e avrà come spettatori non soltanto il pubblico delle due città, ma soprattutto i detenuti. I detenuti, alla fine del loro percorso di formazione, metteranno in scena uno spettacolo che sarà offerto al pubblico e ai ragazzi disabili che saranno spettatori privilegiati del loro lavoro. Cascina Macondo vuol fare incontrare, attraverso l’arte, due mondi tra loro molto diversi, ritenendo che possano vicendevolmente scambiarsi stimoli importanti e riflessioni profonde. 
“I have a dream” – spiega Pietro Tartamella, direttore artistico di Cascina Macondo, associazione di promozione sociale di Riva Presso Chieri che da vent’anni lavora sul territorio “è la frase con cui viene identificato il discorso tenuto da Martin Luther King il 28 agosto del 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington al termine di una marcia di protesta per i diritti civili. Anche i padri fondatori dell’Unione Europea negli anni dal 1940 in poi ebbero un sogno: Konrad Adenauer, Sir Winston Churchill, Alcide de Gasperi, Jean Monnet, Carlo Sforza, Altiero Spinelli….. L’Europa Unita è dunque una creatura recente, davvero giovane. Lunga è ancora la strada che deve percorrere. L’hanno pensata gli uomini politici, gli intellettuali, gli economisti che avevano un sogno. Il progetto PAROL vuole dare l’opportunità ai detenuti delle carceri di cinque paesi dell’Unione Europea di essere parte attiva di questo sogno. Un’opportunità di sentirsi partecipi e fautori di un’Europa Unita attraverso un progetto che li vede protagonisti. Attraverso la loro arte, la loro formazione, la trans-nazionalità, attraverso la loro parola, attraverso le relazioni che il progetto PAROL vuole tessere, poter sostenere che un popolo prigioniero e sofferente può dare uno stimolo emotivamente forte per continuare ad avere un sogno”.

Cascina Macondo ha già avviato il progetto Parol nel mese di agosto con due laboratori: uno di ceramica condotto da Annamaria Verrastro nel carcere di Tilburg (Olanda) sostenuto entusiasticamente dalla direttrice dott.sa Wendy Mercelis, e l’altro denominato “Good Morning Poesia” condotto da Pietro Tartamella nel carcere di Dendermonde (Belgio) con il supporto costante della dott.sa Annelies Jans, responsabile dei percorsi culturali e artistici, e del direttore Rudy Van de Voorde.  
All’inizio di questo mese di ottobre sono iniziati i laboratori di lettura creativa ad alta voce nel carcere “Rodolfo Morandi” di Saluzzo e nella Casa Circondariale “Lorusso-Cutugno” di Torino. 
I direttori delle rispettive carceri, dott. Giorgio Leggieri e dott. Giuseppe Forte, e i rispettivi responsabili della formazione e dei percorsi culturali Sig. Daniele Tarasconi e Sig. Davide Sannazzaro, hanno accolto l’iniziativa con interesse, ritenendola un’opportunità importante per i detenuti. Un particolare interesse aveva già manifestato il dott. Pietro Buffa quando, all’inizio della stesura del progetto, era direttore del carcere di Torino. 
Tra gli ammiratori del progetto Parol anche il presidente del Consiglio Europeo Herbert Van Rompuy che ritiene importante l’avvicinamento dei detenuti alla poesia haiku. Appassionato scrittore di haiku, già autore della raccolta “Haiku” (edizioni Poezie Centrum – Gent), invitato a un evento promosso a Bruxelles il 19 aprile 2012 da Kojiro Shiojiri, ambasciatore del Giappone presso l’Unione Europea, a cui hanno partecipato Katsuhito Noshi sindaco della città di Matsuyama, Cascina Macondo, il prof. Diederik De Beir ideatore del progetto Parol, Creativity Schrijven l’associazione belga capofila del progetto Parol, e molti altri rappresentati europei della poesia haiku, Herbert Van Rompuy ha avuto modo di esprimere il suo pensiero sulla poetica haiku: “Mi piace la concisione per esprimermi con il minor numero di parole possibile, pur essendo chiaro allo stesso tempo. E’ la tradizione latina nella quale sono cresciuto. E mi piace il paradosso, un approccio sorprendente e apparentemente contraddittorio alle cose. Così, l’haiku fa per me. Altri aspetti dell’haiku mi sono cari: la semplicità certamente, nel nostro sofisticato, cinico mondo, e l’armonia, nel nostro mondo di competizione, rivalità e gelosia. Ho sviluppato questo modo di vivere molto tempo prima di scoprire l’haiku. L’haiku era in qualche modo l’incoronazione di questo comportamento e di questa mentalità. È stata una logica conseguenza. Sono arrivato all’haiku. Non è l’haiku a essere venuto da me”.

Parol vuole portare ai detenuti di Torino e Saluzzo un approfondito percorso sulla poesia Haiku, il Renga, l’Haibun (Pietro Tartamella e Antonella Filippi) e laboratori di scrittura creativa (Tartamella), danza-teatro (Florian Lasne e Nagi Tartamella), manipolazione dell’argilla e ceramica raku (Annamaria Verrastro), e conferenze sulla poetica haiku della prof.sa Fabia Binci di Genova e del prof. Fabrizio Virgili di Roma.

Cascina Macondo ha programmato per sabato 23 e domenica 24 novembre 2013, in collaborazione con L’Università di Torino, una formazione di due giorni aperta ai propri docenti e a tutti coloro che sono interessati alle tematiche del teatro sociale e delle carceri: formatori, educatori, attori, psicologi. Un ricco e stimolante programma: Storia, tecniche, dinamiche, stili e prospettive del Teatro Sociale e di Comunità (Alessandra Rossi Ghiglione, docente di Teatro Sociale e di Comunità presso le università di Torino, Milano, Brescia, ideatrice con Alessandro Pontremoli del “Master di Teatro Sociale” presso l’università di Torino attivo dal 2001) – Esperienze di Teatro Sociale (Vito Minoia, direttore dal 1996 con Emilio Pozzi della rivista europea Catarsi-Teatri delle diversità, docente di teatro di animazione alla facoltà di scienze della formazione “Carlo Bo” di Urbino) – Corpo recluso o corpo errante, seminario teorico pratico sul fare teatro in carcere (con Grazia Isoardi, formatrice, autrice, regista teatrale, fondatrice dell’associazione Voci Erranti che da molti anni lavora nell’ambito del Teatro con i detenuti di Saluzzo. Dirige il Centro di Formazione Teatrale Milanollo di Savigliano). 
Quota di partecipazione al seminario euro 40. Iscrizioni sino a esaurimento posti. Per chi ne fa richiesta attestato di frequenza.

ADOTTA UNA BOLLA DI SAPONE.

I detenuti delle carceri piemontesi coinvolti nel progetto sono soltanto un piccolo gruppo rispetto ai circa duecentocinquantamila detenuti che vivono nelle carceri dei cinque paesi europei promotori di Parol. Una bolla di sapone leggera e invisibile. “Ma il nostro pensiero è comunque rivolto a tutti loro, e alle loro famiglie, e a tutte le vittime e alle famiglie delle vittime – dice Tartamella – Il progetto PAROL vuole essere simbolo e metafora. In Italia sono circa 65.000 i detenuti ospiti delle nostre prigioni sovraffollate. Un soffio costante e invisibile li sospinge continuamente da un carcere all’altro. Le condizioni materiali e psicologiche incerte, gli angusti spazi in cui vivono, i pregiudizi della società civile, non costituiscono certo le condizioni migliori entro cui attivare quella “rieducazione” pur prevista dalle leggi e dalla costituzione”.

Il costo del progetto italiano Parol, della durata di tre anni, ammonta a circa 65.000 euro. La Commissione Europea sostiene il progetto italiano con un contributo di 26.400 euro.  “La cifra rimanente (38.600 euro) dobbiamo trovarla noi in Italia! – conclude Tartamella – I tagli alla cultura, da noi, sono davvero demoralizzanti. E allora: 65.000 euro : 65.000 detenuti = 1 euro. ADOTTA UNA BOLLA DI SAPONE. Una bolla di sapone = 1 euro. Puoi contribuire adottando un grappolo di bolle di sapone. Molti sono gli amici di Cascina Macondo e i cittadini sensibili e lungimiranti. Tutti insieme forse riusciremo a coprire un cielo di 65.000 bolle di sapone!  ADOTTA UN GRAPPOLO DI BOLLE DI SAPONE. Ventiseimilaquattrocento bolle di sapone sono già state adottate dalla Commissione Europea! Sarebbe un peccato perderle. Molti liberi cittadini hanno già adottato 3.686 bolle di sapone. Ne mancano ancora 34.914!”. 
Pietro Tartamella lancia così il suo appassionato appello.

IL PROGETTO

“Parol” è un progetto di cooperazione culturale presentato all’Unione Europea nell’ambito del Programma Cultura (2007-2013). Il paese proponente e coordinatore è il Belgio. I paesi partner del progetto sono: Italia (Cascina Macondo), Polonia (Fundacja Slawek), Romania (Teatrul Regina Maria), Grecia (Amaka), Serbia (ApsArt).

MISSION E VALORI AL CENTRO DEL PROGETTO

“Parol” mira a costruire connessioni creative tra le arti e la cultura, e tra il sistema penitenziario e la società, promuovendo i valori della consapevolezza interculturale, dell’inclusione e della cittadinanza (diritti fondamentali europei), oltre al reinserimento dei detenuti a livello europeo. La duplice direzione della responsabilità sociale, ossia dai detenuti alla società e dalla società ai detenuti, è il tema al centro del progetto.

OBIETTIVI

Attraverso il progetto si intendono realizzare i tre obiettivi principali del Programma Cultura: a) promozione della mobilità degli artisti e delle persone che lavorano nel settore della cultura (visite dei conduttori dei laboratori ai paesi partner per tenere a loro volta laboratori e organizzare attività – formazione dei conduttori e incontri di valutazione sull’andamento di “Parol”;  b) promozione dello scambio di collezioni d’arte e prodotti artistici (scambio di Art Box tra le carceri, traduzione di quanto prodotto durante i laboratori di scrittura creativa e forme correlate, installazione negli istituti di pena dei paesi partecipanti e nei luoghi pubblici della città, delle opere e delle produzioni artistiche, perché diventino patrimonio culturale);  c) promozione del dialogo interculturale realizzata attraverso la creazione di un forum europeo promosso da “Parol” che comprenda lo scambio tra detenuti, artisti, poeti, scrittori, traduttori, personale e direzione dei penitenziari, in uno spirito di dialogo interculturale e nel rispetto reciproco delle diversità.

ATTIVITÀ

L’attività principale del progetto “Parol” è quella di riunire i detenuti dei 5 paesi partecipanti in un lavoro e in un’azione comune. Si intende lavorare sul tema dell’arte perché l’arte è una sfera nel cui ambito i “moralmente/fisicamente esclusi dalla società” (in via momentanea) non sono tenuti ad avere lo stesso ruolo degli artisti per essere accettati e come tali essi sono liberi da giudizi parziali. “Parol” è un passo della società, dei cittadini (artisti, poeti, scrittori, attori) verso i detenuti e del carcere verso le persone e la società. La convinzione è che “Parol” possa rafforzare l’autostima, inserirsi nell’ambito dell’apprendimento permanente e affinare il senso di responsabilità nel cammino dei detenuti verso la cittadinanza e il reinserimento. In questo senso “Parol” è legato al 2013, anno europeo della Cittadinanza. Nelle carceri europee saranno organizzati laboratori di scrittura creativa (poesie brevi (haiku e forme connesse) e racconti brevi (Haibun, Renga, narrazioni). La “parola” verrà poi convertita in “immagine” (e se possibile anche in musica/voce) attraverso laboratori artistici (fotografia, film, mailart, ceramica, poesia grafica, poesia slam, sound design, disegno e pittura, lavori con la cera, tecnica mista) tenuti da artisti professionisti. A questo scopo i “pacchetti creativi” (Art Box) saranno scambiati tra le carceri partecipanti come stimoli per la scrittura e il lavoro creativo (arti tattili e visive). Inoltre le famiglie, e persino le vittime dei reati – con un focus sul ripristino della giustizia – potranno essere coinvolte. In Belgio parteciperanno al progetto quattro carceri delle città di Dendermonde, Oudenaarde, Hoogstraten e Tilburg (divisione della Wortel) nei Paesi Bassi. Quattro carceri in Polonia: Areszt Sledczy Warszawa Bialoleka Prison,  Areszt Sledczy Warszawa Mokotów Prison, Areszt Sledczy Warszawa Grochów Prison, Areszt Sledczy Warszawa Shuzewiec Prison, Zaklad Karny w Siedlcach Prison. Tre carceri in Serbia: Kazneno popravni zavod Sremska Mitrovica, Kazneno popravni zavod za Maloletnike Valjevo, Kazneno popravni zavod za zene Pozarevac. Un carcere in Grecia: Thiva Public Prison for Women.

PATRIMONIO CULTURALE

L’impegno per la produzione di un patrimonio culturale materiale è una priorità per “Parol”. Le opere d’arte (ceramica, calligrafia, intaglio, mosaico…) saranno collocate stabilmente nelle carceri, in luoghi come le biblioteche, i cortili o i parlatori. In questo modo negli istituti verranno realizzate opere d’arte in cui “parola” e “immagine” (e suono) sono integrati visivamente. L’obiettivo finale è quello di creare un patrimonio culturale materiale che nasca da una collaborazione tra i detenuti e i poeti-scrittori-artisti. I lavori saranno di livello altamente professionale a dimostrazione della capacità dei detenuti di raggiungere una buona qualità artistica. Per costruire un ponte tra il carcere e la società, una o più opere d’arte potranno essere donate alla comunità locale, al paese o alla città in cui si trova l’istituto di pena. Le opere d’arte troveranno anche una destinazione nello spazio pubblico: municipi, tribunali, centri culturali, musei, scuole, università. In questo modo potranno nascere una serie di gemellaggi tra “Parol” e città europee in cui le opere d’arte potranno essere collocate in spazi pubblici al di fuori delle carceri. VISIBILITÀ

Le opere realizzate saranno esposte in ogni paese partner. In Belgio sarà allestita una mostra che presenterà l’intero progetto e includerà i lavori di tutti i paesi partecipanti. Verranno mostrate fotografie, testi, manufatti, film o video sia sotto forma di documentario che di narrazione. Attraverso Internet, potranno essere mostrate le immagini delle opere d’arte collocate nelle città dei paesi partecipanti a “Parol”.

SOSTENIBILITÀ

La sostenibilità di “Parol” sarà concepita a livello transfrontaliero europeo. La priorità del progetto sarà anche la sostenibilità delle attività. Ci sarà spazio per uno spettacolo teatrale o un momento di lettura delle poesie o dei racconti brevi per dare forma al carattere di festa del progetto. Una volta terminate le attività non si tratterà più della sostenibilità e dunque sarà necessario produrre CD o video che assolvano la funzione di patrimonio culturale permanente e completino le produzioni artistiche che sono state realizzate.

BONIFICO BANCARIO A SOSTEGNO DEL PROGETTO PAROL ITALIANO

Ecco i dati di Cascina Macondo per chi volesse adottare un grappolo di bolle di sapone e sostenere il progetto “Parol – scrittura e arti nelle carceri – oltre i confini, oltre le mura”.
Conto Corrente N° 1000 / 13268 – IBAN:  IT13C0335901600100000013268 (per versamenti italiani) – BIC:  BCITITMX    (per versamenti internazionali). 
Ai sensi della legge 266/91 le donazioni effettuate nei confronti delle APS (Associazioni di Promozione Sociale) possono essere detraibili/deducibili dalla dichiarazione dei redditi al pari delle donazioni elargite ad organismi di volontariato (art. 15, comma 1, lett. i-quater, D.P.R. 917/86). Scrivere, come causale del versamento: adotta una bolla di sapone.

Per informazioni: e-mail: info@cascinamacondo.com

Nella foto il logo di “Adotta una bolla di sapone”.
(N.B.)

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