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Confartigianato Liguria: in Liguria 84 giorni di attesa per i pagamenti della Pa

Genova. Anche in Liguria i tempi di pagamento della pubblica amministrazione sforano ampiamente i limiti previsti dalla legge: secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio congiunturale sull’Artigianato e la Piccola impresa, l’attesa media sfiora gli 84 giorni, contro i 59,5 giorni necessari ai clienti privati per saldare le proprie fatture. Ma la media nazionale raggiunge addirittura i 165 giorni: la pubblica amministrazione è ancora troppo lenta nel saldare le imprese fornitrici di beni o servizi, e l’Italia, maglia nera in Europa, si ritrova sempre più nel mirino della Commissione europea. Il 18 giugno Bruxelles ha ufficialmente aperto la procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese per non aver rispettato la legge in vigore da gennaio 2013 che, recependo la direttiva europea del 2011, obbliga gli enti pubblici a saldare i fornitori in 30 o al massimo 60 giorni.

In Liguria è l’edilizia a soffrire maggiormente i pesanti ritardi nei

pagamenti: gli enti pubblici impiegano in media 145 giorni per saldare le imprese di costruzioni. L’attesa nel settore dei servizi alle imprese è di

78,8 giorni, mentre le realtà imprenditoriali che si occupano di servizi alla persona devono aspettare quasi 43 giorni per vedere pagate le proprie fatture dalla pubblica amministrazione. Ben 70 i giorni di attesa per il settore manifatturiero ligure.

Sono passati sei mesi dalle prime “minacce” nei confronti dell’Italia, ma dal 31 gennaio 2014 nulla è cambiato: la Commissione europea ha quindi aperto la procedura di infrazione per violazione degli obblighi imposti dalla normativa. «Una decisione  che non arriva di certo all’improvviso – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – Il ritardo nei pagamenti della pubblica amministrazione italiana è un malcostume duro a morire e più volte denunciato dalla nostra associazione.

La violazione della legge sta provocando enormi danni agli artigiani e alle micro e piccole realtà imprenditoriali, che, già pesantemente colpite dalle gravi difficoltà economiche, sono costrette in molti casi a compensare i ritardi negli incassi dei pagamenti con tagli all’occupazione. Parliamo di oltre cinque mesi di attesa media in Italia e di quasi tre mesi in Liguria: numeri ancora troppo distanti dai limiti imposti dalla legge».

Si tratta di ben 96 giorni in più rispetto ai 69 giorni della media

europea: al secondo posto c’è la Grecia, dove il pagamento dei fornitori avviene in 155 giorni, mentre la Spagna è terza con 154 giorni di attesa.

I più virtuosi sono i Paesi del Nord Europa: Finlandia (24 giorni), Estonia (25), Svezia e Germania (35 giorni).

Considerando gli acquisti della Pa, che nel 2013 ammontano a oltre 157 miliardi di euro, e il tasso di interesse alle imprese di marzo 2014 (3,45%), il ritardo che deriva rispetto ai 30 giorni previsti dalla direttiva Ue determina un extracosto per maggiori oneri finanziari per le imprese fornitrici di oltre 2 miliardi.

Ora l’Italia ha ancora poco più di un mese di tempo per rispondere alle contestazioni della Commissione europea: se queste non dovessero risultare abbastanza convincenti, potrebbero scattare pesanti sanzioni.
(C.S.)

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