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Con le sue opere denuncia i mali che affliggono la nostra società. E’ l’artista siciliano Giuseppe Messina

Barcellona Pozzo di Gotto. E’ sempre un piacere incontrarsi con Giuseppe  Messina, apprezzato e valido artista di cui spesso ne parlano stampa italiana e straniera, radio e tv.

Da tanti anni con le sue opere (sia come pittore, scultore, scrittore, poeta, musicista, produttore e regista)  denuncia i mali che affliggono la nostra società.

Proprio ultimamente ha realizzato delle opere pittoriche che fanno sempre parte di questo suo lungo filone con cui denuncia il grave abbandono dell’arte e della cultura, in particolare quella classica.

Non sa certo, quanto ciò possa servire in questo periodo di profonda crisi d’identità oltre che economica, ma continua la sua opera, come ci ha detto lo stesso artista, a costo di dover parlare al vento nel deserto, nella speranza che almeno qualcuno ne afferri il messaggio.

E prosegue dicendo che, anche se a nessuno potrà interessare questo suo discorso, “… io continuo per la mia strada, poiché, se non altro, tale impegno mi serve quale valvola di scarico per farmi sentire vivo e utile a me stesso”.

E. come si può constatare ammirando le sue ultime opere (tecnica mista, olio su tela nei formati  cm 30 x 40, cm 40 x 50; cm 60 x 80 e cm 70 x 80) sono ossessivamente presenti le classiche colonne, spesso spezzate, abbandonate in pantani e acquitrini come se non fossero la rappresentazione della nostra classicità, delle nostre radici.

Tra l’altro, escludendo l’acqua, elemento vitale, e le piante, segno di vita, quasi tutto è pietrificato, compresa la presenza umana, come statue scolpite prive di vita propria, che sta a rappresentare l’indifferenza per quanto di terribile accade su questo meraviglioso pianeta azzurro di cui la cattiveria e l’ingordigia dell’uomo ne sta facendo orribile scempio.

Indicativa è anche la presenza di libri sparsi, abbandonati tra cespugli e pantani, così come le colonne; libri a cui non è dato alcun valore, come privi di qualsiasi contenuto culturale.

Alcuni di questi volumi sono trafitti da frecce come fossero bestie feroci, pericolosi per gli esseri umani, ma c’è anche un dipinto che rappresenta un libro aperto sopra un tronco d’albero reciso, secco; il libro ha le pagine centrali sproporzionatamente slanciate verso il cielo come fossero braccia in cerca di aiuto. Tutto il libro, inchiodato su un tronco sanguinante, può essere paragonato ad una bocca aperta in un assordante urlo: è l’urlo disperato della cultura sofferente, assassinata.

Ciò non può che indicare la barbarie del consumismo e dell’indifferenza che, ormai, indubbiamente, hanno sopraffatto il mondo civile.

Tutto è nelle mani delle giovani generazioni (ci ha proprio detto). Tocca a loro recuperare il bello, il buono che c’è in questo mondo correggendo gli errori delle generazioni passate che hanno preteso tutto e subito, tralasciando la meditazione che può portare a soluzioni vitali”.

L’illustre poeta e storico barcellonese Nello Cassata parlando di lui, anni fa, ebbe fra l’altro a dire che “rappresenta il tipico esempio di chi scarsamente dotato di beni materiali riesce tuttavia a forza di volontà a nutrire lo spirito dell’ansia del conoscere”.

Il professore Alessandro Manganaro, in uno dei suoi ultimi scritti,  fece invece osservare che “fra gli artisti che svolgono prestigiosamente la loro attività in Barcellona Pozzo di Gotto, occupa un posto non trascurabile Giuseppe Messina che ha saputo realizzare interessanti opere di pittura e scultura, ottenendo, in varie mostre, notevoli consensi… molte sono le opere apprezzabili dell’artista, sovente esse contengono. e ciò è molto importante, una riflessione ed un insegnamento”.

Come scultore Giuseppe Messina ha realizzato diverse opere in legno, in pietra arenaria (tra cui “Ciclope al vento”), in granito, in ossidiana e in bronzo (tra cui dieci sculture realizzate per illustrare il suo primo poema, i monumenti dedicati allo storico della città di Barcellona Pozzo di Gotto, Nello Cassata, e quello in onore dell’eroe della Prima guerra mondiale, Luigi Rizzo, posto sul porto di Milazzo). L’artista è anche l’ideatore del “Premio Città di Barcellona Pozzo di Gotto” per il quale ha creato il Trofeo bronzeo “Longano”, (simbolo della città) con il quale sono stati insigniti: lo storico Santi correnti, lo scienziato Antonino Zichichi, Donatella Bianchi, conduttrice del programma di Raiuno “Linea Blu”, l’attrice Francesca Chillemi, “Miss Italia” 2003 ed altri importanti personaggi. 
Sue pregevoli opere pittoriche si possono ammirare in esposizioni pubbliche e private in Italia (ha esposto anche assieme ad artisti come S. Fiume, E. Calabria, R. Guttuso, R. Brindisi ed altri grandi) e all’estero (Russia, Argentina, Sud Africa, Australia, Canadà, U. S. A., Inghilterra, Malta, e in diverse città europee).
Giuseppe Messina è stato anche il fondatore (nel 1981) del “Movimento per la Divulgazione Culturale” di Barcellona Pozzo di Gotto e del suo organo di stampa, il mensile “La Molla”. Ed inoltre E stato anche co-fondatore (nel 2009) del gruppo artistico culturale “FilicusArte” della Parrocchia del “Sacro Cuore” di Milazzo.

Nel 2006, in occasione del quarantesimo anniversario della sua attività artistica, il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano gli ha conferito la targa d’argento, mentre nel 2011, in occasione dei sui 45 anni di attività artistica, nell’ambito della manifestazione dedicata alla “Settimana della cultura”, su iniziativa dell’Accademia “Amici della Sapienza” di Messina, gli è stato conferito il “Premio alla carriera” (Trofeo dell’Assemblea Regionale Siciliana). Ha tenuto seminari e conferenze, corsi di Pittura e Scultura, ha svolto anche attività teatrale con alunni di diverse scuole superiori e messo in scena alcune sue opere teatrali, come “Nel mitico regno di Eolo”, “Lamento per Placido Mandanici”, “5 gennaio 1984 – Testamento teatrale”, “Non sono
Cyrano di Bergerac”, “Pagine superstiti e drammi di casta” (dal quale è stato tratto e realizzato il film con la sua regia “Socrate non può morire”.

Da non dimenticare infine importanti opere scritte in precedenza, come la trilogia (tre poemi in versi endecasillabi che ha dedicato a Omero): “Odissea ultimo atto” (pubblicato a cura del Movimento per la Divulgazione Culturale) che continua l’Odissea omerica; “La leggenda di Omero” (Ediz. Bastogi) con cui re-inventa e rende reale il più classico dei poeti e “Stirpi di Atlantide” in cui narra le ultime ore del mitico continente, prima di inabissarsi, e la fuga verso altre terre di una parte di quel popolo.

La speranza dell’artista. che ha anche condotto un progetto sulla legalità anche nelle scuole?,

E quella che almeno le nuove generazioni (…i ragazzi non sono tutti cialtroni come spesso si vuole far credere) comprendano quanto pericolosi siano i nembi nel cielo del futuro.

Per contatti con l’artista:  messina.giusep@tiscali.it

Nelle foto: l’artista Giuseppe Messina mentre scolpisce una sua opera; il dipinto “La via dell’alloro è dura”; il dipinto “Acqua, aria, terra, fuoco: Vita”.
(Nino Bellinvia)

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