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Con la calata dei magi, si è chiuso il Presepe Vivente nelle grotte della Madonna delle sette lampade

Mottola. Suggestivo come la splendida cornice che lo ospita, ricavata nelle grotte della Madonna delle Sette Lampade, si è chiuso, lunedì sera, il Presepe Vivente. Un evento religioso e culturale, organizzato dal gruppo folk Motl la Fnodd, con il contributo dell’Amministrazione Comunale – Assessorato alla Cultura e del Gal “Luoghi del Mito”.

‹‹Sicuramente, anche questa volta – ha detto soddisfatto Pietro Palagiano, direttore artistico dell’iniziativa – il Presepe Vivente è stato, per Mottola, motivo di attrazione di molte migliaia di forestieri, tra la prima serata, quella del 21 dicembre e quella conclusiva››.

Ha, così, ringraziato tutti i figuranti, i volontari, i bambini e le maestre della scuola dell’Infanzia “Dante Alighieri”, che, con canti, hanno animato la prima serata, oltre, ovviamente, al dirigente scolastico Nicola Latorrata. ‹‹Ma, il ringraziamento più grande – ha detto Palagiano – lo rivolgiamo ai visitatori, giunti da ogni parte della Puglia e della Basilicata, che hanno decretato anche il successo di questa 15^ edizione››.

Numerosi, nonostante il freddo, i visitatori si sono ritrovati calati direttamente nello scenario: hanno, così, seguito un percorso, che li ha portati a rivivere i momenti più salienti della nascita di Gesù, resi ancora più reali e, al tempo stesso, più emozionanti, dalla regia, dalle luci e dai suoni, magistralmente curati dagli organizzatori ed anche da qualche sporadico ed inatteso fiocco di neve.

Un centinaio i figuranti coinvolti, quasi tutti componenti del gruppo folk, impegnati a ricreare, nell’habitat rupestre, scorci di vita quotidiana ed i mestieri di un tempo. Le brave massaie erano impegnate a preparare pasta fresca e a foggiare le buone mozzarelle nostrane dal latte appena munto, a stirare con il vecchio ferro a carbone, a cucire e ricamare.

Gli uomini hanno, invece, trovato, occupazione nel sorvegliare le greggi, nell’infornare il pane, nel lavorare il legno, la terracotta, il ferro o i cestini in vimini, utilizzando gli attrezzi di una volta. Tra gli altri figuranti, anche il vasaio, il vignaiolo, l’arrotino, il pastore, il pescatore, il falegname, la brava massaia, u’vuccire, u’cavadenti, u’ spurtere, u’ conzagraste ed il calzolaio ovvero Tommaso Lamanna, 85enne, alle prese con quello che è sempre stato il suo mestiere.

Nella grotta della Natività, Donato Carucci nei panni di San Giuseppe e Michela Leuzzi, in quelli della Madonna. Due i Bambinelli, che si sono alternati nelle due serate: i piccoli Salvatore Taormina e Vittoria De Vincenzo. Non è, poi, mancato l’intrattenimento musicale con Angelo Notaristefano alla chitarra, Angelo Mirizzi alla fisarmonica e Mimmo Pelillo all’armonica. Voce di Francesca e Giovanbattista Mirizzi.

A tutti i visitatori, che si sono avventurati tra i percorsi naturali delle grotte, è stata anche garantita la degustazione di bruschette con olio o ricotta piccante, pettole, latticini, vino nostrano o vin brulè.

Nelle foto, alcuni angoli del presepe
(Maria Florenzio)

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