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Comune di Massafra. Nella seduta monotematica del 2 settembre approvata realizzazione impianto di essiccamento e recupero energetico dei fanghi

Massafra. Con 17 voti favorevoli e 1 astenuto (il sindaco per non condizionare il consiglio), la massima assise cittadina, riunita in seduta monotematica, ha approvato un forte documento con il quale esprime: la propria contrarietà alla realizzazione dell’impianto di “essiccamento e recupero energetico dei fanghi” proposto dalla Società STF all’interno dell’area PIP del Comune di Massafra e di qualsiasi altro impianto che produca emissioni insalubri; la contrarietà alla realizzazione, nel territorio dichiarato ad alto rischio ambientale, di alcun nuovo impianto che possa aumentare elementi inquinanti, ivi compreso il termovalorizzatore dell’Amiu di Taranto.

Il Consiglio ha dato mandato al presidente Pilolli di trasmettere urgentemente alla Provincia di Taranto tale atto di indirizzo, ai fini della procedura di VIA-AIA in corso per la realizzazione del suddetto impianto.

Zanframundo, in un articolato e certosino intervento, ha evidenziato un problema di comunicazione che ha portato ad apprendere la notizia dell’intenzione della realizzazione dell’impianto con notevole ritardo senza poter consentire un dibattito. Sempre Zanframundo ha sottolineato che il problema risiede nella localizzazione dell’impianto in una area già “compromessa” dal punto di vista ambientale, evidenziando dubbi anche in fase procedurale di difficile superamento, che generano un parere contrario alla realizzazione dell’impianto. Il sindaco Tamburrano, ricordando il suo insediamento come presidente presso la Provincia di Taranto, avvenuto il 29 settembre 2014, ha tracciato la cronologia della vicenda partendo dal 12 marzo 2012, passando per il 27 novembre 2014, giorno in cui si concludeva la procedura con un diniego all’autorizzazione da parte della Provincia, giungendo al luglio 2015 quando il TAR accoglieva l’istanza della società richiedente finalizzata ad opporsi al citato diniego ed ha riaperto la procedura. Tamburrano è ritornato sulla polemica dello “stoccaggio dei rifiuti radioattivi”, smentendo nuovamente allarmismi e condannando degenerazioni interpretative. Il sindaco, che ha parlato anche in qualità di presidente della Provincia, ha ripercorso le varie fasi dello “stoccaggio rifiuti”, sottolineando come sia stata modificata la verità sull’argomento. Tamburrano ha sostenuto che la sua posizione è volta a prendere atto di quanto deciderà il Consiglio e valuterà di conseguenza, rispettando la volontà dei consiglieri. Il consigliere Miccolis ha affermato che il territorio e l’ambiente si difendono sempre, non solo a Massafra. A tal proposito ha ricordato di impianti come il “termodistruttore” dell’AMIU. Miccolis ha chiesto un atto amministrativo che neghi l’insediamento in tutto il territorio, di altri impianti inquinanti. Pelillo ha ribadito la necessità di una legge che impedisca l’insediamento di impianti inquinanti in aree ad elevato rischio di crisi ambientale. Sino a quando non ci saranno leggi chiare – ha continuato Pelillo – andremo a cozzare contro un muro, come ad esempio quei pareri “obbligatori ma non vincolanti”. Baccaro ha invitato l’On. Duranti e il consigliere regionale 5 stelle, Galante, presenti nel settore riservato al pubblico, a farsi portavoce, ognuno nelle proprie sedi, affinché si crei una normativa che impedisca l’insediamento di nuovi impianti nelle aree già compromesse dal punto di vista ambientale. Baccaro ha sollecitato un ordine del giorno, oltre al documento presentato, con il quale si invita la Provincia ad impedire altre autorizzazioni di impianti inquinanti nel territorio provinciale. Cofano ha lamentato, in base all’esperienza pregressa, che i documenti, anche se votati all’unanimità, sono carta “straccia”, ma occorre dar seguito a quanto determinato. Prima che l’ente comunale si esprima in sede di conferenza di servizi – ha continuato Cofano – su argomenti che riguardano il futuro della città, il Consiglio deve dare il proprio parere. Putignano ha sottolineato che non si può puntare l’indice dell’inquinamento ambientale solo su di un imprenditore, senza considerare tutto il contesto, ma dobbiamo impegnarci a vigilare seriamente sui “controlli”. Ludovico, dopo aver curato l’introduzione dell’argomento in discussione, nel ribadire la bontà del documento, ha affermato che nello stesso si esprime un “parere” ed ha chiesto che rimanga fermo quanto detto dall’ARPA, invitando il sindaco, nelle vesti di presidente, ad essere garanzia per la città. Laghezza ha spiegato che con il documento si intende far valere la forza consiliare in conferenza di servizi, a salvaguardia del territorio, e che gli incentivi da ricercare devono essere volti alla “bonifica” dell’area e non “aggiungere inquinanti”.

Pilolli, a nome di FdI, ha affermato il “no” incondizionato a qualsiasi insediamento che produca nuove emissioni inquinanti. A favore del documento si è espresso anche il consigliere Maraglino. De Giorgio ha sostenuto che in questo momento storico deve prevalere il diritto alla salute a discapito di quello alla libera attività economica. L’assessore Gentile, a nome dei componenti la Giunta comunale, ha accolto intenti e  principio di “precauzione”, condividendo il documento presentato.

In apertura di seduta il consigliere Fernando Pelillo ha rassegnato le dimissioni da capogruppo della “Puglia prima di Tutto”, non riscontrando più condizioni di “partito” a livello centrale.

Nella foto di Luigi Serio panoramica della seduta comunale.
(N.B.)



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