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Coldiretti Taranto per le prossime Politiche presenta 5 proposte a costo 0 per i primi 100 giorni di governo. Firmano Chiarelli, Tieso, Cascarano e Pentassuglia

Mottola. Coldiretti Taranto, venerdì sera, a Mottola, nella sala convegni, ha presentato il proprio manifesto politico, da sottoporre a tutti i candidati ionici alle Politiche del 4 marzo. Hanno firmato: Gianfranco Chiarelli, candidato centrodestra alla Camera nell’uninominale 11; Andrea Tieso, candidato di 10VolteMeglio alla Camera nell’uninominale 11; Maria Grazia Cascarano, candidata del Pd al Senato nel plurinominale 7 e Donato Pentassuglia, candidato Pd alla Camera, nell’uninominale 11.

Cinque questioni, con altrettante proposte risolutive, quelle presentate da Coldiretti, a costo zero da realizzare nei primi cento giorni di Governo: etichettatura obbligatoria, istituzione di un Ministero ad hoc per il cibo, semplificazione delle pratiche in agricoltura, trasparenza sulle importazioni e norme rigorose contro i reati agroalimentari. Ad illustrarle il presidente di Coldiretti Taranto Alfonso Cavallo, affiancato dal direttore Coldiretti Taranto Aldo Raffaele De Sario e dal presidente Coldiretti Puglia Gianni Cantele.

L’etichettatura obbligatoria è la madre di tutte le battaglie di Coldiretti. Attraverso di essa, l’Italia ha dato garanzie di sviluppo ai produttori agricoli e di sicurezza ai consumatori. Tuttavia, il regolamento relativo all’indicazione di origine dell’ingrediente, cui sta lavorando la Commissione europea, tende a sovvertire gli orientamenti e i decreti approvati dal nostro Paese.

Ministero del cibo: è necessaria la creazione di un solo Ministero (come in Francia) che sovraintenda alle politiche del cibo in Italia, a partire dai produttori agricoli per arrivare ai trasformatori, ai distributori e ai consumatori.

Processi di semplificazione: il carico per le imprese agricole derivante da processi burocratici distorti costituisce uno dei principali elementi di malessere. Per gli iter amministrativi e i processi di autorizzazione è necessario che lo Stato si concentri prioritariamente sulle attività di controllo. Per velocizzare, poi, i processi di erogazione vanno aumentate le performance di Stato, Regioni e organismi pagatori, facendo leva sul ruolo dei centri di assistenza agricola.

Via il segreto sulle importazioni: la produzione di cibo in Italia e il significativo surplus commerciale legato all’export, in alcune filiere, comportano l’esigenza di importare materia prima. Ciò finisce col creare fenomeni speculativi, che si riflettono pesantemente sul prezzo pagato ai nostri produttori. Di fronte ai crescenti casi di allarmismi e scandali alimentari è necessario de-secretare le destinazioni dei flussi di importazione, per verificare gli arrivi di prodotti da paesi che non rispettano norme analoghe a quelle italiane, in termini di uso dei prodotti chimici e tutela dei lavoratori.

Legge sui reati agroalimentari: l’attuale normativa che sanziona chi a vario livello commette frodi, reati, adulterazioni nel settore agroalimentare, appare del tutto inadeguata. E’ necessario intervenire per frenare l’estendersi di aspetti malavitosi (di matrice nazionale e internazionale) in uno dei settori produttivi chiave del paese.

Nella foto, Cavallo, De Sario e Cantele
(Maria Florenzio)

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