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Cittadinanza onoraria di Martina Franca al prof. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei. Il conferimento il 26 gennaio

Massafra. Sabato 26 gennaio (ore 10.00) nella Sala Consiliare di Palazzo Ducale di Martina Franca si terrà la cerimonia ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria al prof. mons. Cosimo Damiano Fonseca, Accademico dei Lincei. A leggere la motivazione ufficiale del conferimento sarà il sindaco Francesco Ancona. Per l’occasione le autorità varie e i cittadini presenti avranno il piacere di poter ascoltare il prof. Fonseca, ambasciatore illustre della cultura meridionale in una lectio magistralis sul tema “Da Martina Franca all’Europa: tre testimoni del secolo breve”.

Per tale occasione è convocato il Consiglio Comunale aperto. Consiglio Comunale che il 28 dicembre 2012 aveva deliberato all’unanimità il conferimento della cittadinanza onoraria di Martina Franca al prof. Cosimo Damiano Fonseca.

Da ricordare che per la sua assidua ed instancabile opera, svolta  per oltre quarant’anni, sempre rivolta alla cultura, alla storia, allo sviluppo, all’attività accademica, al prof. Fonseca è stata conferita la cittadinanza onoraria di varie altre città (anche straniere), tra cui quella di Potenza, Taranto, Cosenza, Tursi, Fasano, Ginosa, Palagianello,…

Ricordiamo anche che al prof. Fonseca, illustre studioso membro di numerosi organismi scientifici nazionali e internazionali, alcuni anni fa è stata anche conferita (dall’Università della Calabria) la Laurea ad honorem in Storia e Conservazione dei Beni Artistici ed Archeologici.

Riportiamo qui di seguito una condensata sua breve biografia che abbiamo già pubblicato in altre occasioni, ma che è sempre un piacere leggere.

Nato nel 1932 a Massafra, compiuti gli studi teologici a Napoli, Cosimo Damiano Fonseca veniva ordinato sacerdote nel 1954, a soli 22 anni, con dispensa papale, poiché secondo il Diritto Canonico l’età minima è 24 anni.
Laureato in Teologia ed in Filosofia, con specializzazioni in Storia e Civiltà del Cristianesimo ed in Paleografia, Diplomatica e Dottrina Archivistica, ha insegnato nell’Università Cattolica di Milano (Storia medievale, sia nella sede di Milano che in quella di Brescia), a Bari (Storia medievale e Storia del Cristianesimo), a Lecce (Storia medievale) e nell’Università della Basilicata (Storia medievale, Paleografia latina e Diplomatica).
A Lecce è stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia per nove anni, Direttore prima dell’Istituto di Storia medievale e moderna, poi del Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali.
Ha istituito e diretto dal 1979 al 1983 la Scuola di Specializzazione in Archeologia classica e medievale (la prima scuola istituita nel Mezzogiorno), organizzando e dirigendo anche la Fototeca della Civiltà Rupestre.

Nominato nel 1981 dal Ministro della Pubblica Istruzione membro del Comitato Ordinatore della Facoltà di Lettere e Filosofia della nuova Università della Basificata, ne diveniva – creandola dal nulla – primo Rettore per il triennio 1981/84, rieletto per i tre trienni successivi.
Nel 1991 ha istituito, dirigendola per molti anni, anche la Scuola di Specializzazione in Archeologia classica e medievale con sede a Matera.
Ideatore e condirettore dell’Enciclopedia Fridericiana della Treccani, collabora al Dictionnaire d’Histoire et de Géographie ecclésiastique ed al Dizionario Biografico degli Italiani (Fondazione Treccani).

E’ membro di numerose Accademie ed Istituti scientifici, tra cui l’Accademia Nazionale dei Lincei, l’Istituto Lombardo – Accademia di Scienze e Lettere, l’Accademia Pontaniana di Napoli, l’Accademia di Scienze, Lettere e Arti di Palermo.
Componente di numerose Commissioni dei Ministeri della Pubblica Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica, degli Affari Esteri e per i Beni Culturali e Ambientali, è stato, e per alcune lo è ancora, Presidente di diverse istituzioni.
Tanti i premi ricevuti, fra i quali: Diploma di prima classe con medaglia d’oro di benemerito della Scuola, della Cultura e dell’Arte, conferito dal Presidente della Repubblica (1981); Premio Presidente della Repubblica per la Classe di Scienze morali, storiche e filologiche dell’Accademia Nazionale dei Lincei ( 1988); Diploma di benemerenza con medaglia d’oro della Società Dante Alighieri (1991); Sigillo d’oro delle Università di Lecce e di Foggia; Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica; Premio scientifico della Fondazione Stauferstifftung Göpingen (2006), attribuito per la prima volta ad un italiano, per i suoi meriti relativi alla ricerca sulla vita e sull’opera di Federico II, avviati nei primi anni ’70 e confluiti, nel 1985, in uno dei suoi fiori all’occhiello, l’Istituto Internazionale di Studi Federiciani del CNR.

Tanti gli studi in suo onore – scritti da amici, colleghi, allievi diretti o indiretti – fra i quali, solo per citarne alcuni : “Caro collega… “, omaggio di Mario Congedo (1983); “Istituzioni e Civiltà del Medioevo. La Storiografia di Cosimo Damiano Fonseca”, a cura di Hubert Houben e Benedetto Vetere (2003); “Mediterraneo, Mezzogiorno, Europa”, a cura di Giancarlo Andenna e Hubert Houben (2004), due volumi di 1182 pagine complessive; “Omnia religione moventur”, a cura di Pierantonio Piatti e Raffaella Tortorelli (2006).
Componente del Comitato tecnico – scientifico per gli Archivi del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici, il prof. Fonseca contribuisce da lungo tempo sia alla valorizzazione di quelli che definisce “memoria dello Stato e autocoscienza della società civile”, sia alla tesaurizzazione di un patrimonio immenso, ancora nascosto negli archivi diocesani e conventuali, compresi quelli della sua terra. E’, infatti, Direttore dell’Archivio della Diocesi di Castellaneta, nonché Presidente della Commissione Diocesana per l’Arte Sacra ed i Beni Culturali della Chiesa Cattolica.

La sua finezza spirituale ne fa l’esemplare guida della Sezione di Castellaneta dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, della quale è Preside, insignito della Palma d’oro di Gerusalemme.
Gran Croce del Sovrano Militare Ordine di Malta, dirige il Centro Studi Melitensi di Taranto.
Storico della Chiesa, medievista, maestro di rare capacità intellettuali e morali, punto di riferimento costante di tanti studiosi, molti dei quali formatisi alla sua scuola, egli ha fatto del suo magistero un servizio alla comunità, esercitato anche nei luoghi dove la cultura si fa istituzione.
Sempre all’altezza dei ruoli, non smentisce mai la fama che lo precede, superando sempre, in ogni contesto, ogni possibile elogio.
Eppure, quando la discussione scivola sui successi personali ed immancabilmente su quel sense of wonder che la sua persona suscita, con la naturalezza e l’affabilità che gli sono proprie, sminuisce gli apprezzamenti, riportando ad un livello di ordinarietà ciò che è invece straordinario: “Ho semplicemente amato la ricerca scientifica, alla quale ho dedicato una parte cospicua della mia esistenza. La ricerca è scoperta continua; diventa una seconda natura. E’ suggestione. Gratifica. Non è fatica. Per me non è lavoro, sebbene stia alla scrivania ore ed ore. E’ una sorta di stimolo continuo: è la creatività al potere. Ho agito, infatti, su un duplice binario: da una parte la ricerca ininterrotta ed individuale, dall’altra la creazione di strutture istituzionali, che consentissero ad altri di studiare. Si pensi all’Università della Basilicata, all’Area di Ricerca di Potenza del CNR, all’Istituto Internazionale di Studi Federiciani del CNR”.
Uomo di scienza, ma anche uomo di governo, Fonseca è uno Storico di indiscussa dottrina, ma al tempo stesso un protagonista della storia: ne scrive e la scrive, contribuendo al processo di emancipazione delle nostre città di provincia dalla perifericità culturale.

L’internazionalità della sua attività scientifica non lo ha mai distolto dal suo Sud, proposto all’attenzione del dibattito storiografico, oltre i confini nazionali, già a partire dalla fine degli anni ’60, quando i suoi studi sulla civiltà e sul popolamento rupestre avviavano il riscatto di un segmento importante della storia meridionale, contribuendo anche alla formazione di una nuova coscienza civile, sostenuta proprio dal recuperato solco identitario.
Questo è quanto evidenzia anche don Faustino Avagliano, curatore del volume pubblicato proprio in occasione della laurea ad honorem: “Don Cosimo – egli dice – è stato ed è il grande animatore e vivificatore dell’Italia Meridionale.

Nella foto di Giovanni Monaco il prof. Fonseca in occasione dell’inaugurazione (dicembre 2012) della restaurata Cappella del SS. Sacramento.
(Nino Bellinvia)





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