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Chiude domenica 13 gennaio la Mostra fotografica di Sergio Malfatti “Intrusioni”

Taranto. Inaugurata lo scorso 7 gennaio 2013  presso la Galleria Comunale del Castello Aragonese, si chiude domani, domenica 13 gennaio, la Mostra fotografica di Sergio Malfatti “Intrusioni”.

Tantissimi i visitatori che hanno dato ascolto all’invito “Entra in Galleria… per sentirti anche tu un Intruso!!” e non solo amanti della fotografia ed estimatori. A farsi coinvolgere dalle ‘Intrusioni’ di Malfatti anche semplici curiosi, all’inizio un po’ frastornati, dopo decisamente entusiasti dal ‘cortile’ in 36 scatti, (quanto quelli di un vecchio rullino fotografico rigorosamente  in bianco e nero), dai ballatoi di tante finestre abitate e ciascun “inquilino” assorbito dalle faccende della quotidianità.  ‘Intrusioni’ (patrocinate dal Comune di Taranto, dall’Assessorato ai Servizi Sociali e dall’Associazione Taranto Basket) che sono diventate componente relazionale di uno spaccato sociale evoluto e fuori dagli schemi ordinari.

Ecco di seguito alcuni degli interventi.

Massimo Giusto, curatore della Mostra ha sottolineato il successo dell’iniziativa. “Abbiamo evitato il clichè standard già durante la presentazione dei lavori di Sergio Malfatti per dar spazio ad un discorso tra amici così, fotograficamente coinvolti, in quel condominio di immagini,tanto reali,quanto impregnati di quotidianità. Come sottolineato nel libretto, l’uso del bianco e nero va ad esaltare le immagini con quella serie di sfumature di grigio che approntano l’abilità artistica del cogliere l’espressione di ciascun singolo soggetto, come avviene in questa produzione di Sergio Malfatti,esaltata dal 70/100 del foto formato. Sono ben felice di aver realizzato una esposizione sistatica (ha fra l’altro detto) che conduce il visitatore ad ammirare dei pannelli che, allo stesso tempo, approntano la dinamicità dettata dal diretto coinvolgimento del nostro artista. ”

Come previsto, durante la presentazione, la verve istrionica del cantautore Mimmo Cavallo ha tenuto testa alla disamina sociale che la proposta fotografica suggerisce. L’artista ha fra l’altro detto: “Vorrei con un flash raccontare l’idea di questa mostra,ma da cantautore,innamorato delle parole, ora mi rivelo innamorato delle immagini. Viviamo tutti inconsapevolmente nel frantumato paradosso di un quadro dove ritroviamo l’immagine di noi stessi. L’immagine è lì che ci guarda contaminandoci fuori e dentro gli schemi. Del resto” sottolinea “un po’ tutti ricerchiamo sui media la nostra immagine,tanto da affermare che in tanti assediamo la Tv per essere immagine. Siamo tutti un po’ narcisi”.

La prof.ssa Antonella Falcioni ha  messo in evidenza che.., “Siamo purtroppo abituati all’immagine,talvolta frivola che evidenzia la banalità dell’essere,quindi si bada più alla forma che ai contenuti, invece di prestare l’attenzione dovuta alla reale personalità di ciascuno; la stessa che traspare dalla spontaneità del momento come chi è colto di sorpresa. Nella proposta di Malfatti è ben realizzato un sottile gioco di rimandi percettivi,un gioco di specchi senza fine che rende protagonisti dell’opera fotografica immagini e visitatori”.

Molto apprezzato il contributo del noto critico Gianni Amodio, il quale ha molto elogiato l’idea ‘coinvolgente’ dell’amico Sergio.

Ironico e sagace l’intervento del giornalista e scrittore Claudio Frascella che, dal suo “ vieni avanti narciso..” di Malfatti dice “Fosse un attore, interpreterebbe il ruolo di uno scienziato in un film di Spielberg. Occhiali, stempiatura generosa, barba sale e pepe, aria da studioso. E’ con questa sua anima, fiction a parte, che l’artista dello scatto compie incursioni, indaga, mette a nudo aspetti diversi di qualsiasi cosa finisca nel suo obiettivo”; e dell’ultima sua scommessa, l’intrusione, Frascella pensa essere “spunto ricavato da uno dei suoi reportage, quando avrà incrociato più di un ‘corpo estraneo’, come una volta nel suo studio, si sarà trovato di fronte al dilemma, se lasciare o “shoppare” quell’imprevisto, insetto, macchia, fascio di luce, essere umano che fosse. E, allora, ecco il flash… L’intruso finisce dritto al centro dello scatto. E’ il contrappasso per chi è abituato a fare il prezzemolo, che potrebbe andar bene su qualsiasi minestra. Insomma, l’intruso è servito”.

Imma Brigante, amante del pathos che nasce dalla speculazione poetica, domanda “Chi non è mai stato oggetto d’intrusione, o chi non ha mai provato degli stati d’animo particolari,sia attivi che passivi? Magari, nella vita d’ogni giorno,  invece dell’obbiettivo di una macchina fotografica, ci siam visti puntare il dito di qualcuno e ci siamo sentiti a disagio,giudicati, inquisiti. Quindi,a mio avviso,questa mostra vuole invitare tutti a una riflessione:fermarci e fare introspezione. Entrare attraverso le immagini nella vita degli altri con discrezione, in punta di piedi”.

Sergio Malfatti, decisamente soddisfatto del fortunato decorso dei suoi lavori, ribadisce “…solitamente entriamo in una Galleria d’Arte per scoprire le immagini,che siano fotografiche,dipinti o altro, con la mia esposizione ho voluto coinvolgere noi tutti nell’essere sorpresi e interrogati dalle immagini e credo d’esserci riuscito. Il grande pubblico che mi ha onorato della sua presenza mi sprona ulteriormente e, come ho già detto, sto pensando ad altri soggetti,altre storie da raccontare..altri coinvolgimenti ”.

Le musiche di Andrea Musci hanno contribuito a creare un’atmosfera magica, quasi ‘idilliaca’ della Mostra. Note bohemien dal fascino della Parigi fine ‘800 primi ‘900 ben conditi dall’impeto pop e folk, classico della meridionalità nostrana.

Il pezzo “Nero su Bianco” scritto da Musci per l’occasione e cantato da Lucia Bax ha cullato e accompagnato il visitatore nell’introspezione auspicata.

Addetto stampa MarilinaMastrangelo (tel. 3498851313),

Per contatti con Sergio Malfatti (come suggerisce l’addetto stampa Marilina Mastrangelo) basta telefonare al numero 3288230429.

Nella foto Camilla Malfatti (una delle opere in esposizione).
(Nino Bellinvia)

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