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Celebrato a Massafra il 4 Novembre

Massafra. “In una fase storica in cui l’attività principale è quella di dividere, di spaccare, di mettere uno contro l’altro, di creare dubbi e demolire certezze, siamo chiamati ad insistere nel rafforzare e propagandare la nostra convinzione di Italia Unita, unica e indivisibile”.

Così il sindaco Fabrizio Quarto, questa mattina, in apertura del suo intervento pronunciato in occasione della Festa dell’Unità Nazionale – Giorno delle Forze Armate, celebrata e organizzata dalla Civica Amministrazione.

Il corteo cittadino, dopo essersi formato in Piazza Garibaldi presso la casa comunale ed aver attraversato Corso Italia, è giunto in Piazza Vittorio Emanuele per la deposizione di una corona di alloro al “Monumento ai Caduti”.

Erano presenti: una rappresentanza del 16° Stormo dell’Aeronautica di Martina Franca con in testa il T. Col. Fabio Vella, il comandante la Compagnia Carabinieri di Massafra, Nicola Saverio Leone e il comandante la Stazione Carabinieri Antonio Petrocca, l’Associazione Carabinieri, la Sezione Combattenti e Reduci, la Sezione Invalidi e Mutilati di Guerra, l’A.N.P.I., l’ANMIL, un gruppo di Bersaglieri in congedo e dell’Istituto nazionale per la guardia d’onore alle reali tombe del Pantheon, volontari della Croce Rossa Italiana e del M.A.S.C.I., nutrite rappresentanze delle locali Associazioni di Protezione Civile (Massafra S.O.S. – S.E.R.)  e autorità civili.

Don Michele Bianco, prima della deposizione della corona di alloro al monumento, ha rivolto un pensiero, ricorrendo ad Alessandro Manzoni e citando un passo inerente al dolore per la separazione dalla vita terrena.

Cento anni fa – ha detto Quarto nel corso del suo discorso – esattamente l’11 novembre del 1918, si chiudeva la Grande Guerra. Il conflitto divenne in breve tempo il più vasto della storia, coinvolgendo e contrapponendo le maggiori potenze mondiali. Fu la vittoria dell’Unità, ma al contempo, fu anche una grande strage che lasciò lutti e povertà, conosciuti da molti di noi grazie ai racconti dei nostri padri, zii e nonni o per quanto ci veniva insegnato a scuola “nell’ora di storia”. Di tutto ciò dobbiamo farne memoria. Questa deve essere la nostra forza.

Il sindaco ha rivolto un sentito pensiero di gratitudine alle Forze Armate ricordando come queste ogni giorno siano davanti ai nostri occhi con le loro divise e con il tricolore stampato sul petto, tra le strade delle città a tutela degli obiettivi sensibili o sui luoghi dei disastri, stringendo con il medesimo ardore e orgoglio un’arma, una vanga o un giubbotto di salvataggio, tutti segni di unità, di libertà e di solidarietà. Anche all’estero i nostri ragazzi – ha continuato il sindaco – continuano a farsi valere portando sorrisi, competenza e buona convivenza civile.

Il sindaco ha evidenziato come le Forze Armate e le altre associazioni di volontariato siano sempre in missione per essere pronte a qualsiasi emergenza, non ultima quella delle alluvioni che stanno attanagliando la nostra Italia. Quarto ha concluso citando a tal proposito Giuseppe Mazzini: “la Vita è Missione e quindi il Dovere è la sua legge suprema”.

Nella foto: un momento della cerimonia.
(A. N. F.)

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