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Celebrata tra gli applausi a Massafra la ricorrenza del 25 Aprile 2013

Massafra. “Sessantotto anni fa celebravamo una nuova pagina della storia da scrivere, da riempire con le nostre speranze, con i migliori obiettivi, con l’esperienza. Noi lo abbiamo fatto per questi lunghi anni superando momenti bui, momenti di sconforto, ma tenendo sempre dritta la barra della democrazia. Questa cerimonia, la nostra partecipazione serve a custodire la memoria storica del 25 Aprile e superare lo scontro sociale, educandoci sempre più alla libertà. Questa è la vera essenza della Festa della Liberazione”.

Con queste parole, molto apprezzate dal numeroso pubblico che non ha mancato di applaudire, il sindaco Martino Tamburrano, questa mattina, ha aperto il suo discorso commemorativo sull’importante appuntamento del “25 Aprile”.

Il corteo cittadino, dopo essersi formato presso la casa comunale ed aver percorso Corso Italia, è giunto in Piazza Vittorio Emanuele per la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti.

Erano presenti numerosi cittadini che, in questa occasione, non hanno mancato di applaudire. Particolarmente il sindaco ed inoltre: autorità civili, militari e religiose, l’Associazione Carabinieri, la Sezione Combattenti e Reduci, la Sezione Invalidi e Mutilati di Guerra, la Società Operaia, l’ANMIL, la Sezione della locale Protezione Civile; rappresentanze della Croce Rossa Italiana, del Gruppo MASCI, dell’Istituto d’Istruzione Superiore Statale “Cenzino Mondelli”, dell’Istituto d’Istruzione superiore Statale “Domenico De Ruggieri”, degli Istituti Comprensivi “Edmondo De Amicis”, “Giovanni Pascoli” e “San Giovanni Bosco”, etc.

Il sindaco Tamburrano nel corso del suo intervento si è soffermato sul presidente Napolitano affermando: “nel corso del suo incisivo e penetrante discorso di insediamento, ha scosso un paese, una classe dirigente, un parlamento, ognuno di noi per il suo messaggio limpido, lineare, mai autoreferenziale, mai politicamente secessionistico. Un autentico collante di democrazia e di libertà”.

Il sindaco ha ricordato don Tonino Bello, a venti anni dalla sua morte, citando un suo pensiero: “la pace non viene quando uno si prende solo il suo pane e va a mangiarselo per conto proprio. Quella è giustizia. La pace è convivialità”.

“Non bastano – ha concluso Tamburrano – le marce o i cartelli per conquistare o mantenere la pace, ma occorre il confronto, il dialogo e la meditazione”.

Il sindaco, parlando di Libertà, ha anche trattato la nota vicenda dei due marò pugliesi.

Nelle foto il manifesto-invito della commemorazione ed il sindaco Martino Tamburrano.(N.B.)

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