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Celebrata a Massafra la Festa dell’Unità Nazionale – Giornata delle Forze Armate

Massafra. “Occorre trovare forza in uomini come Giuseppe Ungaretti e nel suo giornale di trincea: “Sempre Avanti”. Proprio così: ancora oggi, quando tutto ci sembra confuso, grigio e sconfortante, dobbiamo pensare a quel “Sempre Avanti” per trarne esempio e sprone.

Così il sindaco Martino Tamburrano, questa mattina, ha aperto il suo intervento, pronunciato in occasione della Festa dell’Unità Nazionale – Giornata delle Forze Armate, celebrata e organizzata dalla Civica Amministrazione.

Il corteo cittadino, dopo essersi formato presso la casa comunale e aver percorso Corso Italia, è giunto in Piazza Vittorio Emanuele per la deposizione di una corona di alloro al Monumento ai Caduti.

Erano presenti: il comandante la Compagnia Carabinieri di Massafra Luigi Coppola, il comandante la Stazione Carabinieri Antonio Petrocca, il comandante la Polizia Locale Antonio Modugno, l’Associazione Carabinieri, la Sezione Combattenti e Reduci, la Sezione Invalidi e Mutilati di Guerra, l’A.N.P.I., l’ANMIL, la Società Operaia, l’ARVM Protezione Civile di Massafra, una rappresentanza delle “Guardie d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon”, dei volontari della Croce Rossa Italiana e del M.A.S.C.I., autorità civili e militari, folte rappresentanze di alunni accompagnati da docenti degli Istituti d’Istruzione Superiore e Comprensivi.

La celebrazione Eucaristica, in memoria dei caduti, è stata presieduta da don Michele Bianco. Nel corso dell’omelia don Michele si è soffermato sulla “sofferenza” e di come questa assuma un valore particolare quando è offerta a Dio. Oggi, ha continuato don Michele, ognuno vuol offrire qualcosa di sé”.

Il sindaco Tamburrano, rivolgendosi ai tanti giovani presenti, ha detto: “Voi che siete così bravi a “smanettare” strumenti informatici, fatelo leggendo la nostra Carta Costituzionale e alcune delle più istruttive pagine di storia, iniziando da quelle della “Grande Guerra”. Queste operazioni non temono inflazione o deflazione, richiedono solo un “mi piace” da parte di ognuno di voi. L’occasione odierna – ha continuato il sindaco – è propizia per ricordare i due nostri conterranei: i marò Latorre e Girone, ancora alle prese con la giustizia indiana.

Il sindaco ha chiuso il suo intervento con una frase di Italo Calvino: “non è la voce che comanda la storia… sono le orecchie”.

Nella foto di Luigi Serio un momento della cerimonia in piazza Vittorio Emanuele.
(N.B.)

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