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Caso Ilva: Contributo dei Dirigenti d’Azienda iscritti alla Federmanager

Riceviamo dalla Federmanager di Taranto e pubblichiamo.

La Federmanager Puglia, delegazione di Taranto con sede in Via Caduti di Nassirya, 14 – Taranto, a questo punto della situazione ILVA, ritiene doveroso rappresentare il proprio orientamento in merito .

Premesso:

- che il polo industriale di Taranto risulta strategico per l’economia locale, nazionale ed importante anche per l’Europa;

- che Taranto é la più grande città industriale della Puglia, ma ha un tasso di disoccupazione del 12% in totale, del 33% per i giovani compresi fra i 15 e 24 anni, superiore alla media nazionale e tendente al peggioramento, e un tasso di emigrazione intellettuale superiore al 70%, legata al mancato sviluppo alternativo del territorio;

-che l’Ilva è la più grande fabbrica manifatturiera italiana e contribuisce al mantenimento occupazionale in altri settori strategici per l’economia locale quali ad esempio il porto;

- che l’Ilva fra le aziende siderurgiche è attualmente una delle più grandi d’Europa ed è quella  che può vantare  impianti  moderni, con un alto livello di complessità e pertanto qualsiasi iniziativa di modifica impiantistica e/o di effettuazione di lavori straordinari deve essere correttamente pianificata per non mettere a rischio gli stessi impianti, l’ambiente e la sicurezza del lavoro,

- che l’Ilva partecipa per il 75% alla formazione del PIL di Taranto e la sua chiusura significherebbe una perdita di oltre 8 Miliardi/anno per il PIL italiano;

- che la Comunità Europea ha definito i parametri di riferimento da rispettare per queste realtà industriali e che tali parametri sono stati per Taranto recepiti in forma più restrittiva, sia in termini di valori che di tempi (2014 per ILVA; 2016 in Europa) dall’AIA rilasciata dal Governo con il contributo e l’assenso di tutti gli Enti locali, in considerazione della specificità locale, dell’emergenza salute e dei ritardi accumulati;

- che il Governo con il decreto “Salva ILVA” ha emesso le norme per garantire la salute, l’ambiente e i diritti del lavoro, recependo completamente i vincoli AIA;

- che il decreto “Salva Ilva” approvato dal Parlamento è legge dello Stato.


Si ritiene:

- che l’attuale situazione di sofferenza della città con le comprensibili preoccupazioni per gli aspetti sanitari, la condizione di difficoltà degli operatori economici danneggiati dall’inquinamento industriale nel settore dell’allevamento, agricoltura, mitilicoltura debba essere seguita con la massima attenzione e capacità d’intervento;

- che chiudendo l’Ilva, in totale assenza di progettualità e senza soluzioni occupazionali sostitutive in tempi ragionevolmente sopportabili dallo stato di grave crisi economica in atto, si dismetterebbe l’apparato industriale compromettendo così, senza alcuna alternativa concreta, irrimediabilmente l’economia della città di Taranto e pesantemente quella della Provincia, della Regione Puglia e dello Stato italiano;

-che per le sue caratteristiche l’Ilva di Taranto, in quanto stabilimento di grandi dimensioni, non possa reggere economicamente significative riduzioni strutturali di capacità e/o volumi produttivi.

- che il Governo, con il mandato del Parlamento, ha il compito istituzionale di garantire i diritti costituzionali della tutela della Salute e del Lavoro.

Si conviene che non vi siano alternative al risanamento dell’Ilva  e dei territori di  Taranto, in tempi e a costi necessari, attuando, a tale scopo, le specifiche contenute nella relativa AIA, con la garanzia e supervisione del Garante nominato. Tale Aia relativa alle emissioni in atmosfera, dovrà essere integrata con le prescrizioni su scarichi idrici e discariche interne.

Pertanto si invitano tutte le parti in causa: Istituzioni, Proprietà, Parti sociali, Movimenti e Associazioni ad instaurare un serio rapporto di collaborazione finalizzata a:

1- salvaguardare il polo industriale di Taranto compatibilizzando il lavoro con la esigenze di tutela della salute dei cittadini rendendo possibili, nei  tempi dovuti, gli interventi con rigorosa pianificazione tale da non compromettere gli insediamenti e gli impianti industriali di Taranto e, allo stesso tempo , ridurre l’inquinamento come previsto dalla normativa;

2- rendere pubblico il piano di risanamento interno ed esterno, così come la sua consuntivazione periodica di fronte ai cittadini con le indicazioni di quanto le autorità di controllo hanno fatto per reindirizzarne l’eventuale rientro nel programma;

3- creare un sistema di controlli con il potere di intervenire, in tempo reale, sulla produzione – tramite gli organismi istituzionalmente preposti – allorquando si rilevino effetti dovuti al non rispetto dei parametri AIA (attuale e/o successiva);

4- definire e valutare il piano industriale aziendale per una completa visibilità e verifica della sostenibilità economica per l’assunzione degli oneri relativi ai consistenti impegni da assumere; la strategicità dichiarata del Polo tarantino richiede, su questo punto, chiarezza , trasparenza e responsabilità;

5- promuovere tempestivamente e con lungimiranza nuove progettualità per future intraprese economiche per nuovi investimenti;

6- coinvolgere e responsabilizzare le altre realtà economiche, scientifiche e tecniche del territorio, in particolare il Polo Scientifico Tecnologico Magna Grecia, Confindustria e le altre realtà tecnico-scientifiche presenti, al fine di capitalizzare il Know How che si svilupperà in questo settore che, data la specificità e il livello internazionale della realtà tarantina, potrà essere speso in tutte le realtà industriali del mondo.

Nella consapevolezza che a Taranto sono disponibili le risorse qualificate in grado di garantire la realizzazione dell’AIA nei tempi, costi e risultati attesi, Federmanager resta a disposizione con le professionalità dei suoi iscritti per le esigenze del Piano inclusa quella di confrontarsi sulle possibili azioni di intervento.

Taranto, 30 gennaio 2013.

FEDERMANAGER  Delegazione di Taranto

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