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Carta Diritti della Bambina”. Iniziativa Fidapa in Liguria per formare i genitori al rispetto dell’uguaglianza di genere nell’educazione dei figli

Genova. Iniziativa in Liguria con l’obiettivo di formare i genitori al rispetto dell’uguaglianza di genere nell’educazione dei figli.

L’iniziativa  (come ci ha fatto presente Loredana Albano, tra l’altro membro del Centro di Servizio al Volontariato della Basilicata e sempre in primo piano nell’ambito associativo tutto al femminile)  è frutto dell’impegno di un gruppo di lavoro costituito da una rete di Associazioni femminili e da Enti Istituzionali e non.

Il  Progetto di Diffusione della Carta dei Diritti della Bambina è stato presentato il 13 giugno 2013 presso il Conservatorio Fieschi di Genova.

Le Associazioni promotrici hanno così dato avvio alla prima fase del progetto di diffusione della Carta che in veste inedita e con alcuni aggiornamenti, peraltro autorizzati dalla Presidente nazionale, è in distribuzione ai neogenitori presso i reparti di Ostetricia e Neonatologia degli Ospedali genovesi e di altri della Regione Liguria, grazie anche alla disponibilità dei responsabili dei Reparti di maternità e neonatologia dei maggiori Ospedali genovesi, dei Consultori della ASL 3 ed altri Consultori.

La logica che sottende è che il diritto alla parità va fatto valere fin dalla nascita, alla stessa stregua degli altri diritti fondamentali, quali la salute, la cura e l’istruzione.

Alla luce della Risoluzione del Parlamento Europeo del 12 marzo 2013 sull’eliminazione degli stereotipi di genere e contro la sessualizzazione delle ragazze, e della Ratifica da parte del Parlamento italiano della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, la Carta, originariamente redatta nel 1997 all’epoca già antesignana, si rivela oggi in tutta la sua attualità. La questione, peraltro, prima ancora che sul piano  legislativo va posta sul piano educativo e culturale. Da qui l’importanza della sua diffusione affinché il diritto alla parità sostanziale come principio di non discriminazione, già affermato dalla nostra Costituzione all’art 3, sia garantito  fin dalla nascita.

Ricordiamo che alla presentazione della “Carta dei Diritti della Bambina” sono intervenuti: Adele De Leo Casale, referente Distretto N.O. Fidapa Commissione Carta Diritti Bambina; Valeria Maione, consigliera di Parità della Regione Liguria; Maruska Piredda, Presidente VIII Commissione Pari Opportunità Regione Liguria; responsabili dei  Reparti Ospedalieri di Ostetricia e Neonatologia e rappresentanti degli Enti promotori e patrocinanti.

La presentazione si è svolta con il patrocinio della Regione Liguria, Comune di Genova, ASL3 Genovese, Federfarma Genova, Comitato per le Pari Opportunità, Consigliera di Parità della Regione Liguria, Università Studi di Genova, Comitato per le Pari Opportunità Ordine dei Farmacisti di Genova, FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri della Liguria), FederManager Minerva, Ordine degli Avvocati di Genova, AIAF Liguria e Presidio Unico Ospedaliero. Adesione di: A.D.E.I. W.I.Z.O., A.I.D.I.A., A.I.D.M., C.I.F., C.R.I., Evoluzione Donna, F.I.L.D.I.S.

Nel corso della presentazione della Carta dei Diritti della Bambina (La bellezza della diversità) è stato detto che essa contiene un’enunciazione di principi per le coppie che si apprestano a vivere un’esperienza unica, quella di accompagnare la propria bambina dai primi passi verso il suo sviluppo evolutivo.

Non una contrapposizione di genere ma la presa di coscienza da parte dei neogenitori, non solo di figli femmine ma anche di figli maschi, delle differenze che il genere comporta, sia sotto l’aspetto fisico che emozionale e riproduttivo. Le specificità vanno scoperte, coltivate, valorizzate, esaltate in tutta la loro bellezza, nel rispetto dei reciproci ruoli e della diversa visione del mondo, perché più che mai oggi la società ha bisogno del contributo di donne e uomini responsabili e consapevoli delle diverse ma complementari peculiarità.

Nonostante una normativa garantista in materia di diritti umani, le bambine continuano ad essere le vittime silenziose e inermi delle più disparate forme di violenza e di condizionamenti fisici e psichici che portano di fatto alla violazione dei diritti fondamentali alla salute, alle cure, all’istruzione ed alla protezione. Obiettivo di questa Carta è abbattere il muro della discriminazione di genere e attribuire alla bambina fin dalla nascita le stesse opportunità dei coetanei maschi.

E’ stato anche ricordato che la Carta dei Diritti della Bambina, nella sua formulazione originaria, è stata presentata ed approvata nel 1997 a Reykjavik al IX Congresso della B.P.W. Europe (Business Professional Women), organizzato dalla I.F.B.P.W., ONG che lavora in collaborazione con le Nazioni Unite, e alla quale la F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari) è affiliata. Ispirata alla Convenzione ONU del 1989 sui Diritti del Fanciullo, la Carta nasce per incidere sul piano istituzionale, sulle coscienze e stimolare l’opinione pubblica a dibattere delle proble­matiche e dei diritti legati al genere femminile dall’età zero all’età adolescenziale.

Ricordata anche la mormativa a tutela delle Minori.

Legge 09 gennaio 2006, n. 7 – “Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile”.  Risoluzione del Parlamento Europeo del 03 settembre 2008 – “Impatto del marketing e della pubblicità”.  Ratifica Convenzione di Lanzarote del 19 settembre 2012 – Lo Stato italiano ratifica la Convenzione di Lanzarote contro l’abuso e lo sfruttamento minorile. Risoluzione del Parlamento Europeo del 12 marzo 2013 sull’eliminazione degli stereotipi di genere nell’Unione Europea e contro la sessualizzazione delle bambine, Ratifica Convenzione di Istambul del giugno 2013 – Lo Stato italiano ratifica la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.

Infine è stato precisato che ogni bambina ha diritto:

1. Di essere protetta e trattata con giustizia dalla famiglia, dalla scuola, dai datori di lavoro anche in relazione alle esigenze genitoriali, dai servizi sociali, sanitari e dalla comunità.

2. Di essere tutelata da ogni forma di violenza fisica o psicologica, sfruttamento, abusi sessuali e dalla imposizione di pratiche culturali che ne compromettano l’equilibrio psico-fisico.

3. Di beneficiare di una giusta condivisione di tutte le risorse sociali e di poter accedere in presenza di disabilità a forme di sostegno specificamente previste.

4. Di essere trattata con i pieni diritti di persona dalla legge e dagli organismi sociali.

5. Di ricevere una idonea istruzione in materia di economia e di politica che le consenta di crescere come cittadina consapevole.

6. Di ricevere informazioni ed educazione su tutti gli aspetti della salute, inclusi quelli sessuali e riproduttivi, con particolare riguardo alla medicina di genere per le esigenze proprie dell’infanzia e dell’adolescenza femminile.

7. Di beneficiare nella pubertà di sostegno positivo da parte della famiglia, della scuola e dei servizi socio-sanitari per poter affrontare i cambiamenti fisici ed emotivi tipici di questo periodo.

8. Di apparire nelle statistiche ufficiali in dati disaggregati per genere ed età.

9. Di non essere bersaglio, né tantomeno strumento, di pubblicità per l’apologia di tabacco, alcol, sostanze nocive in genere e di ogni altra campagna di immagine lesiva della sua dignità.

Per informazioni Adele  De Leo Casale – Tel. tel. 0102510450 – 3287155837; e-mail: adeledeleo@libero.itcartadirittidellabambina@gmail.com

Nella foto immagine tratta da La Carta dei Diritti della Bambina
(Nino Bellinvia)


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