Home » LA POSTA » Caro Gesù… Tu ci sei!!!

Caro Gesù… Tu ci sei!!!

Carpi. Abbiamo avuto modo più volte di parlare di Marietta Di Sario. Anzi è stata lei a parlare con noi.  E questa volta lo fa in occasione deE’ da un po’ che ho preso l’abitudine di mandare messaggi di auguri per le festività attraverso la condivisione di alcuni pensieri che abitano in me. In occasione della Santa Pasqua di Nostro Signore Gesù Cristo vorrei parlare dei tanti aspetti che riguardano la malattia e che in tanti affligge l’anima e il corpo se non riesce a diventare testimonianza assoluta di fede e speranza.

Non posso fare a meno di disgiungere la mia esperienza personale dall’esperienza del rapporto con l’Altro, con le persone che aiutano quelli che soffrono, che non si sottraggono a portare quella Croce che mette tutti di fronte al proprio Destino ultimo, alla definitiva Pasqua, in questo stare costantemente di fronte alla sofferenza guardandola con gli occhi di Cristo e lasciandosi da Lui guardare come gli occhi di Maria ai piedi della Croce.

La comprensione di questo incontro passa inevitabilmente attraverso tre moti dello spirito che sono: l’attesa, la vicinanza e la presa di coscienza.

L’Attesa è quando si crea una “tensione”, un andamento, un andare “verso”, verso qualcosa o qualcuno.
Questa Attesa nei malati, soprattutto in quelli con malattie fortemente invalidanti, viene considerata quasi sempre inutile, che non dà alcuna speranza. Di fatto, la sola diagnosi di una malattia gravissima è, per molti, come una condanna a morte.

Invece c’è bisogno di avere la capacità e il dono di saper ridestare l’attesa, il desiderio di un incontro, che può anche semplicemente essere quello di un paziente che va all’incontro con il medico, o con una persona che si occupa della sua condizione, nella quale il malato ripone ogni fiducia e speranza. Si tratta di un momento straordinario che accorcia i normali tempi della quotidianità e sposta l’attenzione da un tempo lungo e incerto a uno più immediato e confortante.

Questo “ingannare” in un certo qual modo la realtà altro non è che una elevazione Evangelica, del vivere quotidiano immaginandolo pieno di opportunità, di novità, di grazie e di tutte quelle cose che ci vengono da Dio Padre e che ogni giorno ci fanno sentire in cammino verso di Lui. Un giorno in più che ci avvicina all’incontro con Colui che da sempre ci attende.

La Vicinanza la si potrebbe identificare con la Parabola del Buon Samaritano, cioè di colui che si fa prossimo per essere vicino all’altro e che si prende cura non soltanto di chi gli sta a cuore.

E’ la vicinanza che aiuta il malato a non sentirsi solo e abbandonato, a non ritirarsi perché rifiutato o evitato assieme alla sua malattia.

Quanto è importante che un medico, un operatore sanitario, un volontario, abbia questa carica di Umanità, questa capacità di generare vicinanza e attenzione! Non bisogna mai e poi mai smettere di guardare con amore colui che abbiamo deciso di assistere, vedendo in lui un fratello o una sorella. Da solo questo sguardo può curare le ferite dell’anima e può aiutare a superare le paure infondendo fiducia, pace e speranza.

Dovremmo sempre ricordare quanto lunghi e terribili sono i momenti, soprattutto nella lunga malattia, in cui la persona si sente ed è, profondamente sola, di una solitudine inaccessibile a chiunque tranne che a Dio.

La presa di coscienza invece è il cuore di questa testimonianza. “L’Uomo vale più della sua malattia”, o meglio l’Uomo non è soltanto la sua malattia. Ciò che dobbiamo sempre tenere bene a mente è che bisogna saper imparare a riconoscere che noi non siamo solo il nostro corpo né tanto meno siamo solo una parte di esso.

In realtà per rivelazione e per fede sappiamo di essere ben altro. Abbiamo un’anima immortale al cui destino parteciperà anche il corpo, giovane, vecchio, malato o in salute che sia al momento della morte, ma rigenerato nella Resurrezione di Cristo quando verrà il Tempo. Anche chi non è credente si ribella all’idea della morte che tutto annulla e cancella. In fondo tutti abbiamo una profonda sete di infinito che il Creatore ha posto nel nostro cuore e che la chiamata ad un Destino è la chiamata a scoprire appunto il proprio valore infinito.

Un valore, ed è questo il fatto per certi versi sconvolgente, che si può scoprire, gustare, sperimentare ogni singolo giorno, in ogni singolo istante, perché in questo nostro essere nell’Infinito ogni istante non è detto che debba essere vissuto come il segno della finitudine, ma al contrario come istante che ci avvicina a Colui che non ha Tempo e di cui siamo stati fatti partecipi. In ogni istante ci si può sentire amati, amati per quello che si è, sani o malati.
L’Attesa e la Vicinanza, vanno a toccare quell’io profondo, quell’io che tutti siamo, che non può essere solo il nostro corpo, ma che nel corpo trova modo di mostrarsi, di darsi una dimensione nello spazio e nella comunicazione con l’altro.
Ecco perché, anche senza entrare nell’immenso valore che hanno la malattia e la sofferenza per il Cristiano, discorso che porterebbe molto lontano, l’essere umano vale molto di più della sua malattia.

Questo mio commento è rivolto oltre che a tutti i sofferenti, alle dame e ai barellieri dell’Unitalsi e alle donne e agli uomini che spendono la propria esistenza in favore dell’aiuto dell’altro svolgendo così una preziosa missione e andando all’incontro con Cristo persona in quella che è una “valle di lacrime”.

Buona Pasqua

Carpi 2015                                                                                         Marietta Di Sario

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Digg
  • del.icio.us
Invia articolo ad un amico Invia articolo ad un amico Stampa questo articolo Stampa questo articolo

IMMAGINI DELLA LIGURIA



Meteo Liguria

Meteo Liguria

CAMBIO VALUTE

Il Widget Convertitore di Valuta è offerto da DailyForex.com - Forex Opinioni - Brokers, Notizie & Analisi

TUTTO CINEMA

© 2007 - 2017 LIGURIA 2000 NEWS - Anno XI - Collegati -

Se trovate qualcosa coperto da copyright comunicatelo al webmaster, provvederemo alla sua rimozione, grazie!