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Caldo torrido, quasi infernale, in compagnia di Flegetonte, Caronte e Acheronte…

Si parla dell’estate più torrida di sempre, i commenti e le considerazioni sul clima occupano quotidianamente una parte rilevante  nei mezzi d’informazione, ma le temperature altissime, da record, raggiunte negli ultimi mesi in seguito all’alta pressione proveniente dall’Africa, sono al centro dell’interesse della gente, che ogni giorno fa i conti con i disagi causati dall’afa, ovunque.

Ci si alza al mattino sperando che il nuovo giorno porterà il tanto sospirato refrigerio, e invece si va incontro al medesimo Caronte, quello che il giorno prima ti ha portato in un girone infernale, dove si arrostisce a fuoco lento, sotto una cappa di caldo che avvolge con lingue di fuoco dispensate da un astro che è anche signore della luce, ma non sembra proprio preoccuparsi degli strali che dispensa sotto forma di raggi infocati.. E i mesi della stagione estiva si susseguono uno uguale all’altro, inutile sperare in un giorno o una notte diversa, sono tutti dello stesso tenore; l’aggressione dell’afa, dell’umidità che sfiora livelli tropicali, si fa anzi più insidiosa. Non serve molto neppure dormire in riva al mare, con i piedi sulla battigia: perfino l’acqua del mare è calda, durante il giorno ha ‘inghiottito’ tutta la veemenza impietosa dei raggi solari, e con le placide onde tutti quei gradi oltre il limite che ha metabolizzato, li dispensa sulla costa, già surriscaldata. Non si vorrebbe girarla sul tragico, ma l’ambiente, ovunque si volga lo sguardo, è in emergenza, la terra disidratata, la natura sofferente, anche perché da mesi  mancano le precipitazioni, neppure qualche goccia per corroborare l’atmosfera. Si è parlato dell’estate 2003 come fosse stata eccezionale.. Ma a quanto pare il peggio doveva ancora venire. Ed eccolo: assistiamo ad un’estate che resterà negli annali storici dei record climatici, sempre che non ci aspetti in futuro qualcosa che superi quella che oggi ci sembra in assoluto quella più  calda da oltre un secolo a questa parte.

Il Ministero della Salute diffonde l’allerta per le città più a rischio, sono quelle col bollino rosso, dove la popolazione, specie gli anziani, possono affrontare serie emergenze di salute dovute ai picchi di temperature che gli organismi più fragili non riescono a tollerare.

E’ un’estate che ha favorito certamente la vendita di ventilatori e climatizzatori, anche qui penso si tratti di record, una visione più chiara delle vendite l’avremo nei prossimi mesi, ma già si può intuire il fenomeno. Del resto non abbiamo avuto scampo. Vivere, o meglio, quasi sopravvivere, in ambienti con aria condizionata, è stata l’unica misura che ha garantito un po’ di benessere; il trauma si affronta quando da questi ambienti si passa a quelli naturali, all’aria delle strade o ad una stanza priva di climatizzazione..

L’estate del 2015 si farà ricordare dunque per il clima ‘marziano’, che ha reso difficile anche il soggiorno a chi pensava di trascorrere un periodo estivo in totale relax, davanti al mare, o nei luoghi di villeggiatura. I picchi raggiunti dalle temperature tropicali, sono stati costanti da metà giugno fino alla prima settimana d’agosto, con brevissime parentesi, peraltro non comuni a tutte le regioni del nostro paese. Neppure le isole, che solitamente beneficiano delle correnti provenienti dalla costa, sono state ‘graziate’ nel corso di questi mesi, si registrano pochi movimenti di correnti, le temperature, anche oltre i trenta gradi, si sono mantenute perfino oltre il limite della mezzanotte.. Parlare di climatizzazione durante questi mesi, sembra solo retorica, dato che, com’era ovvio che accadesse, il condizionamento dell’aria nelle abitazioni è stato l’unico rimedio e riparo ad un clima che ha creato seri problemi, soprattutto alle persone in età avanzata, più esposte alle conseguenze del caldo eccessivo, che mette a dura prova anche il metabolismo di un organismo giovane, soprattutto quando  il clima non da tregua.

Il tasso di umidità ha poi fatto il resto, alzando ancora di più le temperature, e rendendo l’aria quasi irrespirabile. I meteorologi, secondo le previsioni, affermano che nella seconda decade di agosto il caldo oppressivo lascerà spazio ad un’attenuazione consistente dell’alta pressione, grazie all’arrivo di correnti atlantiche, e dunque ad una perturbazione che favorirà localmente, soprattutto al nord e al centro, l’arrivo di piogge, anche a carattere temporalesco. Dovrebbe in ogni caso abbassare il livello della colonnina di mercurio, e di conseguenza le temperature, rendendole più compatibili con il naturale equilibrio biologico degli esseri viventi e della natura. L’anticiclone africano dovrebbe perdere qualche ‘dente’, anche se allenterà soltanto la morsa.

Arriverà dunque ‘Circe’, il ciclone che contrasterà ‘Caronte’, correnti d’aria fresca che inevitabilmente, secondo le leggi della fisica, incontrando, o meglio, scontrandosi, col le alte pressioni del caldo africano – flussi d’aria calda provenienti dall’Algeria – determineranno potenti rovesci, localmente anche pericolosi per la violenza delle precipitazioni. Interesserà poco il sud e le isole, in queste regioni il fenomeno sarà trascurabile, sempre secondo le previsioni.  Il clima in generale ne sarà favorito in quanto le temperature, comunque, subiranno un abbassamento dell’ordine di 5/6 gradi, anche nelle regioni tirreniche. Per agosto non si prevedono altri grandi sconvolgimenti, si continuerà col normale caldo della stagione estiva, ma almeno si spera in un’inversione di tendenza per quel che concerne l’afa e il clima torrido che finora ha assediato tutta la penisola. In definitiva si spera almeno di non boccheggiare, com’è accaduto ovunque fino ad ora.

Queste ondate di caldo opprimente hanno richiamato, quasi per logica, nomi mitologici:  l’estate è cominciata con l’anticiclone delle Azzorre Flegetonte – famoso fiume dell’Ade.. –  poi con Caronte (personaggio ben noto nella mitologia greca e romana e famoso traghettatore nella Divina Commedia..), e Acheronte (altro fiume della mitologia greca associato agli inferi).. Vista la condizione in cui siamo stati costretti a vivere, ricorrere a questi rimandi mitologici, è stato praticamente naturale…
(Virginia Murru)


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