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Calcio dilettantistico ligure. Obbligo dei giovani? No, grazie! Massimo 4 over 25

Riceviamo e pubblichiamo una interessante proposta in merito all’obbligo di schierare in campo giocatori giovani nei campionati di Eccellenza e Promozione.

Ci auguriamo che questo possa essere un assist vincente per la Figc ligure, presieduta da Antonio Sonno, e per le società dilettantistiche che non raramente sono costrette a “chiudere i battenti” in parte anche a causa delle esagerate spese legate ai rimborsi ai giocatori cosiddetti di categoria.

Questo scritto è rivolto all’attenzione della Figc della Liguria e riguarda la regola dei giovani impiegati nei campionati di Eccellenza e Promozione.

Secondo noi dovrebbero esserci  in campo come minimo 7 giocatori giovani e massimo 4 giocatori over 25, in primis perché sappiamo benissimo che i giocatori più vecchi sono sempre i più pagati, mentre quasi tutti i giovani giocano gratis o con minimi rimborsi spesa.

Gli over 25 che non trovano posto nelle squadre partecipanti ai campionati della Figc ligure possono  giocare nei tanti tornei notturni che stanno proliferando nella nostra regione. Se andiamo a vedere nelle rose delle squadre che partecipano ai campionati di Eccellenza e Promozione non troviamo giocatori nati nel ‘90 e pochi del ‘91 e qualche ‘92 che poi il prossimo anno spariranno in quanto non sono più giovani. Le società purtroppo hanno anche difficoltà a trovare ragazzini che comincino a giocare a calcio: vuoi per i molti sport che stanno riscuotendo un discreto clamore in Italia, vuoi perché vedono i fratelli più grandi che finito il campionato allievi non trovano spazio nelle squadre di Eccellenza e Promozione  smettendo così di giocare a calcio.

Poi, sempre a nostro avviso, bisognerebbe che ci fosse l’obbligo di far giocare ragazzi provenienti dal  settore giovanile della società, anche perché  le società più grandi vanno in cerca dei migliori giovani promettendo rimborsi spese che poi puntualmente non vengono dati, poiché essendo dilettanti non possono far nulla per ottenere quanto promesso all’atto della firma del cartellino. Questa normativa sui giovani andrebbe a salvare molte società che, come si vede, ogni anno “spariscono” non potendo sostenere le spese dei rimborsi dei giocatori.

Per non parlare delle società professionistiche che falliscono più di una volta a distanza di pochi anni (vedi Sanremese fallita 2 volte nell’arco di 4 anni, il Savona che ha portato i libri contabili in tribunale perché è stata lasciata dalla cordata che l’aveva rilevata). Secondo noi quando una Società fallisce dovrebbe ripartire dalla terza categoria senza andare a riprendere nomi di società fallite come è stato fatto tra Ospedaletti con la Sanremese.

Tutti questi avvenimenti dovrebbero far riflettere e pensare ai tanti ragazzi che smettono di giocare e si ritrovano all’età di 19 anni senza poter più fare lo sport che avevano scelto da bambini per far posto a dei “mercenari” ultratrentenni.

(Lettera firmata)


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