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Bilancio del workshop su Patrimonio identitario e turismo nella Terra delle Gravine

Mottola. Si è svolto a Mottola il workshop “Patrimonio identitario e turismo: settori strategici per il benessere delle Comunità nella Terra delle Gravine”, promosso e organizzato dall’associazione culturale Aulon R.E.S. presiduta da Mina Castronovi e dal Gal Luoghi del Mito diretto da Daniel Dal Corso. Si è trattato di un evento definito “Stati generali del turismo e della cultura nella Terra delle Gravine”, vista la grande partecipazione, l’interesse e l’attenzione straordinari suscitati, nonostante la “maratona oratoria” di ben 10 ore; erano presenti gli assessori regionali Silvia Godelli e Fabrizio Nardoni, i sindaci e gli amministratori locali di tutti i comuni della Terra delle Gravine, rappresentanti del mondo della scuola, dell’università, della cultura e dello spettacolo, tecnici e operatori economici del settore del turismo, dell’agricoltura e dell’enogastronomia. Tutti hanno percepito l’estrema importanza del tema e delle finalità del workshop per lo sviluppo dell’economia del territorio che, a detta di tutti gli intervenuti, devono puntare le loro chance su tre assi strategici: l’agricoltura, la cultura e il turismo. La Terra delle Gravine, secondo il prof. Gavino Maresu, coordinatore scientifico del workshop, “è la sintesi perfetta di un paesaggio culturale vivente, esemplificativo della civiltà rurale dove convivono armonicamente cultura materiale e immateriale, patrimonio naturale, geologico, archeologico, paesaggistico, religiosità, tradizioni, riti, antichi saperi e sapori, coniugati con saperi, produzioni e ritmi della modernità”. Il turismo è l’attività economica che più di tutte le altre è in grado di conferire valore aggiunto sia alle attività umane dell’area (in primis l’agricoltura), sia a tale enorme patrimonio che però postula una pianificazione strategica tendente alla tutela,  recupero, gestione, valorizzazione e promozione. Per tale pianificazione, secondo Maresu, le risorse economiche vanno attinte dai Nuovi Fondi Strutturali 2014/2020 messi a disposizione dei progetti culturali dall’Unione Europea. Tutti i relatori presenti al workshop hanno espresso la volontà di collaborare reciprocamente, al di là delle diverse appartenenze politiche, affinché si dia finalmente attuazione alle finalità previste dall’articolo 4 della Legge 20 dicembre 2005 n. 18  che ha istituito il Parco della Terra delle Gravine, per creare nuova occupazione in un territorio in grande difficoltà a causa della crisi economica. Il territorio del parco, secondo il prof. Maresu, si presterebbe ad essere strutturato come distretto turistico culturale basato sulle specializzazioni produttive, sul patrimonio identitario e le risorse-guida del territorio del parco e dei territori limitrofi, concepito secondo un modello di azienda-rete; la porta di ingresso del distretto dovrebbe essere costituita da Taranto cui occorre restituire la sua dignità vilipesa di capitale culturale, riscrivendo una nuova storia e una nuova narrazione attingendo alle memorie e alle risorse culturali del suo glorioso passato di capitale della Magna Grecia”.

L’Assessore regionale alla cultura e al turismo Silvia Godelli, invece punta sulla costituzione dei club di prodotto: “Bisogna quindi costruire alleanze tra pubblico e privato – ha affermato l’Assessore – integrando agricoltura e culture in base alle vocazioni territoriali, sfruttando anche le enormi potenzialità offerte dalla rete”.

“La valorizzazione del patrimonio identitario postula però anche la qualità della gestione, ha affermato il Prof. Maurizio Quagliuolo, segretario generale di Herity International, l’organismo con sede in Vaticano, che ha elaborato un disciplinare riconosciuto e adottato dall’Unesco, che certifica la qualità della gestione del patrimonio culturale materiale, i cui principi ispiratori si basano su due premesse essenziali: “La riconoscibilità globale di tale qualità e il rispetto della cultura locale”.

A fare la sintesi della sessione dedicata alle alleanze tra settori della filiera turistica è stato l’assessore all’agricoltura della Regione Puglia Fabrizio Nardoni che ha comunicato il suo apprezzamento per la partecipazione così importante al workshop e per i temi trattati, che “sono di vitale importanza non solo per la Terra delle Gravine cui appartengo – ha sottolineato l’assessore Nardoni – ma per la Puglia intera, che deve puntare con sempre maggiore decisione sul trinomio cultura-agricoltura-turismo”.

Le conclusioni del workshop sono state affidate a Maurizio Quagliuolo e a Gavino Maresu, i quali hanno sintetizzato in alcune parole-chiave l’evento: Responsabilità, Sostenibilità, Qualità, Formazione, Identità, Innovazione, Nuovo Marketing, “dall’Io al Noi”, Accoglienza. “Occorre che tutti siano consapevoli soprattutto su cosa vuole e possa essere la Terra delle Gravine, su quale luogo/territorio si vuole costruire il domani soprattutto dei nostri figli.

Nella foto un momento del workshop.
(Franco Gigante)


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